Numeri che parlano da soli: reddito minimo, chi prenderebbe di più?

Articolo pubblicato il 20 giugno 2016
Articolo pubblicato il 20 giugno 2016

15 giorni fa gli svizzeri hanno deciso di votare contro il reddito minimo garantito, ma la questione è intrisa di controversie. Utopia socialista o inizio del declino? Ai posteri l'ardua sentenza. L'Economist ha calcolato quanto prenderebbe ogni cittadino del mondo se il reddito di cittadinanza venisse introdotto anche in altri Paesi. Con risultati a volte sorprendenti (ma non troppo).

Reddito minimo? Questione spinosa, da anni. Chi lo vuole per garantire condizioni di vita minime a tutti, contro chi lo accusa di essere una potenziale causa di pigrizia sociale. In cima alla classifica di chi fornirebbe più assistenza economica liquida ai propri cittadini si piazza il Lussemburgo, dove i cittadini potrebbero arrivare a percepire fino a 15.700 euro all’anno dallo Stato. Non male. La cifra rappresenta un quinto del PIL nazionale pro capita (a parità di potere d’acquisto), uno tra i più alti al mondo. All'altro capo della classifica si trova il Messico, dove i residenti possono al massimo contare su circa 800 euro all'anno.

L’iniziativa elvetica rifiutata attraverso il referendum prevedeva che ogni cittadino adulto ricevesse mensilmente dallo Stato 2.500 franchi svizzeri esentasse (circa 2.300 euro, n.d.t.). I giovani fino a 18 anni avrebbero invece ricevuto "solamente" 625 franchi (circa 570 euro, n.d.t.). Denaro che sarebbe stato ricevuto dal cittadino indipendentemente dal proprio reddito dichiarato. Secondo i calcoli del governo svizzero il progetto sarebbe costato al Ministero del Tesoro elvetico un totale di 190 miliardi di euro all’anno. La maggior parte di questa somma sarebbe stata coperta dai fondi che al momento vengono investiti in progetti di assistenza sociale e welfare, ma il governo avrebbe comunque dovuto sborsare approssimativamente 23 miliardi di euro.

I legislatori svizzeri si sono spesi per far sì che i cittadini votassero contro questa iniziativa. Tra le argomentazioni utilizzate in favore del no vi è stata anche la considerazione che un reddito minimo garantito avrebbe reso i lavori più redditizi "meno attraenti" per coloro che già percepiscono il minimo previsto dalla legge oggi. Sarà, ma la questione potrebbe essere solo rimandata. I tempi stanno cambiando.

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Fonte: The Economist

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Questo articolo fa parte della nostra rubrica Numeri che parlano da soli: statistiche, vignette ed analisi, per capire meglio il mondo intorno a noi.