Numeri che parlano da soli: il 51,9% che cambierà la storia dell'Unione europea

Articolo pubblicato il 24 giugno 2016
Articolo pubblicato il 24 giugno 2016

Il Regno Unito ha deciso, la Brexit è realtà. Il Leave ha ricevuto il 51.9% delle preferenze, sancendo l'uscita definitiva del Regno di Sua Maestà dall'Unione europea dopo 43 anni. Bisogna guardare avanti, facendo attenzione all'unità dell'Europa e a quella del Regno Unito stesso nell'immediato futuro.

Ci sono ottime possibilità che questo 51.9% faccia la storia, e sicuramente farà quella dell'Europa unita: la maggioranza dei britannici si è espressa per uscire dall'Unione europea. L'affluenza è stata importante (72.2%), segno che la voglia di partecipazione esiste quando si tratta di decisioni importanti da prendere. Alcune delle città più importanti del Regno Unito (Londra, ma anche Manchester, Liverpool e Bristol), insieme a Scozia e Irlanda del Nord, hanno messo la crocetta su Remain. Risultato però controbilanciato dalle periferie, dove ha vinto invece il Leave. Un risultato con uno scarto così esiguo però mette in luce una verità che già si conosceva: il Regno di Sua Maestà è letteralmente spaccato in due su questioni come immigrazione, sicurezza e rapporti internazionali, ma anche quella generazionale. Il primo ministro britannico David Cameron aveva nei suoi intenti annunciato la convocazione referendaria con lo scopo di confermare l'opzione Europa, tenendo in questo modo a bada le spinte isolazioniste ed euroscettiche provenienti sia dall'ala più conservatrice dei Tories (capeggiata da Boris Johnson) sia dal Paese stesso. Ed ha perso, senza l'ombra di alcun dubbio. Perdente ne esce anche il Labour di Jeremy Corbyn, che non ha evidentemente saputo catalizzare il sentimento filoeuropeo dei britannici. Interessante la distribuzione del voto tra le diverse fasce d'età: il 75% dei giovani ha votato per rimanere, surclassato però dal voto pro uscita dei più anziani. 

Ora bisogna guardare avanti. Facendo attenzione a quello che può succedere nel Regno, dove Scozia e Irlanda del Nord hanno già dichiarato di non voler più essere sudditi di Sua Maestà (l'Ulster con la Repubblica d'Irlanda, la Scozia come Stato indipendente), ma anche in Europa, dove il sentimento anti-europeo è in crescita e potrebbe portare ad ulteriori referendum. Senza dimenticare che la Francia eleggerà il suo nuovo presidente in un anno, e Marine Le Pen ha già dichiarato di voler convocare alle urne anche gli elettori transalpini, se sarà eletta. Sarà compito dell'Europa dimostrare che l'Unione fa la forza. Anche senza Londra.

"È la fine dell'Unione europea?" "No."

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Questo articolo fa parte della nostra rubrica Numeri che parlano da soli: statistiche, vignette ed analisi, per capire meglio il mondo intorno a noi.