Numeri che parlano da soli: il 5% del salvataggio greco

Articolo pubblicato il 09 maggio 2016
Articolo pubblicato il 09 maggio 2016

Tagli alla spesa pubblica, aumento delle tasse, aumento dell'età pensionabile e disoccupazione sono solo alcuni degli effetti provocati dalle politiche di austerity sulla popolazione ellenica. Dal 2010 la Grecia ha ricevuto 215,9 miliardi di euro per il salvataggio. Ma dove sono andati a finire questi soldi?

Esistono diversi livelli nel marasma di accordi e negoziati tra il governo ellenico ed i dirigenti dell'Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea in cerca di una soluzione al debito greco. Da una parte ci sono i creditori, che esigono la restituzione dei soldi prestati alla Grecia. Dall’altra il governo di Alexis Tsipras, in cerca della trattativa perfetta. Nel mezzo invece ci sono gli stessi cittadini greci, insieme al prezzo che stanno pagando per il disastro sociale nel quale vivono. Dal 2010 tuttavia il Paese ellenico ha ricevuto 215,9 miliardi di euro che però sembra non abbiano risolto nulla. Al contrario, le difficoltà affrontate dalla popolazione diventano sempre più evidenti.  

Una domanda sorge spontanea: come sono stati ripartiti questi fondi? In questa marea di numeri spicca una cifra, che è quella del 5%. Secondo lo studio "Dove sono finiti i soldi per il salvataggio greco?" fatto dalla European School of Management and Technology (ESMT) con sede a Berlino, questa sarebbe la percentuale – equivalente a 9,7 miliardi di euro – di tutti gli aiuti finanziari ricevuti effettivamente andata a finire nei conti pubblici ellenici, e di riflesso nelle tasche dei cittadini. Il resto può essere diviso in tre parti: il 64% (139,2 miliardi) è stato utilizzato per pagare il debito esistente, rispettando gli obblighi con i creditori; il 17% (37,3 miliardi) è stato invece destinato alla ricapitalizzazione degli istituti bancari greci; il restante 14% è stato invece impiegato sotto forma di incentivi per gli investimenti privati. Questo studio interviene in difesa di un'argomentazione che ha già generato non poche polemiche ed incontrato molteplici opposizioni: la priorità del salvataggio era quella di mettere al sicuro le banche ed i creditori privati, invece che lo stato e i suoi cittadini.

Alcuni leader politici, tra cui Angela Merkel o Pierre Moscovici, discutono continuamente su quale sia il modo migliore per sistemare la situazione debitoria greca nei vari incontri dell'Eurogruppo. Ma se l'obiettivo dei pacchetti di aiuti finanziari è quello di aiutare il paese a rialzarsi, non sarebbe opportuno aumentare drasticamente quel 5%?

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Questo articolo fa parte della nostra rubrica Numeri che parlano da soli: Statistiche, vignette ed analisi, per capire meglio il mondo intorno a noi.