Numeri che parlano da soli: Charlie Hebdo e i 4 milioni di euro per le vittime

Articolo pubblicato il 18 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 18 dicembre 2015

A quasi un anno dal tragico attacco alla redazione del settimanale satirico, e dopo i nuovi attentati che hanno colpito la Capitale francese a novembre, Charlie Hebdo devolverà alle vittime tutte le donazioni ricevute fin da gennaio. Il giornale esprime "gratitudine a tutti i donatori", nonostante vi siano prove che il denaro non abbia un effetto del tutto positivo.

"Tutto è perdonato": questo era stato il titolo pubblicato in prima pagina dal settimanale satirico Charlie Hebdo, dopo il terribile attentato terroristico contro la redazione il 7 gennaio 2015. L'attacco a Charlie Hebdo ha rappresentato per Parigi la prima di tre tragiche giornate, che hanno visto anche la presa di ostaggi ad un supermercato ebraico e l'attacco ad una tipografia nella periferia della Capitale.

Il giornale, dal mese di gennaio, ha ricevuto quasi 4 milioni di euro donati da persone provenienti da tutto il mondo, precisamente da 84 Paesi, desiderosi di esprimere la loro solidarietà nei confronti delle vittime. La decisione di aumentare la tiratura, secondo alcuni, ha rappresentato anche un segno di sfida contro la prospettiva di nuovi attentati terroristici.

In seguito alla seconda terribile ondata di attentati, che ha colpito Parigi il 13 novembre scorso, quando la maggior parte delle vittime ha trovato nella sala concerti del Bataclan, il settimanale ha mantenuto il medesimo atteggiamento provocatorio, intitolando la prima pagina: "Loro hanno le armi. Che si fottano, noi abbiamo lo champagne".

Ad ogni modo, non tutti vedono positivamente questo improvviso afflusso di denaro verso il giornale francese. Difatti, si dice che ci siano stati delle tensioni tra i membri dello staff in relazione a questa fortuna. Un vignettista si sarebbe licenziato anche a causa della cattiva gestione delle donazioni. La decisione di trasferire il denaro raccolto alle vittime degli attentati sarà gestita da un comitato di vigilanza nominato dal Governo francese.