"Non tutti sono eterosessuali"

Articolo pubblicato il 06 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 06 febbraio 2015

Omosessualità, Bisessualità, Transgender, quanto ne sappiamo veramente? Se lo sono chiesti i ragazzi e le ragazze di Ireos in un simpatico docu-web contro l'omofobia e la transfobia.

Non tutti sono eterosessuali è il titolo del docu-web girato dall'associazione LGBT, IREOS, in collaborazione con la Commissione pari opportunità del Parlamento regionale degli studenti della Toscana (PRST). Online dal luglio 2013, ha superato le oltre 100.000 visualizzazioni su You Tube ed è stato recentemente proiettato all'interno del “Florence Queer Festival”, la rassegna internazionale di cinema ed arti a tematica gay, lesbica e transgender, inserita nella “50 Giorni di Cinema” della Regione Toscana presso il cinema Odeon.

“IREOS,” racconta Barbara Caponi, presidente dell'associazione, “opera a Firenze dal 1997 nell’ambito della promozione della salute, della cultura e dei diritti della comunità Queer, ossia di gay, lesbiche, transgender, transessuali e bisessuali”. Nata come una semplice collaborazione ad un progetto, la partecipazione di IREOS ai lavori della Commissione pari opportunità del PRST si è concretizzata in questo video documentario che in 20 minuti mostra e affronta i pregiudizi più diffusi sulle tematiche LGBT.

(Regia di Federico Giorgini e Giovanna Burgos)

"Cos'è per te l'omosessualità?"

La popolarità di questo video è infatti sicuramente dovuta all'originale metodo con cui è stato girato: una serie di interviste doppie in stile “Le Iene” su alcuni “temi” dell'universo LGBT: non ci sono filtri, non ci sono risposte giuste e risposte sbagliate, tutte le risposte, anche quelle più politically uncorrect, vengono riportate.

“È come nascere mancini”/“Per me è contro natura!”. Non siamo di fronte ad un prodotto artificiale, non c'è una ricostruzione del pensiero omofobo che può portare alcuni a dire “che esagerazione, nessuno dice così!”. Qui l'omofobia è tutta genuina, in alcune risposte è così evidente che ti viene da pensare “ma perché hanno montato anche questa risposta?”, in altre è più sottile, come spesso accade nella vita quotidiana quando qualcuno comincia con il solito: “Non ho nulla contro l'omosessualità, ma…”.  

L'assenza di filtri ci spiegano i due giovani registi, Giovanna Brugos e Federico Giorgini è motivata dal fatto che "La nostra percezione come cittadini, registi e volontari di Ireos era quella di una società (per lo più) "aperta a prescindere", perché è ormai considerato sbagliato essere omofobi. L'omofobia non è però un'idea, ma un sentimento che nasce dalla sedimentazioni del binarismo, di immagini di "normalità eterosessuale", da anni di battute omofobe propinate dai mezzi di comunicazione e dalle tradizioni culturali. Quello che rimane di tutto questo è una sensazione astratta su "cosa è giusto e cosa è sbagliato", ed è quello da cui ci dobbiamo liberare." L'idea alla base del video è dunque quella di "creare dei dialoghi tra i personaggi, in modo da smentire, affermare e cercare le contraddizioni tra percezione e realtà", l'intervista doppia poi "ha regalato un certo margine di ironia"           

Più si va nello specifico, maggiore è la varietà delle risposte, ogni batteria di intervista è seguita (o preceduta) da delle schede che fungono quasi da moderatori della discussione, facendo chiarezza su argomenti su cui evidentemente c'è ancora tanta confusione, "Le schede informative sono nate dopo, dall'esigenza di creare un video adatto alla proiezione scolastica, che coadiuvasse l'azione dei volontari di Ireos negli interventi delle scuole. Mancava poi una componente pedagogica reale che aggiungesse dati ufficiali e quindi autorevolezza al video"

L'importanza di chiamarsi Alessio (o Elisa)

La confusione più grande all'origine di molti pregiudizi è evidente quando si parla di transessualità percepita in molti casi come uno stato di “confusione e indecisione”, “malattia”. A questo punto Yuri, Alessio ed Elisa, aiutano a fare chiarezza: sesso, genere e orientamento sessuale non sono la stessa cosa. Non si cambia genere per capriccio, il percorso è lungo e complesso sia dal punto di vista medico che legale, e non può avvenire se non dopo aver raggiunto una forte consapevolezza di sé stessi. In chiusura si chiede: “Come ti sei sentito la prima volta che hai baciato qualcuno?”, e le risposte raccolte valgono più di qualsiasi discorso retorico su come “l'amore sia sempre amore”, per cui non si può che concludere: “Non tutti sono eterosessuali, fatevene una ragione!”.

Se volete continuare a seguire le attività di IREOS, il prossimo appuntamento è il 14 e il 15 febbraio, con il convegno “Toscana: laboratorio sui diritti LGBT” (presso l'ARCI in Piazza dei Ciompi 11, Firenze). Insieme ad un'altra associazione fiorentina, Azione Gay e Lesbica, l'obiettivo dell'incontro è valorizzare le esperienze di buona amministrazione e favorire il confronto tra soggetti istituzionali e società civile organizzata a proposito di temi come cultura, salute, welfare, formazione e istruzione.