Noëlle Lenoir: Bisogna spiegare il nucleare civile

Articolo pubblicato il 09 luglio 2009
Articolo pubblicato il 09 luglio 2009

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Il 76 % dei lettori di cafebabel.com che ha partecipato ad un sondaggio on line sul nostro sito vorrebbe che l’Ue investisse nelle energie rinnovabili. L’ex Ministro francese degli Affari europei, Noëlle Lenoir, commenta questo risultato.

(DR)Sviluppare le energie rinnovabili: un’evidenza per i lettori di cafebabel.com. Il 76 % di loro ha scelto quest’opzione per rispondere alla domanda seguente: «Dopo le elezioni europee, in che modo l’Ue deve affrontare la questione energetica?» Solo il 12 % preferisce scommettere sul nucleare e il 9 % sanzionerebbe pesantemente i paesi che consumano troppa energia. Noëlle Lenoir analizza queste risposte.

I cittadini europei approvano la politica messa in opera dall’Ue riguardo alle energie?

Questo sondaggio conferma, se ce ne fosse stato bisogno, l’adesione degli europei alla politica ambientale dell’Unione. È una buona notizia dato che si tratta,dopo l’adozione dei diversi pacchetti “Energia-Clima”, dell’obbiettivo più importante delle politiche comunitarie. L’Europa ha, in qualche modo, preso la leadership in materia ed ha occupato il posto lasciato libero dagli americani dell’era Bush. Quest’ultimo, avendo ceduto alle lusinghe dei grandi industriali, non aveva desiderato impegnare il suo Paese in questo settore. Gli europei sono quindi la punta di diamante del Protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. E molti paesi si sono risolutamente impegnati nelle energie rinnovabili: eoliche e solari, soprattutto. Adesso che Barack Obama ha espresso la sua preoccupazione nel vedere il suo Paese coinvolto nella lotta contro il riscaldamento climatico, l’Unione europea deve rinforzare il suo impegno.

Questo sondaggio – ed è il risultato più sorprendente – sostiene solo in parte l’energia nucleare, che è tuttavia il fiore all’occhiello della Francia e conferisce a questo Paese un’indipendenza energetica ben superiore a quella dei suoi vicini europei. Questo è un avvertimento dato ai suoi dirigenti. Tuttavia bisogna spiegare che cosa è rimasto del nucleare civile, rassicurare sulle questioni di sicurezza, e anche non dimenticarsi di prendere in considerazione la loro volontà di diversificazione energetica. In ogni caso, l’Europa non potrà imporsi nel mondo come una grande potenza se non ha una vera politica energetica comune. Questa dovrà essere la preoccupazione del Parlamento europeo per il suo prossimo mandato.