"Niqabitch": le nuove armi della democrazia?

Articolo pubblicato il 05 novembre 2010
Articolo pubblicato il 05 novembre 2010
Portano un niqab e un paio di mini-short. Due "strane ragazze" a settembre hanno fatto una passeggiata davanti a vari "santuari" del potere francese, fino al Ministero dell'immigrazione e dell'identità nazionale. Si chiamano "niqabitch" e hanno scelto il web per protestare contro la legge che vieta di portare il burqa negli spazi pubblici. Perché oggi, «questa è la democrazia».
Intervista "sotto copertura" d'anonimato.

cafebabel.com: Per chi avete deciso di essere delle "Niqabitch"?

N: Per i francesi (risata). In realtà, l'abbiamo fatto spontaneamente, senza porci troppe domande. Non ci attendevamo per niente tutto ciò che è capitato in seguito.

cafebabel.com: Anche se la vostra provocazione ha suscitato meno clamore in Francia che altrove...

B: E' vero che all'inizio la stampa non era interessata, in più la nostra "iniziativa" ha ricevuto molte critiche. Poi, mentre giravamo il nostro video, abbiamo incrociato un giornalista regionale. Invece di interessarsi a noi, ci ha consigliato di contattare dei giornalisti anglosassoni; a quanto pare è il tipo di soggetto che interessa loro.

cafebabel.com: Perchè anglosassoni?

N: Perché il rapporto tra religione e stato è differente laggiù. Di fatto è più tollerante. In Francia, molte persone dicono che volevamo solo fare un po' di chiasso. Per me, è un buon sistema per sbarazzarsi della questione. Probabilmente perché siamo troppo giovani e in Francia non si ascoltano i giovani: si pensa che non siano credibili.

B: Tuttavia, trovo che sia veramente un peccato che solo gli uomini politici si siano pronunciati sulla questione del burqa, perché, contrariamente alla nostra generazione, non sono cresciuti accanto a dei musulmani.

N: Se ci viene negata la parola, però, ci sono altri modi per riappropriarsene, grazie al web. È un modo per fare più rumore rispetto a loro. Questa si chiama democrazia! Se la gente non prende la parola non è perché la legge glielo impedisce; si auto-censurano. Noi ce ne sbattiamo! Non andiamo a mendicare per un'audizione. Se il nostro video incoraggia dei giovani a fare altrettanto, sarà fantastico!

cafebabel.com: Qual è il vostro messaggio?

B: Diciamo che il niqab non ci piace per niente. Tuttavia, molte donne l'hanno scelto. Abbiamo avuto la risposta di una donna che porta il niqab e il cui marito ci ha viste per strada. Ci ha ritrovate su internet, ci ha spiegato che aveva deciso di portare il niqab e si è proposta per rispondere alle nostre domande. Secondo noi, la legge contro il niqab è abbastanza dura perché rinchiude le donne a casa loro, benché siano cittadine normali... Inoltre, questa legge non è costituzionale. Peccato...

Da leggere su cafebabel.com: panorama sulle leggi europee sul velo integrale

N: E' come per la legge che protegge le donne picchiate. Si dà una multa alle donne picchiate?

B: E' vero che vedere una donna vestita col niqab può essere scioccante. Ma con questa legge, la sola cosa che fa il governo è di sbarazzarsene, sbarazzarsi di queste immagini nascondendosi dietro l'idea della protezione della donna. Ci sarebbe piuttosto bisogno di un lavoro di lungo termine per quelle situazioni in cui le donne sono forzate a portare il niqab.

cafebabel.com: Nel vostro articolo su "rue 89" voi avete detto che il Governo non dovrebbe dire che genere di vestito portare. Ma il niqab non è solo un vestito, ha una dimensione simbolica. Recentemente mi trovavo in una moschea in Turchia dove vi era una sezione simile ad una gabbia riservata alle donne. Ho pensato alla griglia di un niqab.

N: Sì, ma questa idea di separare gli uomini e le donne è esistita dappertutto. In Francia, le donne possono portare i pantaloni da poco e si vuole farci credere che i musulmani siano i soli ad essere "machi"? Anche se c'è un messaggio dietro al niqab, questo non dovrebbe istigare le genti all'odio.

cafebabel.com: Le reazioni alla vostra performance erano differenti in base ai Paesi?

N: Sì, ogni paese ha il suo contesto. Alcuni ci hanno detto: «Non dimenticate che in Arabia Saudita, per esempio, le donne sono obbligate ad indossare il niqab». Beh sì, ma noi siamo in Francia, in un contesto differente. Altrove non si è pro niqab, ma si è voluto piuttosto far partire il dibattito. Altri invece ci hanno comprese molto bene: tedeschi, belgi, olandesi o inglesi.

B: La maggior parte degli orientali ha reagito bene. Gli estremisti musulmani l'hanno evidentemente presa male. Ci hanno anche accusato di fare pornografia.

N: Trovano che il nostro video faccia pensare ai film pornografici con donne che portano un velo. Bah, nel nostro video c'è comunque un messaggio dietro...  È vero che ci sono talmente tante tensioni tra le varie comunità che vivono in Francia che la gente pensa direttamente in termini di provocazione, di mancanza di rispetto. Ma associare dei minishort alla pornografia... È una cosa alla quale non avremmo mai pensato.

cafebabel.com: Siete femministe?

N: Sì, abbiamo forse un nostro modo di vedere le cose. Siamo delle femministe del 2010. Una femminista ci ha detto che la vera rivoluzione sarebbe di non depilarci e di non offrire all'uomo occidentale questa visione della donna orientale desiderabile, mostrandogli le nostre gambe. Noi siamo in disaccordo con questo modello femminista. Noi difendiamo un'altra libertà della donna, che le permette di trattare il proprio corpo come vuole.

B: Se vuole mostrarlo, ha il diritto di mostrarlo, se vuole nasconderlo, ha il diritto di nasconderlo. Quello che non capiamo, è che le femministe non accettino né l'uno né l'altro. Entrambe le cose le infastidiscono, cosa dobbiamo fare allora? Dobbiamo tornare alle donne degli anni '60 senza reggiseno?

N: Vestendoci in niqab e minishort, affermiamo che una donna in niqab e una donna in mini-short possano coesistere nella stessa società.