Niente sesso, meglio una buona cena

Articolo pubblicato il 18 agosto 2016
Articolo pubblicato il 18 agosto 2016

Nuove ricerche affermano che i Millennials preferirebbero trascorrere più tempo in cucina che a letto. È solo un altro esempio di quanto ci distraiamo facilmente, o c'è una ragione se troviamo così tanto conforto nel cibo?

Si dice spesso che la via per il cuore di qualcuno passa per il suo stomaco. Sono ben note poi le proprietà afrodisiache di alimenti come il cioccolato, le fragole o le ostriche, ma nuove ricerche rivelano che, tra i sette peccati capitali, i giovani si abbandonano più alla Gola che alla Lussuria.

In un sondaggio della Eater’s Digest, che ha visto intervistate 12.000 persone in 37 Paesi, il 46% degli uomini e il 51% delle donne ha confessato che mangiare «dà lo stesso piacere del sesso». Circa il 35% dei cosiddetti Millennials (tra i 18 e i 34 anni) hanno affermato che, potendo scegliere tra il sesso e un'ottima cena al ristorante, opterebbero tranquillamente per la seconda, anche se è interessante notare che il risultato era quasi doppio nel caso delle donne (42%) rispetto agli uomini (26%). Devo dire che spesso nella mia vita ho mangiato davvero bene, ma non sono mai stato così pieno da saltare il dolce.

Eppure sembra che molti giovani stiano perdendo il loro appetito. Il sondaggio della Eater's Digest coincide con la pubblicazione di altri dati, pubblicati la scorsa settimana dalla rivista Archives of Sexual Behaviour. Secondo questi dati, nonostante la loro reputazione di "generazione del rimorchio", i Millennials rimorchiano in effetti meno dei loro genitori o dei loro nonni. Circa il 15% dei giovani non ha un partner sessuale dall'età di 18 anni, più del doppio della cosiddetta Generazione X (6%).

Secondo un recente articolo apparso sul Washington Post, la verità sarebbe semplice: i Millennials non hanno tempo per il sesso. Siamo troppo occupati a lavorare o a studiare, troppo stimolati per essere eccitati. E forse la nostra ossessione per il cibo è parte dello stesso problema. Siamo così occupati a trovare il filtro perfetto su Instagram per il nostro filet mignon da permettere ai nostri piatti (e alle nostre passioni) di raffreddarsi.

A volerla vedere da un altro punto di vista però il ragionamento appare discretamente cinico. La vediamo come il caso di giovani che non capiscono cosa si stiano perdendo, ed invece forse dovremmo chiederci perché sono diventati improvvisamente così interessati al cibo.

In primo luogo, prestiamo molta più attenzione al cibo rispetto al passato. Basta solo uno sguardo al sondaggio della Eater's Digest per capire che ci piace sperimentare col cibo, e questo può significare aggiungere qualche spezia a dei semplici maccheroni al formaggio, o fare nuovi accostamenti mai provati prima. È inutile che ce la raccontiamo: possiamo alzare gli occhi e sospirare di fronte all'amico che cerca sempre l'opzione senza glutine per scelta (e non perché celiaco), o davanti a chi si vanta del proprio essere vegano, ma la verità è che siamo sempre e comunque più interessati al cibo rispetto al passato. 

Ma forse la differenza più importante tra i Millennials e le vecchie generazioni è che per noi il cibo è una forma di raccoglimento sociale, e lo è molto più di quanto lo fosse prima. Più del 57% dei giovani infatti afferma di voler mangiare più lentamente possibile durante i pasti, per godere al massimo sia quello che si ha nei piatti sia della compagnia con cui si mangia. Un esempio? Qui a cafébabel l'intera redazione esce insieme una volta a settimana per sedersi in un ristorante e pranzare insieme. Fa gruppo, fa squadra, usate l'espressione che preferite: mangiare assieme fa comunità.

Senza contare il fatto che l'amore in ufficio non è mai una buona idea...