Niente di nuovo sul fronte Accademico

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2008
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Articolo pubblicato il 28 gennaio 2008
L’Università della Sorbonne, la mia modesta abitazione durante la giornata, è quasi vuota. Niente rumore di vita spensierata di studente, niente conversazioni animate nella Cour d’Honneur, il cortile, e niente studenti attraversando i corridoi con fretta. La vita sembra essersi fermata, o almeno rallentata. Cosa c’è?

C’è una spiegazione all’atmosfera trista della Sorbonne: gli esami. E il periodo delle partielles, il parossimo della fatica e della misera. E il periodo durante il quale il tuo coraggio e il tuo vigore sono testati. E il periodo durante il quale devi finalmente affrontare lo stato incompleto del tuo lavoro. E una battaglia contro il tempo, contro i tuoi bisogni fisici, e infine contro il mondo intero (ti senti così quando dopo aver dormito per due ore, ti siedi per studiare per un altro esame).

 

Gli esami non sono solo un periodo di montagne russe emozionali e fisiche, sono anche un periodo per la contemplazione filosofica. Quanto tempo prima di chiederti LA questione: To study or not to study ? E veramente quello che vuoi? Non preferiresti spostarti nel caffè più vicino per un café crème e un croissant? Di solito a questo punto sei tanto bene nell’ipnosi che molli tutto e corri per essere libero. Certamente, il giorno dopo rimpiangi sempre averlo fatto.

Quest’anno avevo deciso di prendere un’altra direzione nella mia vita. Ho deciso di smettere di essere sempre in ritardo, ho deciso di stare sveglia e cosciente durante le lezioni e di non essere troppo stressata. Beh, non ci sono riuscita, tranne per l’ultima decisione. Sono stata tranquilla e rilassata durante i primi tre mesi. Puoi immaginare l'esito del quarto mese...

Per i tempi difficili come quelli, tutti i studenti hanno la loro maniera per soppravivere. Psicologhi parlerebbero di meccanismi di difesa. Il primo e più usato è la negazione : Nooo, non ho un esame importante domani, posso stare ancora un pò in questo bar molto accogliente. Poi viene l’intellettualizzazione : cominci a razionalizzare come gli esami non sono importanti, come non misurano la profondità della tua personalità, della tua esperienza della vita è più importante – la tua intelligenza sociale.

La maniera più difficile ma anche più efficace è la proiezione delusionale. Fai una proiezione di tutte le tue ansietà interiori sugli altri studenti e cominci a verderli come i tuoi nemici, sono l’origine delle tua sfortuna, ti hanno convinto di uscire la settimana scorsa, ecc, ecc… Se riesci,  smetterai di sentirti colpevole ma perderai probabilmente tutti i tuoi amici. Allora è vero, la vita di studente non è una delizia. A proposito, se conosci altri manipolazione della mente pratiche, fammelo sapere, Ne ho bisogno disperatamente!

Soili Semkina

Traduzione: Sophie Janod