Netaudio Festival e Netlabel: «Il disco in crisi? Non è colpa di internet»

Articolo pubblicato il 19 novembre 2009
Articolo pubblicato il 19 novembre 2009
Mentre le case discografiche stile tradizionale sprofondano sempre di più nella crisi, le nuove forme di distribuzione musicale si godono i propri risultati durante un affollato festival a Berlino pieno di progetti per il futuro. Una nuova via da esplorare o la fine di una era?

Netlabel: «Un’opposizione al concetto capitalista di profitto e un’alternativa all’industria tradizionale»

In ottobre si è celebrato a Berlino il Netaudio Festival 2009: quattro giorni di attività 24 ore non stop organizzate intorno ad una nuova forma di interpretare la distribuzione musicale: il netlabel. Per coloro che non conoscono questo concetto sempre più in voga, eccone una definizione: «Con il termine netlabel si definiscono le etichette discografiche digitali che consentono di scaricare musica legalmente e (quasi sempre) gratuitamente, in modo che i loro creatori possano beneficiarne successivamente attraverso altri canali, come i concerti». È questa la definizione proposta da Antina Michels, seduta nel club Maria, sulla sponda del fiume berlinese Spree, dove è stato organizzato l’incontro. Artina, uno degli organizzatori, sa bene di cosa parla: ha scritto la tesi finale della sua carriera universitaria in etnologia sul fenomeno del netlabel, distribuita ora gratuitamente rispettando le licenze Creative Commons.

«Per mezzo dei suoi cervelli attivi e creativi, il formato netlabel ha un potenziale che funziona come un modello di micro strutture. [… ] Presuppone un’opposizione al concetto capitalista di profitto ed offre un’alternativa all’industria tradizionale». Questo è un passaggio tratto dal libro di Antina in cui descrive fedelmente l’essenza del netlabel. Non è un caso che, lo stesso anno in cui il primo grande festival di netlabels (budget 50 mila euro) si svolge nella capitale tedesca, sia stato cancellato il Popkomm, evento berlinese per eccellenza dell’industria discografica tradizionale.

La crisi e l'alternativa

«È chiaro che il netlabel è una seria alternativa all’industria tradizionale, le cui strutture sono obsolete e in profonda crisi per questo. Mi sembra ingiusto che ancora si dica che la colpa di questa crisi è di internet», afferma Antina. Sa bene di cosa parla: dopo anni di ricerca sul tema, ha conosciuto numerosi musicisti le cui opere non sarebbero mai state pubblicate e distribuite dalle grandi etichette. E senza la fama della distribuzione, non si vede niente del lavoro di un musicista. «Non so dirti se la cancellazione del Popkomm sia stato un segnale positivo per il mondo del netlabel, ma in ogni caso è segno che le cose stanno cambiando».

Suona come uno schiaffo alle grandi industrie di dischi che osservano questo tipo di fenomeno con angoscia crescente. La domanda da porsi ora è se la sempre più grande influenza del netlabel gli farà perdere questo spirito sovversivo che lo rende così attrattivo. Antina crede che sarà improbabile, soprattutto perché l’essenza anarchica e autogestita della rete non faciliterà l’acquisizione delle strutture netlabeliane da parte dell’industria tradizionale.

Per il momento, il festival vorrebbe continuare ad esistere. Il prossimo Netaudio sarà organizzato a Londra nel 2010, grazie alla collaborazione fra il gruppo netlabel tedesco e quello britannico. Da questo momento, e se tutto avviene come previsto, il festival sarà organizzato ad anni alterni nelle due capitali. Nel 2011, quindi, sarà nuovamente la votla di Berlino. Non è escluso nemmeno che altre città partecipino all’iniziativa: esistono netlabels in tutto il mondo.