“Nessun campo al di fuori della Ue”

Articolo pubblicato il 25 aprile 2005
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Articolo pubblicato il 25 aprile 2005

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Sarà un’Europa-fortezza? L’intervista di café babel a Friso Roscam Abbing, portavoce del vicepresidente della Commisione Europea Franco Frattini.

Franco Frattini oltre ad essere Vicepresidente della Commissione Europea è responsabile dei temi della sicurezza, della lotta al terrorismo, dell’integrazione e dell’accoglienza dei cittadini provenienti dai paesi terzi. Il suo portavoce risponde alle nostre domande.

La Costituzione Europea difenderà meglio le frontiere dell’Unione e allo stesso tempo la libera circolazione delle persone?

Preciso che questa competenza non è unicamente quella del Commissario Frattini, ma anche del Commissario McCreevy. Per quanto riguarda Frattini sono da annotare due cose importanti. Prima di tutto una direttiva votata il 30 aprile 2004 che facilita la libera circolazione delle persone e che entrerà in vigore nell’aprile del 2006. Seconda cosa, la Costituzione non porterà molti cambiamenti. Solo il rilascio dei passaporti e delle carte d’identità diventerà di competenza comunitaria. Ma non va dimenticato che è ancora necessaria l’unanimità del Consiglio per le decisioni. Una gestione comunitaria dei passaporti faciliterà il controllo delle autorità in quanto i documenti saranno armonizzati secondo certe regole.

Cosa pensate della proposta di istituire fuori dalle frontiere dell’Unione Europea dei campi di permanenza ove accogliere coloro che richiedono asilo al fine di selezionarne l’ingresso?

Su questo punto bisogna essere molto chiari. Non vi sono progetti concreti, né l’intenzione di installare campi di questo tipo. Si è trattato di una proposta del primo ministro britannico Blair che non è stata presa in considerazione. Franco Frattini ha optato in favore di una politica comprensiva che associ sviluppo e immigrazione, politica interna e politica estera, tenendo conto della dimensione internazionale dell’immigrazione e dell’asilo. Una comunicazione intitolata “Migliorare l’accesso alle soluzioni durature” è stata pubblicata nel 2004. In seguito il Consiglio degli affari esteri ha adottato delle conclusioni politiche nell’ottobre del 2004, ribadite in novembre all’interno del programma di La Haye e di Tampere II, che hanno rafforzato il Programma regionale di protezione dell’Unione Europea (European Union Regional Protection Programs). Quest’ultimo, non include il trattamento delle domande d’asilo per i paesi d’origine né per i paesi di transito della Ue.

Al contrario il programma di La Haya chiede alla Commissione alcuni studi di fattibilità: il primo esaminerà nell’insieme le domande d’asilo in seno all’Ue e la seconda analizzerà la possibilità di procedere congiuntamente al di fuori dell’Ue.

Secondo il Parlamento Europeo, il recente rimpatrio di immigrati da Lampedusa alla Libia non è stato condotto in conformità alla normativa europea e al diritto internazionale. Pensa che un’eventuale approvazione della Costituzione porrà maggiori vincoli all’Italia per quanto riguarda il rispetto del diritto d’asilo?

Il Vice-presidente Frattini ha chiesto al suo omologo, il Ministro Pisanu, un rapporto sui fatti di Lampedusa. Al momento, non abbiamo ancora queste informazioni dettagliate. Inoltre, la Commissione giuridicamente non ha ancora il diritto di cominciare un’eventuale procedura d’infrazione nei confronti dei paesi che non rispettano le procedure comunitarie in materia di asilo. Riguardo a ciò, una direttiva deve ancora essere adottata e qualora lo fosse bisognerebbe comunque attendere un periodo di adeguamento di due anni.

Costituzione a parte, il programma di La Haye è importante anch’esso: ha chiaramente sottolineato che l’Ue deve sostenere gli stati membri che in ragione della loro posizione geografica, come Malta o la frontiera est (la Slovacchia per esempio) subiscono maggiori pressioni. Un aiuto tecnico, giuridico ed eventualmente economico è necessario. Franco Frattini ha proposto un progetto applicabile nel quadro delle nuove prospettive finanziarie 2007-2013. Prevede la creazione di un fondo per il ritorno dei rifugiati – dopo aver equamente e giustamente esaminato il loro dossier - , d’un fondo per le frontiere esterne e di un fondo europeo sui rifugiati al fine di ricompensare gli stati membri che accolgono più rifugiati rispetto ad altri. Per esempio, Malta, che è molto piccola, ha più difficoltà a integrare i rifugiati.

Nella Costituzione, la politica d’asilo fa parte di un principio generale di solidarietà e ripartizione delle competenze. In effetti, si può dubitare dell’efficacia di una decisione piuttosto politica, ma questi fondi permetteranoo di tradurre queste decisioni politiche sul terreno.

Dunque secondo lei una politica europea sull’immigrazione non sarà vista come un’altra perdita di controllo dagli stati nazionali...

Per quanto riguarda l’immigrazione legale, la Costituzione riafferma che, per ragioni economiche, il compito di gestire il volume di immigrati autorizzati a insediarsi sul territorio degli stati membri spetta a questi ultimi. Tuttavia un approccio generale è previsto per quanto riguarda i criteri su cui queste autorizzazioni si basano e sui diritti degli immigrati.

Il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di istituire un avvicinamento armonizzato per migliorare la gestione dei flussi migratori.