Nello scontro delle primarie milanesi vince la partecipazione

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2016
Articolo pubblicato il 21 gennaio 2016

Sul palco del Teatro Dal Verme si è tenuto il primo confronto tra i quattro aspiranti candidati per il centrosinistra alle amministrative 2016, in attesa delle primarie che si terranno il 6 e 7 febbraio. Chi merita l'eredità del sindaco uscente Giuliano Pisapia?

Una festa della partecipazione: chi dice che la politica non interessa alla gente comune dovrà guardare con attenzione a queste primarie milanesi. Lo dicono le code agli eventi politici promossi dai candidati alle primarie di centrosinistra per le future elezioni amministrative, siano essi dibattiti, esposizioni di programmi o incontri coi quartieri. Il 20 gennaio 2016, per il confronto a quattro tra i candidati Francesca Balzani, Pierfrancesco Majorino, Giuseppe Sala e Antonio Innetta, nonostante fosse stato comunicato a chi era interessato di arrivare almeno un'ora prima al Teatro Dal Verme, alle 19:00 c'era ancora una coda infinita di gente fuori, che poi si è consolata con lo streaming.

I candidati dal canto loro hanno giustificato l'attesa: tanta concretezza, tanti i temi trattati e quelle che sembravano primarie dall'esito un po' scontato, data la popolarità dell'ex AD di Expo, Giuseppe Sala, si stanno rivelando sempre più difficilmente imprevedibili ed in tutti i sondaggi gli indecisi la fanno da padrone. Il confronto è stato organizzato per virare tutto il dibattito sui temi e provare a lasciar fuori gli attacchi velenosi e personali che hanno caratterizzato, soprattutto sulla stampa, queste prime settimane di confronto. È stata accolta calorosamente anche la presenza dell'attuale sindaco Giuliano Pisapia che ha partecipato, quasi a sottolineare la continuità che c'è con tutti e non con i singoli candidati. Le tematiche trattate dai quattro candidati sono state davvero tante, complice il format che ha portato a tre domande fatte dai giornalisti ed una domanda fatta a ciascuno dei candidati da un'esponente dei comitati elettoriali avversari. Infine un appello al voto.

Su molti punti i candidati si sono trovati su posizioni simili, ad esempio quella degli spazi inutilizzati e delle case sfitte: ciascuno ha avuto modo di dire che le abitazioni andranno riassegnate. Al contrario ci sono state sfumature sulle spazi vuoti: da chi li ha messi al centro del suo sogno per la città (biblioteche diffuse, spazi per startup e imprese giovanili) come Majorino, a chi vuole fare una specie di borsa degli spazi inutilizzati per far incontrare domanda ed offerta come Balzani, a chi invece li vede come hub come Sala.

Anche il problema del lavoro giovanile è stato affrontato con sfumature diverse da tutti i candidati, con Majorino che rilancia l'idea di assegnare gli spazi vuoti del comune, soprattutto in periferia, per rilanciare occupazione, ma anche sicurezza delle stesse; Sala che parla dei giovani come risorsa per la città; Iannetta che rilancia sul ruolo dei circoli sportivi e dello sport anche per la sua capacità di dare lavoro; e la Balzani che dice che bisogna recuperare a fondo i centri per l'impiego.

Le scintille ci sono state soprattutto sul definirsi rispetto agli altri, laddove c'è stato uno scambio forte di opinioni fra Majorino e Balzani su numeri e risorse. Forte anche il confronto fra Majorino e Sala quando nell'appello al voto il primo ha detto di rifarsi all' "I care" di don Milani contro il "me ne frego" di mussoliniana memoria, involontariamente evocato da Sala nel suo rispondere mesi fa all'Ambrosianeum a chi gli chiedeva se fosse di destra o di sinistra.

Sala appare molto sicuro sul futuro di proiezione internazionale della città, sul suo essere inclusiva, sul dover dare una risposta sul tema della sicurezza che non sia urlata, ma garantita dalla partecipazione, sul suo sogno per la città: riaprire i navigli, l'appello al voto su "inclusione ed innovazione”. Chiara invece la Balzani anche se un po' troppo affezionata al bilancio come centro del suo programma politico.

Quattro candidati sindaci convincenti, con esperienze diverse a segno della vitalità e della multiformità del centrosinistra milanese, una sfida aperta e non già scritta, ed una speranza che si rafforza via via, confermata anche dalla domanda del comitato Balzani a Sala che si è rivelata un assist insperato sul suo contributo alla vittoria del centrosinistra anche in caso di sconfitta alle primarie. A partire dal 9 febbraio si saprà fare squadra tutti insieme per continuare nella costruzione di una Milano sempre più determinata e determinante in Italia ed in Europa.