Nella Ue c'è un’enclave russa

Articolo pubblicato il 09 luglio 2004
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Articolo pubblicato il 09 luglio 2004

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La regione di Kaliningrad ha sempre creato delle difficoltà nella regione baltica. Ma, dal 1° maggio è diventata un’enclave russa nell’Ue. Quale sarà, ora, il suo ruolo?

Kaliningrad, antica Königsberg, zona militare chiusa dal dopoguerra fino alla caduta dell’URSS, è diventata uno spazio di cooperazione tra la Federazione russa e la Ue.

Le relazioni tra l’Unione e questa regione ad alta densità di popolazione (circa un milione di abitanti), circondata dal 1° maggio 2004 da soli paesi membri della Ue, sono cominciate tempo fa. Dal 1991, l’Unione europea ha approvato consistenti aiuti finanziari per la regione di Kalinigrad e ha stanziato circa 40 milioni di euro per il Tacis (Technical Assistance to the Commonwealth of Indipendent States) previsto dal Programma nazionale russo. Inoltre è entrato in vigore nel dicembre 1997 il PCA (Accordo di partenariato e cooperazione), che ha dato il via a relazioni bilaterali a diversi livelli.

I problemi non fanno che iniziare

Kalinigrad ha utilizzato i fondi europei per lo sviluppo della sanità e l’economia. I progetti avevano come obiettivo i controlli costieri nelle zone di confine con la Lituania e la Polonia, la diminuzione del crimine organizzato e la riduzione dei rischi di malattie. Prima dell’adesione nel 2004, le questioni più urgenti riguardavano il transito e il controllo alla frontiera con la Lituania e la Polonia, problemi che, come è stato ribadito durante la Conferenza di Kaliningrad, rimangono irrisolti e sono aggravati dalla nuova situazione creata dall’adesione. Michael Cikel, capo delle autorità locali, ha incontrato Richard Rait, il rappresentante della Commissione europea in Russia. Quest’ultimo tornerà a Bruxelles dopo aver dedicato due intere settimane alla situazione nella regione di Kaliningrad. Alla conferenza erano presenti anche il capo del dipartimento delle relazioni economiche internazionali, Viktor Romanovski e il rappresentante del dipartimento Affari esteri, Sergey Bezbrezjev. Rait è stato aggiornato dai due rappresentanti sia sull’impatto che l’adesione della Lituania ha avuto sulla situazione socioeconomica di Kaliningrad, sia sulla nuova versione della legge concernente la zona economica a statuto speciale.

Si è parlato anche della complicata e costosissima procedura di controllo della merce trasportata in treno in Lettonia e sulla crescente instabilità delle garanzie assicurative a partire dal mese di maggio. Rait ha messo l’accento sulla necessità di nuovi accordi per risolvere i problemi emersi con l’entrata in vigore delle nuove leggi e riguardanti il transito delle merci.

Kaliningrad coopererà sicuramente con L’Unione europea. Attualmente le autorità locali stanno accumulando risorse finanziarie e se il loro status rimarrà invariato, la regione diventerà ancora più indipendente. La reazione russa davanti alla problematica dello status speciale di Kaliningrad non tarderà ad arrivare. La regione è un territorio tagliato fuori dalla Russia, circondato e fortemente influenzato dai nuovi paesi membri della Ue. D’altro canto, potrebbero emergere delle tendenze separatiste. Ma per l’Unione europea Kaliningrad rimane ancora parte integrante della Federazione russa.