"Necropolis - la città dei morti" tra Dante e Nicolas Flamel

Articolo pubblicato il 24 settembre 2014
Articolo pubblicato il 24 settembre 2014

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Le catacombe di Parigi fanno da scenario a questa nuova pellicola dei fratelli Dowdle, sviluppando un'interessante trama che unisce i passi dell'Inferno della Divina Commedia di Dante ai misteri alchemici del grande Nicolas Flamel.

Per la prima volta, la Ville Lumière si spegne e ci proietta in un ambiente angosciante e suggestivo, dove le fantasie più sfrenate degli amanti del genere horror possono ritenersi soddisfatti. 

Malgrado le comuni scene di silenzio tombale legate ad improvvisi colpi di scena, l'atmosfera noir che domina la pellicola è immersa in una tinta romantica degna del luogo. 

"Lasciate ogne speranza, voi ch'entrate" e la ricerca della Pietra filosofale sono i due capisaldi che sviluppano l'intreccio: da una grotta nascosta nelle terre iraniane, giungiamo nella capitale francese dove visse gli ultimi anni della sua vita il noto alchimista, Nicolas Flamel. 

Già famoso per la sua presenza tra le pagine del primo capitolo della saga di Harry Potter, in questa storia a cercare la sua mistica pietra è una ricercatrice che segue le orme del padre, morto suicida in circostanze misteriose.

Nell'impresa si uniscono un cameraman, un collega e una troupe di giovani francesi che si dilettano a vagare nel sottosuolo di Montparnasse. 

Appena messo piede nel sottosuolo, i protagonisti sono testimoni di avvenimenti inspiegabili: elementi del loro passato prendono forma davanti ai loro occhi, e persone morte da tempo si uniscono alla loro camminata nel labirinto. 

Necropolis svela un luogo in cui viene messo a dura prova l'istinto di sopravvivenza. 

Come Dante prese a discendere gli Inferi per poterne uscire, così i ragazzi si trovano costretti a discendere gli oscuri corridoi della catacombe per poterne uscire, senza alcuna possibilità di tornare indietro: all'inferno per tornare indietro bisogna andare avanti. 

La conoscenza dei misteri alchemici permetterà alla giovane ricercatrice di scampare ai tranelli simbolici che incontrerà lungo il cammino.

Sarà un faccia a faccia con i fantasmi del passato, ed il pentimento sarà l'unica via di salvezza. 

"Qui, dove la morte regna", chimica e metafisica uniscono perfettamente la ragione ed il sovrannaturale.

Era da tempo che si aspettava una rivalsa dell'angusto antro parigino, che si è rivelato con questo film una delle ambientazioni più suggestive mai proposte: dalla città più bella del mondo arriviamo all'inferno del grande Poeta, un luogo buio, sinistro, non fatto di fiamme ma di grida di dolore. 

Si spera che in futuro possa ispirare nuove storie da proporre agli appassionati del genere.

Una storia horror, piena di elementi che nell'insieme hanno sviluppato una trama degna degli autori romantici che abitavano Parigi.