Nato dalle strade di Palermo: è il rap di "Picciotto" 

Articolo pubblicato il 07 gennaio 2016
Articolo pubblicato il 07 gennaio 2016

Duecentocinquanta concerti in giro per l'Italia, due bambine, un nuovo disco in crowdfunding con dodici storie di disagio sociale collegate fra loro. Sono solo alcuni dei numeri di "Picciotto", rapper palermitano che per lottare contro la dispersione scolastica e gli emarginati usa la grinta della musica e del canto.

Usa le parole come proiettili mirati al cuore di una città “complicata ma incredibile” – come definisce la sua Palermo - che troppo spesso rimane in silenzio, preferendo tacere che lottare. Le mette nero su bianco di notte, quando la città dorme e rimane da solo con i propri pensieri Christian Paterniti, in arte "Picciotto", 32 anni, rapper e operatore sociale di Palermo che da dieci anni lavora in quartieri difficili, dallo Zen a Borgo Vecchio. È in questi luoghi, spesso dimenticati ma più vivi che mai, che insegna ai ragazzini a fare rap, a mettere in fila, una dietro l’altra, parole di riscatto sociale, quello più volte cercato in strada, lontano da casa: un modo creativo per combattere la dispersione scolastica.  «Spesso i ragazzi»  - dice Picciotto – «soprattutto in questi luoghi vedono la scuola come un posto ostile, poco accogliente, per cui l’incentivo è quello di cercare di riscattarsi in un’altra maniera, interrompendo gli studi, iniziando a lavorare subito. Attività come quelle che svolgo qui a Borgo Vecchio» - aggiunge – «coinvolgono i ragazzi in maniera diversa, li fanno aprire».

Ed è tra le viuzze di questi quartieri dimenticati che il rapper incontra le storie che poi decide di raccontare e scrivere, tra realtà e sogno. E' il caso di Sole, brano contenuto in Piazza Connection che racconta di una ragazza abbandonata alla nascita, che subisce una violenza di gruppo ma che lotta per riemergere e ritrovare quella luce, la sua luce. «Sole nasce qui a Borgo Vecchio» – racconta – «tra queste strade, tra queste viuzze. Una storia terribile e profonda che ho incrociato e che mi ha colpito le corde del cuore. Doveva essere raccontata».

Oggi arriva la possibilità di un nuovo disco, il sesto. E’ partita a metà dicembre la campagna di crowfunding su Musicraiser per finanziare StoryBorderline, il prossimo lavoro del giovane rapper che non vuole essere solo un disco ma molto di più. «L'ambizione» – dice - «è quella di farne una web serie e forse anche un libro». Dodici tracce, dodici storie che parlano, ancora una volta, di disagio sociale, precarietà esistenziale, abusi, emarginazione, dodici vite inserite all’interno della società in cui viviamo, storie collegate tra loro. Si partirà da Silvia, una giovane escort da cui si diramano e s'intrecciano tutte le altre storie come una catena fatta di bene e male, di squallore e di umanità, storie che conosciamo e che abbiamo visto da vicino, almeno una volta, o solo incrociato e “annusato” da lontano. La campagna terminerà a febbraio, l'obiettivo è raggiungere seimila euro.

Quando parla di Palermo il rammarico è tanto: «Per chi come me vuole fare musica» – dice Picciotto - «non ci sono spazi, c'è poca attenzione ai contenuti». Christian, 250 concerti in giro per l'Italia, papà di due bambine di sei anni e due mesi, ha scelto di non andare via, di non cercare altrove fortuna. «Io amo questa città maledetta» – dice – «la amo da sempre, ho lottato contro me stesso per rimanere qui. Perché vedete» – aggiunge – «Palermo è complicata ma allo stesso tempo è una città incredibile, una città da scoprire e raccontare. E’ questo che faccio, attraverso le storie che vivo e poi scrivo». C'è la gente che tra mille difficoltà cerca di sopravvivere, c'è l'umanità di chi accetta la propria condizione e lotta per riscattare se stesso e la propria comunità. C’è il "Sole", che pur nascosto dalle nuvole, alla fine si trova sempre.