Napoli Made in Pride 2012: le Coppie di fatto chiamano, la città risponde.

Articolo pubblicato il 11 luglio 2012
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Articolo pubblicato il 11 luglio 2012

ARTICOLO DI RAMONA MONTANARO con fotografie di ELIANA DE LEO e NUNZIA MANZO

Il 30 giu­gno ha sfi­la­to il Gay Pride 2012. “Amare, Vo­la­re, Spo­sa­re”. E’ stato que­sto lo slo­gan del­l’or­mai  con­sue­to ap­pun­ta­men­to che dal 1996 anima per un gior­no l’e­sta­te par­te­no­pea.

Una coppia in posa davanti al Vesuvio. Foto: Eliana De Leo.

Organizzato dal Coordinamento Napoli Pride, a cui hanno aderito diverse realtà della società civile, e dal Presidente dell’associazione iKen Carlo Cremona, il Napoli Made in Pride 2012 è partito dalle strade del  cuore popolare della città, per arrivare alla zona del centro storico: Via Foria, Via Pessina, Piazza Dante, Via Roma, Piazza del Plebiscito fino a  via Partenope, la zona a traffico limitato liberata dal Sindaco De Magistris in occasione dell’America’s Cup.

Una parte del corteo mentre sfila sul lungomare di Mergellina nei pressi di Castel dell’Ovo. Foto: Eliana De Leo.

Una drag queen sfila nel pieno centro della città. Foto: Nunzia Manzo.

Grande la partecipazione all’evento. Amnesty International, Libera, Gesco, Arcigay Napoli tra le organizzazioni che hanno appoggiato l’iniziativa. Foto: Nunzia Manzo.

Non una data a caso, ma scelta con attenzione per creare un collegamento con le sfilate di altre città; il 28 si è svolto l’Orgullo Gay a Madrid, mentre due giorni dopo, insieme al capoluogo campano anche Bassano del Grappa e Cagliari avevano il loro Gay Pride. La manifestazione è stata fortemente appoggiata oltre che dalle Istituzioni, da diverse personalità dello spettacolo napoletano e non. Presenti al corteo il Sindaco, il Vice Sindaco Tommaso Sodano e l’Assessore alle Pari Opportunità Pina Tommasielli. Madrina d’eccellenza, oltre alla ormai sempre presente Vladimir Luxuria, anche Ornella Muti e la figlia Naike, nonché Valeria Mazza e Lina Carcuro .

“Questa è la Napoli del futuro, tutto il resto è solo roba che ci buttano addosso. Il riscontro della popolazione è positivo e straordinario. Da Napoli verso il resto del mondo”. Con questo entusiasmo ha voluto commentare l’iniziativa Cremona, apprezzando la risposta dei cittadini napoletani ad un evento che da sempre è stato oggetto di critiche e pregiudizi.

Quest’anno il Pride Nazionale si è tenuto il 9 giugno a Bologna, sfilando senza la tipica movida di colori e musica in memoria delle vittime del terremoto che ha colpito l’Emilia. Foto: Nunzia Manzo.

In effetti il Gay Pride quest’anno assume una valenza particolare per la città all’indomani  anche dell’approvazione del Registro delle Unioni Civili. “L’evento ha oggi un valore fondamentale – dichiara – un anno fa avevo annunciato delle cose, oggi possiamo dire che quelle cose le abbiamo fatte. Ovviamente se ne devono fare tante altre, però la politica è questo, prendere impegni  e realizzarli. Noi abbiamo fatto quello che si dovrebbe realizzare  con una legge”.

De Magistris

L’approvazione del Registro risale allo scorso febbraio 2012, nato da un’iniziativa del Sindaco De Magistris ed approvata dalla maggioranza del Consiglio Comunale. Foto: Eliana De Leo.

Foto: Nunzia Manzo.

Napoli è una tra le  numerosissime  città italiane che ha istituito il Registro delle Unioni Civili, un istituto che purtroppo ha solo valore simbolico dal momento che non esiste una legge nazionale che riconosce le coppie di fatto. In questo modo però la città ha dimostrato di essere un’avanguardia rispetto al paese e ai partiti politici. E questo fattore d’innovazione sociale è ampiamente dimostrato anche dai comportamenti dei cittadini, che sono scesi per le strade a prescindere dal loro orientamento sessuale.

Uomini, donne, mamme e bambini tra colori e scintillii hanno detto SI ai diritti per le unioni etero e gay che non sono, o non possono, essere uniti da matrimonio.

“Noi crediamo che i napoletani siano, dal punto di vista dell’affermazione dei diritti in senso lato, molto maturi. Attorno a questa manifestazione non ho visto alcun tipo di intolleranza, anzi noto molta curiosità ed anche una discreta partecipazione della cittadinanza. Questo ovviamente per far capire quanto la società sia pronta per affrontare tali problematiche.” Con queste parole l’assessore Tomasielli descrive la reazione dei cittadini.

Nessuno si è tirato indietro: “Etero o gay sono tutti figli miei” erano i cartelloni di alcune mamme che hanno preso parte alla sfilata. Una testimonianza di forte impatto è stata quella di un papà omosessuale che ha deciso di partecipare con i suoi figli. “ Per far capire che cos’è la normalità, io sono qui con mio figlio Luca e mia figlia Valentina. Sfido chiunque a comprendere chi tra di noi è omosessuale.  Aldilà di qualche stravaganza, siamo tre persone normali, come tutte le persone presenti a questo Pride. Una cosa che non viene mai sottolineata”.

Tra i paesi europei che vantano una legislatura a favore delle unioni omosessuali si distinguono Olanda, Belgio, Danimarca, Norvegia, Svezia e Spagna. Foto: Eliana De Leo.

Il contributo è arrivato da parte di tutti, anche da una coppia di sposi che si è recata sul lungomare per le foto, proprio per poter tendere la mano a chi non gode dei loro stessi diritti. Foto: Eliana De Leo.

Normalità. Probabilmente è stato questo il termine più adatto per descrivere una giornata fatta di colori, musica e divertimento, dove a sfilare è stata l’intera città, e non le singole persone.

In questo contesto però non sono mancate le critiche. Non alla manifestazione bensì allo Stato italiano, reo di essere  poco predisposto ad un riconoscimento giuridico della diversità spesso anche a causa della presenza del Vaticano. “Uno stato che deve superare un’arretratezza culturale, dovuta molto probabilmente alla presenza di un clero che continua a condizionare la politica italiana”. Questa la dura critica del vicesindaco Sodano. Nella manifestazione, non è mancata una coppia di donne che ha partecipato alla manifestazione con una parte del volto coperta da una maschera: “siamo nascoste da una maschera perché vogliamo combattere l’omofobia e far capire che noi due rappresentiamo una sola anima. Sarebbe una cosa bellissima poter dire SI, la voglio.”

                         Foto: Eliana De Leo.

 Il Belpaese certo non si distingue come legislatura capace di tutelare le diversità e le minoranze, anche se sono sempre più le iniziative provenienti dal basso volte a smuovere le fondamenta di una società che fatica a mettersi al passo coi tempi. Foto: Nunzia Manzo.

Un importante passo avanti  che la città chiede soprattutto allo Stato, con contro l’omofobia e il riconoscimento delle coppie di fatto. Concludendo con le parole del vice sindaco Sodano, il quale sostiene che “in , indipendentemente dai Governi, siano essi di centro-sinistra o centro-destra, si è molto più avanti rispetto al nostro paese”, non ci resta che sperare che quella che è la punta di un iceberg come il Registro approvato a  Napoli, possa diventare la punta di una montagna di diritti civili chiamata Italia.

l’approvazione di una leggeEuropa