Musica e internet: quando essere fuorilegge è inevitabile

Articolo pubblicato il 03 aprile 2013
Articolo pubblicato il 03 aprile 2013
"Se potessi, scaricherei persino una macchina", sogghigna José. Le salatissime multe per videopirateria e download illegale spaventano poco i giovani portoghesi. Forse José è un caso estremo, forse è la realtà di un'intera generazione, per la quale la lontananza di una canzone si misura solo con un paio di clic sulla tastiera di un computer.

I giovani oggi hanno non poca familiarità con il download illegale della musica. "All'inizio avevo paura che mi scoprissero subito, ma ora scarico regolarmente interi album o singole canzoni", dice Marion. 25 anni, di Tolosa, per lei il lato finanziario è la ragione principale per infrangere la legge. "I cd, anche scaricati legalmente, a volte sono davvero costosi. Non mi posso permettere di comprare tutto quello che vorrei per soddisfare le mie esigenze musicali". E le offerte streaming? "No", dice Marion, "dovrei essere ogni volta on-line per poterne approfittare perché le offerte off-line costano".

Il passo verso il download illegale è una questione di personale senso di giustizia, casi di cronici attentatori ai diritti d'autore sembrano essere in minoranza

Susi, 21 anni, ribadisce al contrario che le offerte a pagamento di streaming valgono il loro prezzo. "Voglio sostenere gli artisti! Fino a due anni fa, prima che uscisse Streaming, principalmente scaricavo musica e compravo cd. Adesso però sono molto contenta del mio abbonamento a Deezer. Niente pubblicità, accesso off line tramite I-phone e per tutto questo mi vengono addebitate le spese sul conto una volta al mese". Sembra che, alla fine, si accetti di buon grado anche l'idea che la musica abbia un suo prezzo.

Anche José ammette di non scaricare musica solo illegalmente. È principalmente per via del suo lavoro: "Come dj sono ancora della vecchia scuola, preferisco i dischi. Le emozioni di un vinile non si possono ancora scaricare". Alex, 26 anni, di Madrid, la vede in modo simile. Redattore musicale, dice di ricevere regolarmente delle promozioni, che può poi copiare sul suo I-pod personale. Di musica non ne compra quasi più. Ma cosa fa il consumatore normale, che non lavora nell'industria musicale?

Musica su Internet: legale, semilegale, illegale

"Youtube! Non sarà streaming nel senso proprio del termine, ma ci puoi trovare quasi tutti i brani che vuoi on-line e hai anche la possibilità di fare le tue play-list, inoltre è gratuito", sono di questo avviso Marina, 27 anni, di Padova, e Renan, 22 anni, da Salvador da Bahia. "Il solo svantaggio è che bisogna connettersi per poter ascolare la musica, perché la maggior part dei programmi di conversione (come YouTube to mp3 Converter, ndt) sono stati bloccati da Google". Magdalena, da Stuttgart, non si pone il problema della legalità e usa semplicemente i servizi gratuiti Spotify, di recente arrivato in Italia. Quello che desidera veramente lo trova nelle collezioni musicali dei suoi amici, nei cd, oppure scarica a pagamento. "Trovo abbastanza discutibile l'iscrizione a Streaming, e alcuni titoli non sono disponibili in originale. Ma da quando la GEMA (Società per i diritti di riproduzione meccanica e l'esibizione musicale, ndt) ha bloccato così tanta musica in Germania su Youtube o Grooveshark, non ho quasi altra scelta - e non mi cambia troppo". Dal 5 marzo 2009, molti video non sono più disponibili su YouTube in Germania al fine di salvaguardare i diritti della musica tedesca e degli artisti sono in pericolo.

La rigorosa politica penale in Germania ha anche degli svantaggi: sempre più utenti si rivolgono a servizi streaming legali come Spotify, Deezer o Simfy, che si finanziano attraverso pubblicità o abbonamenti. Dall'altro lato però in questo modo sempre più amanti della musica vengono trascinati nell'illegalità, sostiene Marion. "In passato usavo anch'io Youtube e Grooveshark, ma la qualità era spesso scadente. E si aggiungeva il problema di dover essere on line - ecco come sono diventata una fuorilegge", ride.

Streaming: i miei gusti sono troppo particolari

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Il mercato streaming, condotto da Spotify e Deezer, è uno dei settori emergenti più dinamici in Europa. Nuovi fornitori vi affluiscono regolarmente, come Simfy, Juke, Rhapsody o Rdio. Solo in Germania il tasso di crescita al momento è del 40%, grazie al progressivo individualismo dell'utente. Le stazioni radio non bastano più ad un consumo consapevole della musica. E poi "Non si può scegliere ciò che si vuole ascoltare - e i miei gusti sono troppo particolari per ascoltare tre volte Lady Gaga in un'ora", spiega Alex. "Quindi Internet diventa indispensabile".

Cresciuta con tutti i vantaggi e gli svantaggi del mondo Web, la nostra generazione è consapevole delle proprie opportunità. Il passo verso il download illegale è una questione di personale senso di giustizia. Già molti l'hanno provato almeno una volta, o hanno approfittato della "versione light" sottoforma di utenti registrati. Casi di cronici attentatori ai diritti d'autore come José sembrano essere in minoranza. Per molti lo streaming è l'alternativa ideale - il disaccordo è solo sulla ragionevolezza dei prezzi. In una cosa sono però tutti d'accordo. Il brasiliano Renan ci porta dritti al punto: "Se l'artista mi piace davvero, per me la sua originalità ha un prezzo. A quel punto lo voglio sostenere economicamente, affinché possa continuare a fare un buon lavoro".

Nel caso in cui vi trovaste nella situazione di José, in Europa queste sono le pene previste per download illegale:

Francia - Hadopi - punibile fino a 1500 euro

Italia - legge Urbani - punibile fino a 2065 euro

Germania - Unheberrechtsgesetz - punibile fino a oltre mille euro

Immagini: copertina (cc)lambda_X/Flickr; nel testo: (cc)sidewalk flying/Flickr