Museo MuBaBao a Varsavia: il mondo fiabesco di Malinowski

Articolo pubblicato il 08 agosto 2013
Articolo pubblicato il 08 agosto 2013

Michał Malinowski è il direttore del primo museo delle fiabe a livello mondiale, con sede a Varsavia, dedicato alla narrativa di oggi e di ieri. Di seguito il ritratto di un polacco fantasioso, che vuole attaccare gli Stati Uniti in sella a un drago. 

Nel 2002, Michał Malinowski, classe 1966, narratore e illustratore polacco, ha inaugurato il Museo MuBaBaO a Varsavia. Il nome è un acronimo ottenuto dalle iniziali delle parole polacche significanti Museo, Fiabe e Racconti, e il museo è semplicemente il sospirato coronamento dei suoi viaggi pluriennali, che lo hanno spronato inevitabilmente al racconto di storie e alla raccolta del folklore.

L'obiettivo di Malinowski è quello di mantenere in vita una tradizione che sembra scomparsa a una velocità inquietante. “Attraverso le favole e le leggende, le esperienze si trasmettono di generazione in generazione. Sebbene oggi sia sempre più raro, i custodi di queste tradizioni popolari si trovano dappertutto”, afferma con piena convinzione. Nel MuBaBaO, si trovano mescolati quindi oggetti di folklore e testimonianze temporali di racconti insieme alle più moderne tecnologie digitali e dell’artigianato della narrativa. 

Passeggiate narrative nel mondo delle fiabe

Wiedzę o storytellingu pogłębia podczas konsultacji u międzynarodowych ekspertów, ale też u tradycyjnych opowiadaczy z Indii, Chin czy krajów afrykańskich.Michał Malinowski ha iniziato i suoi studi sulle fiabe nel polveroso dipartimento di folklore e mitologia di Harvard. Altrettanto importanti sono state tuttavia le osservazioni raccolte durante i suoi lunghi viaggi attraverso gli Stati Uniti, il Giappone e la Papua Nuova Guinea. Secondo Malinowski, ogni paese trasuda un suo peculiare modo di raccontare le fiabe, nonostante le storie possano avere spesso temi simili. Ad esempio, il motivo universalmente conosciuto dei tre desideri sorto dalla fiaba russa de “Il pesciolino d'oro” di Alexander S. Pushkin. “Ci sono migliaia di motivi fiabeschi tramandati nella tradizione narrativa e molti si assomigliano incredibilmente. I narratori conoscono solo un determinato numero di favole e le collegano l’una all’altra a seconda della situazione. Chi avrebbe in fin dei conti pensato che Cenerentola abbia i suoi natali nella Cina del IV secolo?"

La smisurata varietà dei racconti provenienti dal più piccolo angolo di mondo si rivela attraverso la descrizione del paesaggio e degli eroi, caratteristici di ogni regione geografica. Il denominatore comune delle fiabe europee è la tendenza a trasmettere valori universali. È difficile dire in quale misura le fiabe descrivano o influenzino la nostra identità nazionale ma, così come tutte le altre tradizioni, da quella culinaria a quella musicale, anche il folklore in Europa si confonde, si mescola e assume sfumature inaspettate. Per far conoscere la cultura polacca a quelle vicine, Michał Malinowski ha preso parte al progetto Bajkowa Europa (“Fiabe d’Europa”), un’iniziativa che mira non solo a unire le generazioni ma anche a trasmettere la cultura e le conoscenze peculiari di uno stato alle altre nazioni europee attraverso l'uso del folklore.

A cosa servono oggi le fiabe?

Malgrado il mondo delle fiabe sembri essere pensato per i bambini, Michał Malinowski ritiene che la fantasia dei racconti d'inverno contenga un messaggio importante che gli adulti spesso dimenticano: “Le fiabe influenzano la nostra percezione della realtà. Questo genere letterario ci accompagna nell’infanzia e ci segue ancora nell’età adulta. Le fiabe sono la medicina contro la grigia realtà e un trampolino verso maggiore ispirazione", continua, "sono una grande fonte di saggezza, resta da capire perché, quanto e come finiamo per allontanarci da questo mondo incantato una volta cresciuti".  

Una probabile spiegazione è la trappola che mass media e immaginari moderni ci tendono, lasciandoci diventare preda di fandonie e fiabe che finiscono per essere fonte di paure e timori, mentre la funzione principale di tutti i racconti, che sembra da molto tempo dimenticata nella cultura odierna, è la trasmissione di elementi positivi, nonché una dose di speranza per affrontare il mondo con più fiducia.

L'attacco del Drago del Wawel agli Stati Uniti

Jedną z ulic miast nazwano na jego cześć, Smoczą.Malinowski si definisce un "pazzo del messaggio“, e persone come lui diventano sempre più rare. “Questa è la mia vita. Non sono una persona titubante. I miei propositi di vita li converto volentieri e direttamente in azioni". Adesso è nel bel mezzo dei preparativi del suo ultimo progetto, dal titolo “Assalto del drago del Wawel agli Stati Uniti”. Malinowski intende servirsi di palloni a forma dei personaggi più comuni delle leggende polacche - il drago del Wawel, tipico basilisco, o il mago polacco Pan Twardowski - per sorvolare gli Stati Uniti, meravigliando i cieli americani. Scopo del progetto è un vero e proprio “attacco fiabesco” a una regione del mondo dove l'innocenza, a suo avviso, sta per scomparire.

È stata la leggenda popolare del drago del Wawel, terrore delle rive della Vistola, a fornire l'ispirazione. Ogni bambino polacco sa che per vincere il drago sono necessarie astuzia e saggezza. “Nel mondo di oggi è possibile vivere bene, felici e in pace”, commenta Malinowski “ma non tutti sanno difendersi dai draghi contemporanei".