Musa: il rapper che odia il ghetto

Articolo pubblicato il 01 ottobre 2013
Articolo pubblicato il 01 ottobre 2013

Bastian Musa Gerner è un artista emergente tedesco di hip-hop convertitosi all'Islam. Secondo lui, la sua musica è "un rap classico con l'aggiunta di ricercati e potenti accenti ritmici". A Cafébabel racconta la sua vita da artista, le sue fonti d’ispirazione e la sua avversione per la cultura del ghetto.

Risparmia e spendi”. Sono le prime parole che ho sentito pronunciare a Musa. In quel preciso istante non mi è venuto in mente che fosse un rapper e non ho pensato neanche per un attimo che sarei diventata una delle tante fan americane della MusaMusik, la sua casa discografica.

Bastian Musa Gerner, alias Musa, era un adolescente durante il periodo d'oro dell'hip hop in Germania. Erano i primi anni '90 e il movimento musicale stava per diventare mainstream. La passione per questo genere "venuto dagli Stati Uniti", ha trasformato anche lui in un musicista. Il suo primo album, Balsam (Healing, 2008), ha vinto il secondo premio Lindenberg PanisPreis. Il 19 aprile di quest’anno invece, è stato pubblicato il suo secondo disco, Ghetto in Dir ("Ghetto dentro di te", in tedesco), prodotto da Quendolin Fender. Ora, a Musa è stato chiesto addiritutra di organizzare e dirigere un progetto di natura sociale: un laboratorio rap per i giovani di Berlino.

Cafébabel: Musa, come e perché hai iniziato a fare musica?

Musa: Ho iniziato nel 1999 a Würzburg, la mia città natale, che si trova nella Germania occidentale. Dopo aver mosso i primi passi nel freestyle, non ho potutuo far a meno delle rime. Il rap mi dà l'opportunità di esprimermi, di dire ciò che voglio nel modo che preferisco. 

Cafébabel: Hai detto di essere stufo della "cultura del ghetto". Cosa vuol dire?

Musa: Molti rapper esaltano questi famosi distretti metropolitani. Conseguentemente, i ragazzi che vi vivono costruiscono la loro personalità su questo racconto, un'illusione che però rende la cultura del ghetto una realtà. Il "ghetto dentro di te" diventa "ghetto intorno a te"... Sono stufo del fatto che i nostri ragazzi guardino con ammirazione i delinquenti girare nelle loro auto di lusso e che li rispettino come delle autorità. La musica che ascoltano li incita a credere che essere dei criminali sia l'unico modo per avere successo. Questo mi fa davvero arrabbiare. 

Cafébabel: Come hai incontrato Quendolin Fender?

Musa: Ci siamo incontrati a Würzburg la prima volta. Dopo Quendolin è venuto a Berlino e mi ha chiesto di fare un pezzo insieme a lui. Alla fine abbiamo prodotto un intero album.

Cafébabel: Qual'è la fase che preferisci nella creazione di un pezzo?

Musa: Da una parte il momento in cui si materializza l'idea, ovvero quando ricevo gli input. Dall'altra, la fase in cui esprimo ciò che ho assimilato creando un output. Quest'ultimo processo a volte dura mesi o addirittura anni. Le mie canzoni rispecchiano sia ciò che osservo dentro di me, sia ciò che accade nel mondo esterno. Parlo di problemi sociali, di politica, del potere del sistema finanziario, di riflessioni personali e di obiettivi ideali da raggiungere.

Cafébabel: Quali sono i messaggi delle tue canzoni?

Musa: Sii te stesso, cerca di scoprire la verità e non credere a tutto ciò che ti viene detto. Sii attivo, sensibile, coraggioso e crea qualcosa di positivo!

Cafébabel: Il tuo pezzo Freiheit ('Libertà' in tedesco, n.d.r) ha destato molto interesse. Qual'è stata l'ispirazione per questa canzone? 

Musa: Ho un amico che qualche volta mi dà delle nuove idee per la stesura dei pezzi. Una volta l'ho chiamato e mi ha detto di scrivere una canzone sulla libertà. La mia prima reazione è stata: "non è così facile come sembra!". Ci è voluto un po' per formulare ciò che avevo da dire sull'argomento.

Cafébabel: Come riesci a scrivere canzoni e produrre la tua musica avendo un lavoro a tempo pieno?

Musa: Il fatto che io lavori come progettista del suono mi aiuta un sacco! Possiamo usare gli studi della società dove lavoro per registrare le voci, per mixare e masterizzare i pezzi. Lo facciamo dopo il lavoro, nei weekend e nel tempo libero...

Cafébabel: Che immagine ti viene in mente quando pensi alla tua musica?

Musa: Un'aquila appollaiata su un enorme albero! La gente cerca sempre di confrontare un artista con un altro. Forse io sono più o meno l'unico rapper tedesco con un'identità musulmana (Musa si è convertito dal Cristianesimo all'Islam, n.d.r). Manifesto apertamente la mia fede, ma non mi sento obbligato a esibirmi soltanto davanti a un pubblico della mia stessa confessione. 

Cafébabel: Quali sono le tue influenze musicali?

Musa: In generale musica black, soul, funk, reggae, jazz e blues. Mi piacciono anche artisti hip hop come I Roots, Jurassic Five, Common, Talib Kweli, Masta Ace.

Cafébabel: Come ti senti quando ti esibisci?

Musa: La gente dice che sembro un'altra persona sul palco. In scena non sono affatto timido a differenza di quando mi trovo dietro alle quinte. Ogni volta che canto mi sento libero dalle pressioni e dallo stress. Amo guardare la gente che mi ascolta.

Video Credits:  musamusik/youtube