Multiculturalismo: le idee confuse di Cameron

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2011
Articolo pubblicato il 14 febbraio 2011
Non c'è nulla di particolarmente nuovo in quanto affermato il 5 febbraio dal nuovo primo ministro britannico riguardo al fallimento del multiculturalismo. Ma c'è qualcosa di preoccupante nel suo discorso, e non solo perché altri paesi di lingua inglese stanno guardando all'Inghilterra mentre dibattono sui meriti delle loro politiche multiculturali. Il punto di vista di uno storico canadese.

In un discorso tenuto a Monaco il 5 febbraio, durante un summit sulla sicurezza internazionale, il primo ministro britannico David Cameron ha attaccato la 'dottrina del multiculturalismo britannico'. Secondo Cameron, tale multiculturalismo ha fallito nell'integrazione degli immigrati, indebolendo l'identità nazionale e contribuendo direttamente alla diffusione del radicalismo islamico. Il problema è che Cameron è confuso. Il suo primo discorso sul terrorismo dimostra che il ministro mette il multiculturalismo sullo stesso piano della 'tolleranza passiva', che incoraggiae minoranze a vivere isolate e conseguente indebolimento della coesione sociale. Culture diverse vivono vite separate; i giovani britannici musulmani sono privi di radici e finiscono per convertirsi al radicalismo islamico ed al terrorismo. Cameron è confuso anche riguardo alle alternative: nel suo discorso fa appello ad un liberalismo più 'forte' alla Tony Blair e alla George Bush, e ad una più forte identità nazionale.

Un appello a rafforzare l'identità: l'identità di chi?

Il multiculturalismo non è una forma più blanda di liberalismo (da contrapporre al liberalismo forte), e neanche la minore fra diverse alternative. In realtà, noi non abbiamo altre alternative. O attuiamo una politica che gestisca la differenza culturale e integri democraticamente nuovi immigrati, oppure ricorriamo alla coercizione e/o all'esclusione, così da rigenerare gli stessi problemi di cui Cameron ha parlato nel suo discorso. L'alienazione sociale e la segregazione etnica sono questioni reali, ma le loro cause hanno a che fare molto di più col razzismo, con l'inerzia dello stato e con fattori economici, piuttosto che con il fallimento del multiculturalismo. Gli appelli per il rafforzamento dell'identità nazionale sono tutti positivi e negativi allo stesso tempo, ma tutti pongono la stessa domanda: l'identità di chi? Chi verrà escluso? In quanto storico che studia il ventesimo secolo, rabbrividisco ogni volta che i politici parlano della costruzione di un'identità nazionale.

Image: main (cc) drp/ Flickr