Mov(i)e To Berlin - Torino Film Festival: più di una prospettiva

Articolo pubblicato il 25 novembre 2015
Articolo pubblicato il 25 novembre 2015

Ogni scena può essere ripresa in tanti modi. E anche il Torino Film Festival cambia volto a seconda delle "lenti" che si usano. Cafébabel ti propone il TFF visto con gli occhi degli appassionati di film, dei commercianti, dei cittadini e degli addetti ai lavori. 

I primi giorni del TFF si stanno svolgendo in un clima di armonia ed entusiasmo. Le luci d'Artista, diventate ormai un appuntamento fisso del periodo prenatalizio torinese, sono la cornice magica di questo evento internazionale. La Torino che viviamo in questi giorni è dinamica, veloce e si ferma solo per dare spazio a particolari fatti di arte. Accanto al cinema Massimo, uno dei luoghi della rassegna, c’è il polo universitario di Palazzo Nuovo e il liceo Gioberti. Gli studenti si soffermano a guardare le code ai botteghini, sono incuriositi, quasi stupiti dall'affluenza di tante persone. Alessio, 19 anni, mi chiede addirittura: «Ma cos'è il TFF?».

 

Una notte da horror

Il weekend del TFF è stato molto interessante, soprattutto grazie alla "notte horror": una sessione notturna dedicata alla proiezione di 3 film (The Devil's Candy, The Hallow e February) conclusasi alle 6:00 del mattino con tanto di brioche e cappuccino offerti agli spettatori. Alessandro, 32 anni, ammette: «La proiezione di film del genere in notturna non capita certo spesso. Poter trascorrere un weekend intero al cinema è un fatto particolare»Eppure, soprattutto tra coloro che erano in fila per entrare, aleggiava una certa paura: cosa aspettarsi dai tre film? Abbiamo anche incontrato qualche voce critica tra coloro in uscita dalla sala.

Un solo festival, più prospettive

Ma al di là degli spettatori, come vivono il festival gli addetti ai lavori? Siamo andati al cinema Massimo e al Classico, oltre che in alcuni bar per scoprirlo. I volontari del festival si dicono sorpresi che quest’anno ci sia un numero più basso di visitatori. Allo stesso tempo sono stati venduti molti biglietti. Giulia, una volontaria del TFF da molti anni, afferma: «Abbiamo notato un calo degli ingressi, anche se siamo solo ai primi giorni. C'è però un aumento di appassionati che decidono di vedersi un film specifico. Spesso si mimetizzano tra i professionisti e si fermano nella hall a parlare dei lungometraggi. L'età media va dai 25 anni in su»I proprietari dei bar invece sembrano più contenti e percepiscono il cambiamento che sta vivendo la città in questi giorni. Ce lo confida Antonella del Caffè Elena di piazza Vittorio: «Sarà per la concomitanza di CioccolaTò, ma si respira un’aria creativa, dinamica, intellettuale e affasciante».

A misura dei cittadini?

E chi non vive a pieno il TFF che idea si è fatto di queste giornate? Eleonora, 30 anni, ci spiega: «Sono contenta che Torino organizzi eventi di carattere internazionale. I cittadini hanno l'occasione di aprirsi a nuove conoscenze. Ma credo anche che, a volte, l’organizzazione lasci un po' a desiderare, soprattutto per il ritiro dei biglietti: le code scoraggiano i non accreditati». Luciano, 30 anni, invece vive il festival passeggiando per le vie di Torino: «Ormai è un festival ben radicato nella città e per questo avrei aperto la cerimonia d'inaugurazione a un pubblico più ampio. Sebbene sia un festival per tutti, in fondo, continua a essere un po' di nicchia».  

Questo report fa parte del progetto editoriale "Mov(i)e to Berlin", una collaborazione tra Cafébabel Torino e Cafébabel Berlino. Nel quadro del progetto le due redazioni offrono copertura bilingue del TFF e della Berlinale tramite uno scambio dei propri reporter.