Mov(i)e To Berlin - Torino Film Festival: "Mia madre fa l'attrice", una storia di cinefilia e crescita

Articolo pubblicato il 28 novembre 2015
Articolo pubblicato il 28 novembre 2015

Il regista Mario Balsamo presenta alla 33esima edizione del Torino Film Festival Mia madre fa l'attrice, una dichiarazione d'amore per sua madre ma anche nei confronti del cinema stesso.

Nella sezione Torino 33 il regista e documentarista Mario Balsamo, giá vincitore del Premio della Giuria al TFF30 con Noi non siamo come James Bond, presenta un lungometraggio originale e divertente che vede sua madre, Silvana Stefanini, protagonista di un percorso di riscoperta di luoghi e film, ma anche di un rapporto genitoriale laceratosi negli anni. Molto tempo prima la donna si era ritrovata nel mondo dorato del cinema italiano degli anni '50 prendendo parte come comparsa in molti film, ma rivestendo il ruolo di figurante con alcune battute solo in uno di questi: La barriera della legge di Piero Costa.

Storia di un ritrovato amore 

Un filmato girato dieci anni prima durante una gita di famiglia rivela il progetto di Balsamo. Dietro ad una videocamera, seduto ad un tavolo di plastica bianca con i genitori, le racconta un'idea per un prossimo film: vuole mettere in scena la vita di una donna che un tempo era stata un'attrice e vuole che sia sua madre ad interpretarla. La perplessità della donna è che il risultato sia malinconico, non come piace alla gente che al cinema va per non pensare. Ma Balsamo ha obiettivi completamente diversi. Il film non è che un pretesto, attraverso il suo amore cinefilo intende riscoprire un sentimento che nel tempo si è affievolito, e comprendere meglio una donna con cui non è stato mai facile relazionarsi.

Inizia la ricerca de La barriera della legge, opera introvabile dove Silvana Stefanini recitò quasi 60 anni prima senza però riuscire a vedere il lavoro concluso. Prima di arrivare in sala per la speciale proiezione il regista intraprende un viaggio nei luoghi dove sua madre viveva da giovane, e con il copione alla mano ricrea con ironia e dolcezza le scene dei dialoghi, che la donna reinterpreta senza tirarsi mai indietro. Balsamo ci rivela l'eterna bellezza del cinema che continua ad esistere immutato sul grande schermo e nell'immaginario degli spettatori. Trasmette il fascino riscoperto di una donna alla soglia dei 90 anni che senza prendersi sul serio recita un ruolo ormai distante da lei, e attraverso gli occhi di suo figlio si sente una grande diva.

Metacinema non pretenzioso 

Il film è ricco di fuori scena e battute spontanee tra i due protagonisti, non tutto è scritto, e come precisa la donna inizialmente, a lei è sempre piaciuto andare a braccio. Balsamo parla di cinema attraverso il cinema stesso, ma lo fa per gioco, si espone con le sue fragilità, e ammette questo controverso rapporto edipico che non è mai stato capace di gestire in altro modo. Inserisce elementi appartenenti all'estetica delle vecchie pellicole, fondali dinamici dietro alle automobili apparentemente in corsa, scenari dai colori saturi come in un vecchio western patinato.

Vivere per sempre 

Attraverso una comicità spontanea e delicata Mia madre fa l'attrice è un dono speciale che il regista riserva a se stesso e agli spettatori, congelando in una serie di momenti inusuali l'immagine di una madre che aveva sempre conosciuto solo come tale, e scovando la chiave di volta per comprendere la complessità di una donna che, molti anni prima, era stata famosa.

Questo report fa parte del progetto editoriale "Mov(i)e to Berlin", una collaborazione tra Cafébabel Torino e Cafébabel Berlino. Nel quadro del progetto le due redazioni offrono copertura bilingue del TFF e della Berlinale tramite uno scambio dei propri reporter.