Mondiali di calcio femminile: la Germania sconfitta in semifinale

Articolo pubblicato il 01 luglio 2015
Articolo pubblicato il 01 luglio 2015

Con un elettrizzante rigore, la nazionale tedesca di calcio femminile aveva conquistato il lasciapassare per la semifinale. Nonostante la superiorità tattica, le Bleues avevano perso sul campo di Montréal. Ma ieri anche la Germania è stata sconfitta dagli USA, decisivo è stato un rigore. Solo un paio di centimetri decidono chi deve fare le valigie e chi può continuare a sognare. 

Non era un'arietta fiacca, ma un vero e proprio uragano, quello che nel tardo pomeriggio di venerdì scorso soffiava sullo Stadio olimpico della metropoli francofona. Le aggressive giocatrici francesi hanno incontrato la determinata difesa delle tedesche, che, come delle leonesse, hanno costruito una barricata intorno ai loro sedici metri. Un gioco entusiasmante, che non ha avuto nulla da invidiare alla partita disputata (sempre ai quarti di finale) nel mondiale brasiliano tra gli uomini di Germania e Francia. Ma ieri la determinazione tedesca non è stata sufficiente a superare anche la semifinale con gli Stati Uniti, uscite vincenti con 2 reti a 0.

Il 5 luglio, a Vancouver, le ragazze americane si contenderanno la Coppa del mondo contro la vincente tra Giappone (le campionesse in carica) e Inghilterra (l'ultima squadra del Vecchio continente rimasta in gara).

La lotta ai quarti di finale

Venerdì, le francesi avevano iniziato a pressare le avversarie fin dal primo minuto. "Allez les Bleues, allez les Bleues!": circa 25.000 spettatori hanno incitato le loro beniamine con cori fragorosi. Tra loro, alcune centinaia di fan con le guance colorate e i lederhosen (i tipici pantaloni di pelle bavaresi) sventolavano le bandiere tedesche. Nel mare immenso dei gioiosi tifosi francesi, i fan in nero-rosso-oro erano dei puntini isolati. 

Nel blocco 108 dell'Olimpico di Montréal, alla sinistra della porta, si trova la maggior parte dei tifosi tedeschi. Giovani alla pari, insegnanti e alunni delle scuole tedesche della città, imprenditori, famiglie bilingui e studenti, cercano di farsi notare tra i cori di giubilo degli avversari. Al 27', dopo due occasioni goal – una dietro l'altra – che hanno visto protagoniste le tedesche Simone Laudehr e Alexandra Popp, i tifosi e l'allenatrice Silvia Neid non riescono più a restare ai loro posti. Gli incitamenti "Deutschland" e "Jetzt geht’s los" (adesso inizia per davvero, n.d.r.) si susseguono. Tuttavia, il volume del coro "Allez les Bleues" soffoca quel titubante tifo allo stato embrionale. 

Mostrare la bandiera

La bandiera, però, si può mostrare anche senza rovinarsi le corde vocali. Lo sa bene la tedesca Sochand. Insieme al suo coinquilino tedesco Lieven, la studentessa (che all'università di Montréal studia matematica per diventare professoressa) si è procurata una bandiera tedesca apposta per la partita. L'ha pagata ben 34 dollari (circa 25 euro). «Dobbiamo sostenere le nostre donne qui a Montréal, e dobbiamo far vedere alle famiglie tedesche che guardano la partita in TV che noi ci siamo», afferma entusiasta la ventiseienne.

Il tifo pare proprio provvidenziale. Le dame tedesche, infatti, giocano (per la prima volta in questo settimo mondiale femminile) non sotto il cielo stellato, ma prevalentemente in impianti con erba sintetica.  Nello Stadio olimpico del 1976, i fili d'erba sono ricoperti di minuscole briciole di gomma termoplastica TPE. Nella loro vita precedente, questi frammenti neri hanno percorso il mondo intero sotto forma di pneumatici. Oggi rendono possibili le spettacolari riprese al rallentatore, ma sono anche causano di abrasioni e dolori ai piedi per le giocatrici. 

Com'è finita Germania-Francia

Entrambe le squadre giocano in maniera decisamente agguerrita, soprattutto le francesi di Philippe Bergeroo. Dopo che Louisa Necib devia una palla portando la Francia in vantaggio, la Nationalmannschaft si mostra ancora più combattiva. Venti minuti più tardi l'attaccante tedesca (per metà francese) Celia Sasic calcia un rigore fischiato per un fallo di mano e spedisce la palla direttamente nell'angolo sinistro della porta. Il goal del pareggio non ha soltanto motivato e dato coraggio alle giocatrici sul campo, ma anche ai loro fan sugli spalti. Ora, i cori inneggianti "Deutschland! Deutschland!" si fanno più sicuri, i dribbling e le azioni in campo più determinati e implacabili.  

Al 90' siamo ancora sull'1-1. «A dire il vero, sono contenta che questa elettrizzante tensione venga prolungata di mezz'ora, ma la Francia deve vincere», afferma la cinquantenne Hélène le Coq, che con le sue figlie – tifose fanatiche – è volata in Canada dalla Francia. 

Eppure, lei e gli altri tifosi francesi resteranno delusi dalla parata decisiva della tedesca Nadine Angerer sul tiro di Claire Lavogez, e poi dalla beffa dei calci di rigore: è la Bleue Lavogez a sbagliare l'ultimo decisivo calcio dagli 11 metri.

L'euforia tedesca finisce presto

Se venerdì scorso i tifosi tedeschi si abbracciavano festanti con la musica di Heroes di David Bowie (qualcuno urlando "Siamo campionesse del mondo!" fuori dallo stadio); hanno dovuto versare qualche lacrima amara nella semifinale di martedì.

Gli Stati Uniti hanno avuto la meglio sulle teutoniche e disputeranno la loro seconda finale consecutiva. Lo scontro tra le due squadre, entrambe ai massimi vertici del ranking FIFA, è stato duro. Ma la partita è stata decisa (ancora una volta) da due calci di rigore: quello sbagliato al 59' dalla tedesca Cecilia Sasic; e quello segnato dall'avversaria Carli Lloyd, 10 minuti più tardi. Un match poi chiuso dal 2-0 di O'Hara.

In queste serate, il calcio femminile sembra aver conquistato un ampio pubblico e molti apprezzamenti. O forse, pendendo in prestito le parole di Bowie: «We can be heroes just for one day / We can be us just for one day».

(Nota del redattore italiano: l'articolo in italiano è stato modificato rispetto alle altre versioni, per aggiornarlo e attualizzarlo rispetto agli ultimi risultati della Coppa del mondo di calcio femminile.)