Modiano? Chi è davvero il premio Nobel alla Letteratura?

Articolo pubblicato il 15 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 15 ottobre 2014

Patrick Modiano ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura. Un evento inatteso visto che al di fuori della Francia l’autore è un perfetto sconosciuto. 

Fuoti dal territorio francese Patrick Modiano è un nome poco conosciuto perfino tra gli studiosi di discipline letterarie. Questo l’ho constatato di recente a mie spese. Nel corso di un'intervista durante i miei studi di letteratura ho fatto riferimento allo scrittore e il dialogo è andato più o meno così: 

«Quale opera letteraria vi ha particolarmente colpito negli ultimi tempi?» Risposta: «Tutti i libri di Modiano».  «Scusi chi?», «Patrick Modiano». «Mai sentito». Mi sono profondamente vergognata per la mia proposta, preoccupandomi fosse stata poco seria. Sono stata veramente poco accorta dal punto di vista letterario? Modiano è stato una scelta inopportuna per un riferimento autorevole? No, semplicemente era poco conosciuto ai più, forse anche troppo poco ambizioso. Dietro di lui ci sono stati autori più scaltri.

Ma avevo ragione. Avevo nominato proprio Modiano, non perché con tale riferimento volessi suscitare opinioni positive sul corso di studio, ma piuttosto perché si trattatava effettivamente di un degno riferimento. Lo trovo veramente grandioso. A volte ci sono libri che ci rivoluzionano. Dopo la lettura delle sue opere non si pensa e non si scrive più come prima. Alle persone come me, per le quali la lettura, il pensiero e la scrittura rivestono una notevole importanza, viene meno il respiro. Ogni parola è un colpo, una forte emozione. Lascia stupefatti. Quasi tutti i libri di Modiano mi hanno suscitato questo effetto. 

Le sue opere hanno però anche un tocco delicato. La sua narrativa non è ampollosa e non tratta di grandi drammi, il potere della sua parola non è poderoso, ma piuttosto risiede nella semplicità. Le parole sono raffinate nonché dimesse e oneste. Un po' come lo stesso autore, il quale non è una personalità egocentrica ma modesta, tanto da schivare le entrate in scena plateali. Pare che all'inizio, l’Accademia del Premio Nobel non sia riuscita nemmeno a rintracciarlo. 

La motivazione della giuria è giusta, ma troppo legata alle contingenze storiche. Sul sito ufficiale si legge che Modiano ha ricevuto il Premio Nobel per “l’arte del ricordo con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e svelato la coscienza del mondo tumultuoso ai tempi dell’Occupazione”. Le ultime opere di Modiano non sono assolutamente legate ai tempi dell’Occupazione. Si tratta di uomini che si perdono nella modernità e si creano un’identità. Identifico dei tratti più comuni alla Generazione Y nelle sue opere rispetto a quelli a cui sono abituata nei giovani autori. I quesiti dei suoi personaggi sono: Chi sono? Chi è in grado di essere ancora qualcuno in tempi così incerti? Forse ciò è possibile attraverso il legame con un luogo? O attraverso la mia facoltà di ricordare? Nel suo romanzo L’Orizzonte, pubblicato nel 2013, si legge sul protagonista: «Aveva iniziato a predisporre una lista cercando di trovare dei punti di riferimento: una data, un luogo preciso, un nome, per i quali ancora non conosceva il giusto modo di scrivere». E questo non è forse ciò che facciamo ogni giorno, ossia cercare dei punti fissi in una realtà che ci offre tutto e niente?

È proprio per tale ragione che Modiano risulta così attuale ed ha meritato il Premio Nobel.