Model European Union 2012. L'Albania in occasione dl centenario dell’indipendenza organizza per la seconda volta una simulazione del Parlamento europeo

Articolo pubblicato il 25 ottobre 2012
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Articolo pubblicato il 25 ottobre 2012

ARTICOLO DI RAMONA MONTANARO con fotografie di ARGENT ALSANI

Le si­mu­la­zio­ni delle isti­tu­zio­ni eu­ro­pee sono degli eventi che ormai da tempo si dif­fon­do­no a mac­chia d'o­lio in di­ver­si Stati del­l'UE, per per­met­te­re a stu­den­ti li­cea­li e uni­ver­si­ta­ri di poter com­pren­de­re, at­tra­ver­so la pra­ti­ca, le fun­zio­ni dei di­ver­si or­ga­ni del­l'U­nio­ne Eu­ro­pea.

Durante la simulazione gli europarlamentari discutono prima di votare le modifiche alla direttiva europea ( Parlamento )

La più rinomata tra le simulazioni è sicuramente quella del Parlamento europeo che si svolge a Strasburgo e viene organizzata ogni anno da Eurodesk, una rete internazionale nata in Scozia nel 1990. In questa sede vengono presentate e discusse una direttiva del Parlamento Europeo e un regolamento del Consiglio dei Ministri. Ma non sono queste le uniche simulazioni organizzate; a Roma ogni anno viene messa in atto l'Assemblea delle Nazioni Unite, mentre in Spagna non manca il prototipo del Parlamento nazionale.

Quest'anno, per la seconda volta, l'associazione Jef Albania, che fa capo alla rete più grande Jef Europe, ha organizzato la simulazione del Parlamento Europeo a Tirana. L'occasione era molto particolare, in quanto il periodo scelto per svolgere questi incontri non è stato deciso a caso; l'Albania infatti in questi giorni ha presentato la sua candidatura per entrare come membro nell'Unione Europea, mentre tra poche settimane festeggerà i primi cento anni trascorsi dall'anno della sua indipendenza.

In questa occasione si sono riuniti circa 140 studenti europei e albanesi per simulare il Parlamento Europeo ed il Consiglio dei Ministri. L'associazione, con a capo Vladimir Thano come presidente, e Jona Vorpsi come capo dell'organizzazione, ha lavorato intensamente notte e giorno dal mese di giugno per riunire tutti i candidati e distribuirli all'interno delle due diverse istituzioni.  I giovani studenti hanno comunque ricevuto l'appoggio delle cariche politiche albanesi, che seppur non hanno finanziato economicamente l'evento hanno messo a disposizione i loro palazzi. Infatti tutto il gruppo di partecipanti ha alloggiato in un hotel situato nelle zone militari del Ministero degli Interni, mentre il Parlamento ha messo a disposizione le sue sale per le conferenze. Anche l'Università Marin Barleti ha concesso l'uso delle proprie aule per tutte le attività del MEU. Un lavoro duro sicuramente ripagato da diverse soddisfazioni, tuttavia però non sono mancate le critiche.

Come per tutte le simulazioni, anche per questa sono stati presentati due documenti: una direttiva che regolamentava i criteri di validazione dell'insegnamento formale e non formale, ed un Regolamento di Consiglio che disponeva la protezione dei dati sensibili. A questi si sono aggiunte due "topic area", piuttosto confuse, sul problema della disoccupazione e dell'accesso all'eurozona per i membri dell'UE. Sia il Parlamento che il Consiglio avevano un compito preciso, proporre emendamenti ed eventualmente approvarli. Così come i Ministri erano rappresentanti di uno Stato ben preciso, allo stesso modo i parlamentari erano divisi per partiti politici. In entrambe le istituzioni esisteva un "chair" che moderava le discussioni. Lo svolgimento di tutte le funzioni non è stato svolto male, il dibattito è sicuramente stato creato seppur con qualche intoppo iniziale dovuto alla reticenza dei giovani che si trovavano alla prima esperienza, ma in entrambi i casi il lavoro svolto dalle due donne a capo delle istituzioni, Doris Manu ed Elena Pantopoulou, è stato eccellente.

I Ministri rappresentanti dei diversi Stati europei discutono circa gli emendamenti da proporre al Parlamento ( Consiglio )

Ciò che forse è risultato piuttosto carente è stata l'organizzazione di questa manifestazione, che differentemente da altre non ha rispettato alla lettera tutti i punti all'ordine del giorno. Seppur esisteva un'agenda particolareggiata, molti dei programmi sono saltati e sono state evidenti alcune lacune nella gestione dell'evento stesso.

Dall'opinione dei partecipanti ciò che è parso lampante e grave era la lontananza degli alloggi dalla città. Quattro ore di viaggio per andare e venire da Durazzo, in cui tutti i partecipanti pernottavano nell'Hotel Kavalischenca situato nei palazzi del Ministero dell'interno, diventava massacrante a prescindere dal grado di stanchezza accumulato.  Ciò era sicuramente accentuato dai brevi termini tra una cosa e l'altra da fare, considerando che dopo un'intera giornata di studio e lavoro venivano concessi scarsi quaranta minuti per una cena ed una probabile doccia. Qualcuno ha anche lamentato delle carenze nella simulazione stessa; parte dei partecipanti hanno confrontato l'esperienza del MEU Albania ad altre vissute nel corso dei loro studi. Ad esempio è emerso che ci sono alcune simulazioni come il Model United Nations ( MUN ) che hanno avuto un'organizzazione più meticolosa nella struttura del lavoro stesso; gli ordini del giorno e le topic area risultavano più definite e meno numerose, così da dare maggior attenzione agli argomenti, ma anche le votazioni erano meno confusionarie e determinate addirittura da un videoproiettore. Stessa discorso anche per un confronto con la Simulación del Congreso Español ( SICE ), ovvero la simulazione dei lavori che si svolgono nel parlamento iberico. I giovani studenti che hanno partecipato, come Mario J., hanno dovuto necessariamente riflettere su una carenza organizzativa, paragonando il MEU a quest'altra manifestazione e sottolineando i numerosi cambi apportati all'agenda.

Insomma, come tutte le critiche costruttive è importante dire che, seppur molti dei partecipanti hanno ritenuto che da questa esperienza non hanno tratto nessun frutto a livello di insegnamento, non bisogna puntare il dito contro Jef Albania, sparando una sentenza distruttiva, ma comprendere che l'associazione è solo alla sua seconda edizione e di strada ne ha ancora da fare e sicuramente ci riuscirà al meglio. E' onorevole da parte di soli quattro ragazzi mettere su una manifestazione che in altre città ha avuto bisogno di più menti e braccia, ed è quindi giustificabile quale piccolo "incidente di percorso".

L'intero gruppo di partecipanti al Meu Albania 2012 insieme all'Ambasciatore delegato Europeo presso Tirana, Clive Rumbold, invitato a partecipare in occasione della candidatura dell'Albania come membro dell'UE.

Ciò che sicuramente è stato compreso grazie a questa simulazione è il ruolo del "consenso generale"  nel senso tecnico delle votazioni parlamentari, ovvero quanto sia importante una coesione nel prendere delle decisioni che possono poi condizionare la vita di tutti i cittadini d'Europa. Ma soprattutto ciò che fa di questa partecipazione un'esperienza preziosa è sicuramente il contesto multiculturale in cui i giovani si sono confrontati, aprendo dibattiti culturali e politici, ma condividendo anche i momenti divertenti come i party ed il gran galà. MEU Albania ha racchiuso in una kermesse di quattro giorni la maggior parte delle culture europee, e forse questa sarà la cosa più importante da ricordare.