Moda urbana, Bread & Butter: il confort prima dell'apparenza

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2010
Articolo pubblicato il 09 febbraio 2010
Dal 20 al 22 gennaio il Tempelhof, lo storico aeroporto di Berlino, ha improvvisamente ricominciato a vivere. Per la seconda volta lo spazio berlinese ha accolto il più importante salone dedicato alla moda urbana, il Bread and Butter. Cafèbabel.com presenta tre iniziative innovative, tutte europee, dedicate alla moda.

Il L.O.C.K. (Labels Of Common Kin), un capannone nell’estrema zona ovest del Breed and Butter, quest’anno è il fulcro del salone. “The Original", l'originale, è il motto dell’appuntamento del 2010: concetto che qui al L.O.C.K. non potrebbe essere più appropriato. Karl-Heinz Müller, l’organizzatore dell’evento, che la scorsa estate ha deciso di portare la rassegna da Barcellona a Berlino, spiega che la tradizione rappresenta il nuovo lusso: «Il consumatore ama la storia. Gli piace l’autenticità del prodotto e vuole sapere da dove viene. La tradizione e l'artigianato sono più importanti delle tendenze di breve durata. Abbiamo definito questa teoria sulla base di uno studio condotto su tre firme europee».

Edsor Kronen (Berlin) – La ricerca della "verità"

«Provalo ancora», un ragazzo indossa con energia degli occhiali di marca e lascia scivolare tra le sue mani il caratteristico nastro rosso in una pila di tessuti dai colori vivaci. Tutto in pura seta italiana.

Dal 2010 il 27enne Jan-Herik M. Scheper-Stuke è il direttore vendite della Edsors Kronen – un’istituzione a Berlino. Dal 1909 l’azienda produce cravatte, papillon e foulard e ha vissuto il suo periodo d’oro durante i magnifici anni ‘20, un’epoca in cui veniva data molta più importanza agli abiti eleganti. Oggi vorrebbe riportare il cliente a quel magico decennio. La Kronen lavora a mano tutti i capi. La seta proviene dall’Italia e viene poi disegnata e tagliata su misura in Germania - per loro questo è essenziale. L’azienda impiega 30 dipendenti a tempo pieno, e tra i suoi clienti si annoverano non solo privati, ma anche grandi catene tedesche. Ma un tale metodo di produzione, in tempi di globalizzazione, è davvero redditizio?

«La qualità paga sempre», dice ottimista Scheper Stuke. L’azienda ha resistito bene alla crisi economica nel corso della quale le vendite sono rimaste pressoché costanti. Anzi, sembrerebbe che proprio grazie a questa condizione d’incertezza si sarebbe rafforzata la nostalgia per il durevole, il tradizionale e l’autentico. Almeno, così sostiene il responsabile dell’area Business Administration. «La gente ne ha abbastanza del consumo di massa e del livellamento in tutti i settori; le persone cercano qualcosa con la quale possano identificarsi, qualcosa che li spinga a dire “Questo sono io!”».

Wannabesociety (Lubiana): “Mostra quello che sei, mostra quello che vuoi essere”

All'altra estremità dell’aeroporto, nel settore Fashion Street, la Wannabesociety (da Lubiana) ha allestito il suo stand. Sono i primi e unici espositori dalla Slovenia, dice orgogliosa Tanja Kranjec. Rispetto ai giovani di Berlino Tanja è vestita in maniera anonima - si potrebbe quasi dire a bassa voce. Il suo top nero si adatta meravigliosamente con i puntini bianchi sullo sfondo: proprio dietro di lei sono esposte T-shirt bianche e nere con stampate parole come “Happy”, “Fresh” o “Headbanger“.

«Noi non facciamo moda in senso classico, - mette in chiaro Tanya fin dall'inizio - si tratta piuttosto di un concetto, di una filosofia». L'idea: dal database del sito www.wannabesociety.com il cliente sceglie la parola che meglio lo descrive, un desiderio, un'intenzione, un obiettivo. La parola scelta andrà a decorare T-shirt, magliette a manica lunga, pantaloncini sportivi e costumi da bagno: ovviamente in bianco e nero. Tutto il resto viene nascosto dal messaggio. I responsabili lo chiamano il “design invisibile“.

Per gli individualisti estremi che non trovano la parola giusta tra le 1309 presenti, esiste anche la possibilità di sottoporre le proprie proposte. Una volta accettata, la parola viene inclusa automaticamente nella cosiddetta “Word Chart” e la Hit List viene aggiornata con quelle più amate (“loved”, appunto).

L'idea della Wannabesociety non si limita alla stampa su T-shirt. Per loro è altrettanto importante l'aspetto sociale, afferma Tanya. Nel frattempo l'etichetta - fondata nel 2007 - ha raggiunto i quattro angoli del mondo, da New York a Kuala Lumpur. «Il nostro sogno è quello di mettere in contatto persone creative di tutto il mondo, persone per le quali il contenuto è più importante della forma».

Sébola (Lille): "La moda per l'anima"

Che la moda non segua solo criteri estetici è un dato che si riscontra anche nel giovane marchio Sébola. L’etichetta francese, originaria di Lille, ha installato il suo stand a pochi metri di distanza. «Elegante, funzionale, ecologica – la moda per l'anima», così descrive la sua filosofia il presidente dell'azienda, Loïc Pollet. Ormai alle soglie dei quarant’anni, Loïc Pollet porta con nonchalance le sue camicie e le sue tute sportive. Al collo indossa un medaglione d’oro che riporta la scritta: "L’eco-sostenibilità ci rende tutti vincitori".

Sébola (la <é> serve a ricordare le origini francesi della società), si cimenta in una progettazione eco-compatibile, un approccio ecologico globale, il cui obiettivo è quello di ridurre l'inquinamento dell'aria e dell'acqua e preservare le risorse naturali.

Ciò significa in poche parole che Sébola offre abbigliamento leggero e traspirante, fatto di poliestere riciclato e di cotone biologico al 100%, per uno stile di vita alla moda. Il cotone viene coltivato in Turchia e – per ridurre il consumo di risorse naturali e la produzione di gas a effetto serra – viene portato in Francia in nave. Nel corso della lavorazione l’impegno di Sébola è rivolto anche alla valorizzazione dell'industria locale. La produzione dei nuovi pezzi avviene a Roubaix, considerato il centro dell'industria tessile francese.

In Francia l'etichetta - che vende i propri prodotti tramite Internet e in una boutique parigina – ha già fatto parlare di sé. Per l'impegno in ambito ecologico la Sébola ha ottenuto l’Ethical Fashion Show 2008. «Il pensiero ecologico si è fatto largo negli ultimi quattro o cinque anni nel settore della moda - sostiene Loïc - tuttavia, si è maggiormente sviluppato in Germania e in Scandinavia. Da noi ci vorrà ancora un po’ prima che la gente comprenda che è più importante il confort dell’apparenza».

Foto di breadandbutter.com; Edsor Kronen; WNBS; Sébola/facebook. Video: ©sebolacollection; wannabesociety/Youtube.