Moby: suonare per proteggere l’ambiente

Articolo pubblicato il 21 settembre 2009
Articolo pubblicato il 21 settembre 2009
Cafebabel.com ha incontrato Moby a Stoccolma, a fine agosto 2009, al Play4climate.eu - una campagna per promuovere, presso i giovani, la protezione dell'ambiente. Intervista.

È un Moby sereno e tranquillo quello che incontriamo oggi in Svezia. Il deejay e cantautore newyorkese è molto cambiato dopo le sue attività nell’ultima campagna presidenziale statunitense e le sue chiacchierate sul clima con Al Gore. La sua ultima proposta musicale, Wait for Me, è intensa e immediata. L’artista newyorkese è a Stoccolma per discutere di ambiente nella campagna Play4Climate (Suonare per il clima, ndr). L’obiettivo è ambizioso: ottenere la partecipazione di 30 milioni di giovani tra i 15 e i 34 anni. Moby, alias Richard Melville Hall, vuole mantenere il nostro discorso sulle questioni ambientali: «È l’argomento più importante ora», afferma, «Più di ogni altra cosa!».

Spegni la rabbia e il pulsante di standby

(foto: ©play4climate.eu)Moby è stato spesso preso di mira, per il suo appassionato e profondo interesse e per la sua propaganda - iniziati quindici anni fa - a favore dell’ambiente e per la gravità della situazione climatica, argomenti che lo hanno sempre sconvolto. È vegano da ventidue anni e ora ha deciso di trasmettere il suo messaggio in modo più efficace. «Non si può essere solo arrabbiati» spiega, e sottolinea che la rabbia non fa passare il messaggio. Loda l’Europa per il suo impegno ambientale, ma condanna gli Stati Uniti che non hanno fatto abbastanza per sostituire la loro dipendenza dal petrolio, a solo vantaggio, ritiene, delle lobby petrolifere. «Spegni il pulsante di standby. Ne risulterà un risparmio di 200 euro a famiglia ogni anno», sostiene.Allerta, inoltre, sul potere delle ricche dittature petrolifere: «Mandare soldi in Venezuela non porta lavoro a Göteborg».

Moby ha le sue ben note idee politiche e la politica è in primo piano al Play4Climate, più della musica. L’artista parla spesso nei vertici internazionali dei flussi delle risorse globali e delle opere infrastrutturali nei paesi in via di sviluppo. Sostiene che oggi la musica può avere un ruolo importante nel legare la politica alla cultura e riconosce che «Non è facile destare interesse nelle persone per questioni che li riguarderanno tra dieci o quaranta anni». Parla a malincuore del consumismo. «Non è sbagliato il consumo di per sé. Si può controllare l’impatto ambientale. Ma, cosa dire a due miliardi di persone – non potrete avere automobili e frigoriferi come in occidente - Non si può consumare come facciamo attualmente, servono nuove tecnologie».

(Foto: ©play4climate.eu)Play4Climate è stato promosso dall’odierno Presidente dell’Unione Europea nella sua terra svedese. Moby e il suo gruppo hanno suonato in concerto a Stoccolma il 20 agosto e a Copenhagen.

Il prossimo grande evento per la campagna Play4Climate sarà a Budapest il 19 settembre, dove suonerà il gruppo indie rock britannico gli Editors.