Mittal attacca l’EurOPA dell’acciaio

Articolo pubblicato il 10 aprile 2006
Articolo pubblicato il 10 aprile 2006

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Con l’Opa ostile sul gruppo europeo dell’acciaio Arcelor, il suo concorrente indiano Mittal vuole consolidare la sua posizione nel mercato dell’acciaio. Ma è forte la resistenza degli europei.

La classifica 2006 della rivista Forbes mostra Lakshmi Mittal come il quinto uomo più ricco del mondo. Ma non è stato sempre tutto in discesa per l’attuale milionario. Nato nell’India del Nord, nello stato del Rajasthan, in un luogo senza elettricità ed acqua corrente, ha saputo trasfromare in circa tre decenni l’impresa di acciaio di suo padre in uno dei più grandi gruppi al mondo. Durante gli anni Settanta, in un periodo in cui il settore dell’acciaio attraversava una crisi profonda e quasi nessuno immaginava tempi migliori, Lakshmi Mittal cominciò ad acquistare e ristrutturare imprese dell’acciaio prima in Indonesia e poi nel resto del mondo. E negli ultimi anni gli incassi si sono ulteriormente moltiplicati grazie al boom dei consumi di acciaio in Cina.

L’acciaio, un settore frammentato

Ma è il più recente colpo di Mittal ad esser già ricordato come il suo più grande capolavoro. Il 27 gennaio ha annunciato, tra lo stupore degli osservatori del settore, di voler acquisire il suo più importante antagonista Arcelor per 18,6 miliardi di euro. Una fusione è esclusa. Si tratta piuttosto di “un’Opa ostile”.L’offerta di Mittal segue una chiara strategia. Poichè da molti anni l’industria dell’acciaio ha il problema di essere estremamente frammentata persino i piú grandi produttori hanno una piccola percentuale sul mercato mondiale. Questo fatto si fa ancora più evidente quando le imprese vogliono comprare le matarie prime come carbone e ferro o vendere i loro prodotti, per esempio all’industria automobilistica. Mentre i produttori Mittal e Arcelor finora rifornivano circa il 5% del mercato, i tre fornitori Cvrd, Bhp Billiton e Rio Tinto si dividono circa l’80% del mercato mondiale. Negli ultimi anni questo ha consentito loro di aumentare il prezzo del ferro di circa il 70%.

Questo è noto sia a Mittal che a Guy Dollé, il numero uno di Arcelor. Anche Dollé, infatti, parla da alcuni anni di un consolidamento del settore dell’acciaio. Entrambi sognano di poter dirigere un gruppo che superi la magica soglia dei 100 milioni di tonnellate di acciaio grezzo all’anno. Adesso sembra che Mittal possa raggiungere questo traguardo per primo.Gli osservatori del settore apprezzano la strategia di Mittal dal punto di vista del mercato finanziario,. La loro opinione è che i due gruppi siano complementari sia geograficamente che nella diversificazione dei prodotti. Mittal è presente in America del Nord. E dopo l’acquisizione di molte imprese dell’acciaio negli stati ex-comunisti, dalla Polonia al Kazakistan, è leader anche nel mercato dell’Europa dell’Est. I punti forti di Arcelor sono invece l’Europa Occidentale e l’America del Sud. Secondo gli esperti, quanto a qualità, i due gruppi sono distanti di alcuni anni. In questo campo spicca il vantaggio di imprese tradizionali dell’Europa Occidentale quali Arbed, Aceralia e Usinor che avrebbero poi dato vita nel 2001 ad Arcelor. Con l’acquisizione di Arcelor, Mittal potrebbe offrire in futuro una più vasta gramma di prodotti e migliorare la qualità dell’acciaio. Le sinergie raggiungerebbero il miliardo di dollari.

“Arcelor si difende dal gruppo anglo indiano”

Tuttavia queste sinergie fanno suonare il campanello d’allarme presso i lavoratori. Mittal sta già riducendo il personale. Dei 155.000 occupati, circa 45.000 dovrebbero perdere il loro posto di lavoro entro il 2010. Le preoccupazioni degli attuali 98.000 lavoratori nelle imprese Arcelor sono pertanto comprensibili e non sorprende che ci siano molte resistenze nei confronti del piano di Mittal. Francia, Spagna e Lussemburgo in particolare – dove sono localizzate le imprese più grandi – e dove è presente anche la sede del gruppo, stanno cercando di ostacolare l’acquisizione di Arcelor. In Francia e Lussemburgo sono già state approvate delle leggi, ed altre ancora sono in programma, per rendere più difficile la pericolosa acquisizione.

Guy Dollé spera di poter evitare l’Opa ostile. «Arcelor e Mittal non sono compatibili» dice. E se lui stesso definisce Arcelor “l’Airbus dell’acciaio” diventa chiaro che la lotta per l’acquisizione riguarda anche delle questioni simboliche. Se Arcelor dovesse essere inglobato dall’arrampicatore Mittal sparirebbe anche qualcosa di quella politica industriale che era cominciata nel 1951 con la fondazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, il cui successo più importante sarebbe poi stato la costruzione dell’Airbus. Lakshmi Mittal non capisce queste resistenze e definisce le azioni di boicottaggio come “razziste”.

Ma alla fine Mittal potrebbe spuntarla. Finora le previsioni di guadagni più alti hanno convinto gli investitori. In tal modo Mittal arriverebbe alla testa di un gruppo globale nel quale gli interessi nazionali o europei non avranno quasi alcun peso. E la concentrazione nel settore dell’acciaio farà il suo corso.