MIRO CERAR: VENTATA DI ARIA FRESCA O DI "AFFARI"? 

Articolo pubblicato il 15 agosto 2014
Articolo pubblicato il 15 agosto 2014

Avvocato ed esperto legale, professore universitario e autore, musicista, consulente per il governo, atleta, figlio, marito e padre. Tutto questo potrebbe descrivere la figura del Dr. Miro Cerar, ma a maggio si é aggiunto un ruolo nuovo, quello di politico. Come è arrivato fin qui? Approfondimento sull'homo novus della politica slovena.

Miro Cerar è un candidato insolito a Primo Ministro della Slovenia. Sport, legge e politica hanno fatto parte della sua infanzia, in qualità di piccola celebrità per via dei suoi famosi genitori. È nato il 25 agosto 1963 a Lubiana da uno dei migliori ginnasti del paese, Miroslav Cerar e da Zdenka Cerar, pubblico ministero e prima donna slovena a ricoprire la carica di Ministro della Giustizia. Anche suo padre era un avvocato, ma è più noto per i suoi successi atletici: tre medaglie olimpiche, sette campionati del mondo e nove medaglie ai campionati europei, nonché uno dei fondatori del Comitato Olimpico Sloveno. Sua madre era vice presidente del partito politico Liberal Democratico, ma anche due volte campionessa nazionale di ginnastica. Da bambino, Miro non aveva molto talento nella ginnastica, perciò giocava a pallacanestro a cui si dedica ancora coi suoi figli. Tuttavia non era coinvolto solamente nello sport, frequentava la scuola di musica, dove ha imparato a suonare la fisarmonica, e, più tardi, la chitarra. All’università aveva anche una band chiamata Alan Ford.

Ad ogni modo é lui con il suo Miro Cerar's Party, il vincitore delle elezioni slovene.

Dopo aver studiato legge all’Università di Lubiana è diventato assistente professore. Nel 1990 ha avuto l’opportunità di collaborare alla stesura della Costituzione della Repubblica Slovena e in seguito altre importanti legislazioni. Oggi è professore a tempo pieno alla Facoltà di Legge e un rinomato autore e studioso, con un’esperienza nel 2008 come professore della Fulbright in visita alla Golden State University di San Francisco. Per il suo lavoro ha ricevuto diversi riconoscimenti, fra cui miglior insegnante alla Facoltà di Legge, tre volte come il più illustre esperto legale sloveno e selezionato dodici volte come uno dei giuristi più influenti in Slovenia.

È uno di quei tanti politici non di professione che stanno alimentando un fenomeno ricorrente nei paesi europei negli ultimi anni. La loro popolarità viene principalmente dal non avere un passato politico che solitamente è legato a corruzione, leggi fallimentari, cattivo governo, affossamento del debito del paese e aumento delle tasse. Queste figure non sono legate all’aggravarsi della crisi ma rappresentano un volto nuovo e una speranza per il paese. Cerar ha fatto ufficialmente il suo ingresso nella politica slovena il 2 giugno quando ha fondato il suo partito, chiamato, non a caso, Partito di Miro Cerar (SMC). Dal principio i sondaggi elettorali hanno stimato che avrebbe ricevuto più del 30% dei voti. 

E secondo lo stesso candidato il successo fra i cittadini deriva dal fatto che egli è un volto nuovo con un partito nuovo. La gente percepisce Cerar come l’ultima chance in Slovenia. Il Partito di Cerar non ha una storia fatta di promesse non mantenute e l'elettore medio associa il suo leader e gli altri membri del SMC come commentatori credibili degli eventi politici. È interessante che il 41% dei candidati presentati sulla lista elettorale abbia una laurea magistrale o un dottorato, una percentuale molto più alta di quella degli altri concorrenti. Ci sono molte previsioni, ma Cerar non vuole rilasciare nomi. Il SMC è un partito di centro, convinto che distinguere i partiti di sinistra e di destra crei solo delle divisioni ideologiche. Una tale strategia aprirebbe le porte a moltissime intese. Se il credo del partito é la combinazione di elementi di sinistra e di destra, la priorità è guidare la Slovenia fuori dalla crisi e contribuire a elevare in qualche modo la cultura politica e giuridica.

Ma perché entrare in politica? Cerar era molto vicino agli ambienti politici sin dai tempi delle consulenze offerte all’Assemblea Nazionale. Ma un anno fa la svolta: ben quattro formazioni politiche lo hanno invitato a unirsi a loro. Gli è stato persino offerto un posto nel possibile ‘progetto di governo’ dopo la caduta di quello targato Janez Janša nel 2013. Allora non era il momento propizio per scendere in campo, ma quello in cui osservare da vicino l'azione del governo per portare la Slovenia fuori dalla crisi, mentre, nel frattempo, riuniva attorno alla sua figura un gruppo di persone con le quali condivide visioni sul futuro del paese. La Slovenia aveva bisogno di un partito politico alternativo che guidasse il paese fuori dalla crisi e risolvesse le divisioni politiche. Di qui la decisione di concorrere alle elezioni con uno slogan twittato sul suo profilo personale: “L’apparenza è vuota, se non c’è contenuto.” Soltanto nei prossimi tempi vedremo se dietro la facciata di Cerar c’è una reale sostanza che si riveli positiva per il futuro della Slovenia.