Milano: week end dedicato ai vegani

Articolo pubblicato il 05 novembre 2016
Articolo pubblicato il 05 novembre 2016

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Villa Arconati, stand e piatti verdi per una filosofia che ha conquistato l’1% della popolazione italiana con un fatturato annuo di 320 milioni di euro - redatto da Daniele D'Amico

Mondo Vegano

Da questa mattina nella bellissima cornice di Villa Arconati è possibile gustare cibo senza ingredienti di origine animale e prevalentemente biologico. Al bar si potranno inoltre provare dolci, estratti di frutta e verdura o bere birra artigianale. Tra tutte le proposte anche quelle senza glutine e crudiste. Ma se il cibo sembra al centro del festival, in realtà il cuore pulsante di questo evento sono le numerose conferenze e i seminari su come aiutare gli animali, su autoproduzione e cucina, alimentazione, ma anche i momenti di gioco e coinvolgimento per bambini. «Il MiVeg cerca di coniugare scelte etiche e vita quotidiana, impegno sociale e buon cibo. Perché i cambiamenti arrivano sempre da strade diverse e ognuno deve trovare la sua» affermano gli organizzatori.

Organizzazione

Nello spazio stand sono presenti 70 espositori tra associazioni di volontariato e aziende che hanno deciso di dedicarsi solamente a prodotti crueltyfree. Nella Limonaia della villa oltre ai workshop sono presenti delle toccanti mostre fotografiche. Questa sera la Sala Pompeo ospiterà l’acclamato spettacolo teatrale “La carne è debole”, di Giuseppe Lanino. Focus importante è quello sull'alimentazione vegana nello sport con Simone Iannone, sportivo e Dottore in Scienze Alimentari, ma anche di alimentazione vegana per gli animali domestici, con la veterinaria e nutrizionista Mara Di Noia.

Verrà inoltre presentato in anteprima il libro “Cowspiracy, il segreto della sostenibilità”, approfondimento legato all’omonimo documentario prodotto da Leonardo Di Caprio. 

Troppi pregiudizi

 «Non siamo estremisti, né conduciamo una vita triste e assurda priva di rinunce. Siamo solo persone attente alla salute degli animali e dell’ambiente, oltre che alla nostra ovviamente». Claudio Pomo, responsabile dell’associazione Essere Animali, spazza via così i pregiudizi su un mondo, quello vegano, che conquista sempre più italiani, l’1% della popolazione segue questo stile alimentare, e ha un fatturato annuo di 320 milioni di euro. Per vegani e non, è l’occasione per capire meglio la filosofia di vita della Vegan Society, nata per volere di un insegnante inglese nel 1994 dopo l’abbandono della Vegetarian Society.

Sempre più vegani 

Il profilo del vegano italiano tipico non rispecchia una classe sociale medio alta, come spesso si crede, ma è certamente una persona culturalmente molto attenta a quanto viene pubblicato in questo settore. «I vegani effettivamente sono più presenti nel Nord Italia», commenta Pomo. «Forse perché c’è stata una maggiore penetrazione delle alternative che possono esistere a livello alimentare e di stile di vita». Il successo dei prodotti vegan presenti nelle grandi catene di distribuzione lo dimostra. «Io sono vegano da 22 anni e allora solo poche aziende vegan friendly offrivano alimenti non di origine animale. Ora, grazie alla diffusione nei supermercati tradizionali, oltre il 40% degli italiani è interessato a provare una dieta priva di carne e pesce».