Milano raccontata dai sotterranei

Articolo pubblicato il 02 maggio 2014
Articolo pubblicato il 02 maggio 2014

Da un'i­dea di Gio­van­ni Espo­si­to nasce Mi­la­no Un­der­ground, web­ se­ries che rac­con­ta la città meneghina da una pro­spet­ti­va ine­di­ta, quel­la dei sot­ter­ra­nei me­tro­po­li­ta­ni.

Milano Underground prende vita nei sotterranei e si tratta di un vero e proprio esperimento di film making che ha come ambientazione i binari e le stazioni della metropolitana meneghina. Nata da un'idea del regista 34enne Giovanni Esposito e finanziata da One Production e Bananas, la serie si sviluppa in quattro episodi curati alla regia che annovera anche Chiara Battistini, Marco Chiarini e Cosimo Alemà.

L'idea centrale del progetto, basato sulla logica del Crowdsourcing come recita il video promo che segue, è quella di "infiltrarsi" nelle giornate e nelle vite dei migliaia di passanti che, con la loro seppur fugace presenza, entrano direttamente nel casting e di partecipano alle principali fasi di ripresa. Il pubblico è quindi parte fondamentale dei primi quattro episodi 'autoconclusivi' che nascono e si concludono nell'arco della stessa giornata.

Incuriositi, abbiamo raggiunto il creatore Giovanni Esposito che, con grande disponibilità, ci ha raccontato cosa si cela dietro a Milano Underground.

Viaggio nella Milano sotteranea

L'idea di dar vita a questa mini web-series, come ci racconta lo stesso Esposito, ha origini da un viaggio fatto a Londra: "Spostandomi nella metropolitana londinese mi accorsi che ogni persona aveva con se una storia, e che il contesto 'underground' era perfetto e molto suggestivo per poterle raccontare. L'intento," continua il creatore, "è quindi quello di raccontare la città a partire dalle fondamenta, e quale luogo migliore se non quello delle sovraffollate e misteriose stazioni metropolitane? Come scrisse Marc Augé, la metropolitana è il 'non-luogo' per eccellenza. È un gran contenitore in cui tutto può accadere. Con i nostri primi quattro episodi abbiamo voluto sottolineare proprio questo aspetto". Tra turisti persi nelle trame delle cartine geografiche, uomini di affari assorti nei loro conti, giovani e meno giovani alle prese con smartphone e tablet, chiediamo quindi a Giovanni se ha alcuni aneddoti metropolitani da svelarci. "La rete metropolitana è piena di segreti, ma è giusto che molti rimangano tali. Noi siamo stati fortunati," ci racconta entusiasta, "e abbiamo avuto accesso a molte aree ristrette ai soli dipendenti. È difficile immaginarlo, ma credetemi, c'è tutto un mondo lì sotto! Ho visto tantissime volte il Duomo, ma viverlo 'dal basso' delle sue cripte è un'esperienza completamente diversa".

Un punto di incontro e di passaggio

Se è vero che la metropolitana nell'immaginario collettivo rappresenta un luogo frenetico, claustrofobico ed estremamente routinario, Esposito ci rassicura che "guardando la serie ci si allontana molto dallo stereotipo claustrofobico, buio e nauseabondo che la metropolitana negli anni si è guadagnata. Noi," prosegue, "abbiamo presentato la location per quello che è: un punto di incontro e di passaggio. Paradossalmente avremmo potuto realizzare la serie ovunque, ma ci sembrava suggestivo e metaforicamente più interessante raccontare la città dal profondo delle sue radici". Un ruolo importante nel progetto l’hanno avuto proprio i passanti, alcuni dei quali coinvolti direttamente negli episodi. E Il regista ci racconta anche uno degli aspetti più interessanti delle riprese. "Attorno al set c’era grande curiosità. Molti si fermavano a osservarci lavorare, altri addirittura hanno preso parte alle riprese come comparse. È stato il vantaggio di lavorare in un set ‘aperto’ e in uno spazio ‘di tutti’. Inoltre è sempre stimolante vedere come l’occhio di un regista riesce a tramutare l’ordinario in straordinario".

Viene quindi da chiedersi se l'idea di esportare il format di Milano Underground ad altre metropoli europee gli sia già venuta in mente. "Non solo vorrei, ma vi dirò di più: ci sto già lavorando! Il progetto nasce con questo intento. La prima stagione," conclude, "è solo il primo passo di un lungo percorso che, sottoterra, ci porterà a raccontare le città del mondo". Prossima fermata? "Continuate a seguirci e lo scoprirete presto. Non posso ‘spoilerarvi’ nulla, solo dirvi che alcuni indizi sono già sparsi nella prima stagione".