Migrazione: l'UE può porre fine a questa tragedia?

Articolo pubblicato il 27 giugno 2017
Articolo pubblicato il 27 giugno 2017

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Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo,  ha promesso una soluzione al problema migrazione prima dell'ultimo Consiglio Europeo. Nonostante ciò, nessuna novità è stata presentata durante i due giorni di negoziazioni. Tusk, Presidente del Consiglio dell'UE, ha affermato che "la situazione resta critica" e che la UE manterrà il suo impegno per contenere il flusso migratorio. 

Il Consiglio Europeo di quest'anno ha riunito gli stati membri sotto il segno dell'unità, con il conclamato intento di una stretta collaborazione tra il Cancelliere tedesco Angela Merkel  e il presidente francese Emmanuel Macron. Nonostante ciò, non è stata annunciata nessuna novità riguardante l'annoso problema della migrazione. Macron ha affermato che "non è un problema di pochi paesi ma una sfida per tutti noi che necessita una risposta comune".

Proprio quello che il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha chiesto ai paesi membri. Facendo riferimento alla differenza di impegno verso il fondo fiduciario africano, ha insistito affinché contribuissero tutti allo stesso modo. Contro Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia sono state rinnovate le sanzioni, poiché non stanno seguendo i dettami della UE. Il Fondo Fiduciario Europeo d'Emergenza per l'Africa è stato lanciato nel 2015 durante il summit de La Valletta sull'immigrazione. L'idea è quella di intervenire con soluzioni concrete per risolvere i problemi legati all'immigrazione, promuovendo l'economia e le uguali opportunità.

La UE deve continuare a cooperare con quei paesi africani dai quali provengono i migranti, oltre a dare un contributo per l'addestramento delle guardie costiere italiane e libiche. Gli stati membri proseguiranno il loro Rinnovato Piano d'Azione sul Rimpatrio, che permette loro di decidere chi ha il diritto di rimanere e chi deve tornare nel proprio paese.

Prima del summit, sono stati pubblicati una dichiarazione firmata da 17 ONG e una lettera aperta firmata dall'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici e dal Gruppo dei Verdi. Entrambi i documenti, in poche parole, criticano il modus operandi della UE e chiedono degli interventi sensibili e immediati. La proposta delle ONG si concentra sulla necessità di un piano comune tra i paesi, una strategia che dovrebbe essere "preparata e supportata in modo adeguato, concreta, sostenuta dai paesi e sviluppata assieme ai partner più importanti". Mentre gli stati della UE stanno concentrandosi nel chiudere le rotte migratorie più pericolose che conducono all'Europa, le ONG ritengono sia "necessario aumentare e migliorare le rotte migratorie, rendendole più sicure". Il loro auspicio si basa sulla consapevolezza che i migranti continueranno a cercare qualunque modo e qualunque strada per raggiungere l'Europa, nella speranza di migliorare la propria vita. Le regole attuali li spingono ad affrontare un viaggio molto pericoloso e ad entrare in contatto con gli scafisti. Non è la prima volta che le ONG pubblicano una dichiarazione prima di un Consiglio Europeo, condannando le azioni e le politiche messe in atto dagli stati membri, sebbene esse siano sempre state ignorate. 

Dopo il summit, non è chiaro il motivo per cui Tajani abbia promesso una svolta sulla questione. Persino se Juncker spingesse affinché i suoi colleghi contribuiscano maggiormente al Fondo, il risultato non rappresenterebbe una novità nè alcuna modifica nel modus operandi europeo. Inoltre non è chiaro se le politiche della UE stiano facendo la differenza o se, al contrario, stiano fallendo come affermato dalla dichiarazione delle ONG e dalla lettera aperta di alcuni partiti. Una cosa è chiara, i migranti continuano a rischiare le loro vite per raggiungere le terre del Vecchio Continente e gli stati dell'Unione Europea, fino a dove possono spingersi, devono trovare un modo per aiutarli.