Migranti : l'Europa continua a fuggire dalle sue responsabilità

Articolo pubblicato il 26 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 26 ottobre 2016

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(OPINIONE) - Mentre i leader europei si sono riuniti per discutere ancora della questione dei migranti, si impone un bilancio : nessun passo avanti è stato fatto. Nonostante l'allerta lanciata prima dell'estate da 129 ONG che si occupano di diritti umani, i capi di Stato e di governo persistono nella loro mancanza d'umanità in materia di politiche migratorie

Nonostante l'allarme lanciato prima dell'estate da ben 139 ONG che si occupano di diritti umani, i capi di stato e di governo persistono nella loro mancanza di umanità in materia di politiche migratorie. Come ha dichiarato François Hollande, presidente della Repubblica francese, i leader europei si sono occupati della questione delle migrazioni sotto due aspetti : « controllo delle frontiere » e « cause che provocano le migrazioni »

UE-Tuchia : Un accordo contrario ai valori europei è sul punto di esplodere

Nella prospettiva di lottare contro gli attraversamenti irregolari delle frontiere, gli stati europei hanno chiesto di mettere in campo nuovi elementi per l'applicazione dell'accordo siglato con la Turchia lo scorso marzo. Essi considerano in effetti il processo « sotto controllo » nella misura in cui ha permesso di ridurre nettamente gli arrivi dei migranti dal Mar Egeo.

Quello che dimenticano di dire, è che l'accordo ha contribuito ad aggravare una crisi umanitaria eccezionale sulle coste turche e sulle isole greche. Migliaia di persone, che per la maggior parte fuggono dalle persecuzioni dei loro paesi di origine - in parte legate alle politiche occidentali - nel Vicino e Medio Oriente, si sono ritrovate bloccate e hanno incontrato ostacoli importanti nelle domande di richiesta d'asilo, che costituiscono un loro diritto. Quello stesso diritto che tutti gli stati europei si sono impegnati a rispettare nei testi di diritto internazionale.

Occorre anche tenere a mente che l'accordo UE-Turchia è sul punto di andare in fumo. Mentre si era convenuto che la Turchia, in cambio della sua cooperazione, avrebbe ottenuto una liberalizzazione del regime dei visti per i suoi cittadini, l'UE rifiuta ancora oggi di ottemperare alla propria parte. Gli europei desiderano in effetti che siano soddisfatte un certo numero di condizioni, soprattutto in riferimento alla politica anti-terrorismo del presidente Erdogan, che si mostra poco rispettoso per quel che riguarda i diritti umani. Quanto a lui, egli ha precisato nel maggio scorso : « L'UE ci chiede di modificare la legge anti-terrorismo. Ma allora in questo caso diremo: 'Noi andremo dalla nostra parte e voi dalla vostra' ». Un vicolo cieco e un'atmosfera di déjà-vu per i numerosi vertici europei in cui questa questione non è stata risolta.

La politica estera europea al servizio degli obiettivi migratori

Nonostante il fallimento programmato di questo accordo, gli europei vogliono allargare questo genere di pratiche e soprattutto permettere la creazione di partnership con i paesi africani. Chiamando ad utilizzare « tutti gli strumenti, pratici e politici » per combattere contro gli attraversamenti irregolari delle frontiere, i leader europei non nascondono più di voler aggiustare il tiro di politiche tradizionalmente separate dalle questioni migratorie per impedire alle persone di arrivare. Questi accordi hanno per obiettivo la concessione ai paesi africani di vantaggi, soprattutto commerciali, in cambio della loro cooperazione in materia migratoria. Si parla anche di utilizzare i fondi di sviluppo inviati a questi paesi per creare delle condizioni economiche e sociali migliori in loco, così da spingere la popolazione a restarvi.

Questo atteggiamento è estremamente problematico. In primo luogo, niente prova che sarà efficace. Al contrario, gli studi tendono a mostrare che non sono gli strati più poveri della popolazione che migrano, ma quelli che possiedono un minimo di mezzi. Migrare è un diritto, ma può anche rivelarsi una scelta obbligata : nel momento in cui gli individui sono costretti a compiere tale scelta, è evidente che l'UE deve contribuire a migliorare le loro condizioni di vita affinché possano allo stesso modo esercitare il loro diritto di restare nel paese d'origine. Ma il motore della politica di sviluppo dei paesi occidentali non dovrebbe avere la prospettiva di impedire la mobilità delle persone. Essa dovrebbe al contrario essere basata su una solidarietà internazionale tra i popoli nel mondo globalizzato.

Inoltre, questa politica è irresponsabile: gli stati europei fanno ricadere apertamente le loro responsabilità di accoglienza dei migranti su paesi più poveri e più vulnerabili. Occorre dunque precisare che questo genere di accordi possono rivelarsi pericolosi per le popolazioni dei paesi interessati. Alcune ONG hanno puntato l'attenzione, infatti, sui rischi di un indirizzo dei fondi concessi in questi accordi migratori verso scopi contrari ai diritti umani. E' stata criticata in particolare la concessione di fondi europei al Sudan, le cui violazioni dei diritti umani sono state denunciate da Amnesty International

Questa presa di posizione del Consiglio Europeo, che non ha nulla di nuovo, va ad aggiungersi alla lunga lista di misure europee tese a ridurre il numero di arrivi e aumentare il numero di espulsioni - tra cui, i corpi di agenti doganali e guardiacoste europei attivi dal 6 Ottobre. Gli obiettivi sono chiari : si tratta di ricevere il minor numero di persone possibili, anche se questo richiede di non rispettare quegli stessi valori che si rivendicano.

A quando una vera politica migratoria europea che sia finalmente basata sulla solidarietà - degli europei tra di loro e degli europei verso il resto del mondo ?