Migranti: immagini contro gli stereotipi

Articolo pubblicato il 10 luglio 2017
Articolo pubblicato il 10 luglio 2017

Attraverso la sua esposizione « Les Traversées » («Le traversate»), la fotografa francese Aglaé Bory mostra i migranti da un'altra angolatura. Dalla giungla di Calais alle sponde turche, i suoi scatti tracciano una realtà complessa, piena d'umanità.

cafébabel: Perché hai scelto di lavorare sui migranti?

Aglaé Bory: Da vari anni sono direttamente interessata alla tematica in quanto cittadina. Faccio parte di un collettivo di fotografi, France territoire liquide, e siamo stati contattati per lavorare con l'associazione l’Auberge des migrants, che opera in quella che chiamano «la giungla di Calais». Ho accettato la proposta e ho prodotto la serie «Les invisibles» («Gli invisibili»).

Dopo questa serie volevo continuare a lavorare sui migranti. Così ne ho creata un'altra, «Les mers intérieures» («I mari dentro»), sul tema dell'esilio. Le foto sono state scattate in Turchia. Sono un dialogo silenzioso tra le persone e il mare. Le due serie «Les invisibles» e «Les mers intérieures» sono confluite in un'esposizione presentata a Arles, dal titolo «Les traversées».

Cafébabel: Che cosa vuoi mostrare con le tue foto?

Aglaé Bory: Con il mio lavoro ho voluto rimettere l'umanità al centro del problema della migrazione. Tendiamo a dimenticarci di queste persone: quello che volevo fare era restituirgli una visibilità e ridargli la dignità perduta durante la traversata e durante l'accoglienza che ricevono in Francia. Dargli un volto significa lottare contro la cecità che può colpire ognuno di noi. I migranti non solo soltanto una questione politica, sono prima di tutto una problematica umana.

 Cafébabel: Come hai incontrato i migranti?

Aglaé Bory: Il progetto a Calais si è svolto tra giugno e ottobre 2016. Ero accompagnata da altri due fotografi, con cui abbiamo realizzato delle sessioni a Calais, circa due al mese. Gli incontri erano organizzati dall'associazione l’École du chemin des dunes, che ci ha anche ospitati durante i nostri soggiorni lì. Siccome faccio ritratti, ho fotografato solo le persone che volevano partecipare.

Cafébabel: Qual è stato l'incontro che ti ha colpito maggiormente?

Aglaé Bory: Quello con Magdi, un ragazzo sudanese di 25 anni della comunità dei Masalit, una tribù del Darfur. Il suo sogno è diventare portavoce del suo popolo, che subisce le persecuzioni. Ha un'aura particolare e l'anima di un leader. Aspira a intervenire a livello internazionale a nome del suo popolo. La sua sarà una lunga strada, ma io continuerò a seguirlo.

Dopo lo smantellamento della giungla di Calais, è stato trasferito in un centro di accoglienza a Lançon e si occupa delle pratiche della sua richiesta d'asilo. Dall'introduzione del regolamento di Dublino III, i migranti sono obbligati a chiedere l'asilo nel primo Paese europeo in cui sono giunti. Per Magdi, come per tanti altri, si tratta dell'Italia.

Cafébabel: Lavorando a Calais, come hai percepito il rapporto tra i migranti e la gente del posto?

Aglaé Bory: La società civile mi ha impressionata. Ha compensato le carenze dello Stato: grazie ai volontari è stato possibile mantenere un livello minimo di dignità (forniture di cibo, informazioni...). I profughi non hanno mancato di inventiva. Quando le persone sono insieme c'è sempre molta creatività. Sono riusciti a ricrearsi una vita, dei luoghi dove socializzare e mangiare. Mi dispiace che le ruspe abbiano distrutto tutto.

Cafébabel: Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Aglaé Bory: Continuerò a lavorare sui migranti. Creerò una serie fotografica a lungo termine, idealmente per un anno, che si chiamerà «farniente». Voglio confrontare due realtà del Mediterraneo: quella dei villeggianti e quella di coloro che attraversano il mare. Si tratterà di fotografie scattate sulle sponde di un mare che è teatro di una duplice realtà; andrò in Italia, in Sicilia, visiterò poi il sud della Francia e la Grecia. Sarà un doppio modo di vedere il concetto di « farniente »: la dolcezza dell'ozio e il fatto che non si faccia nulla per i migranti.

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Alcuni scatti di Aglaé Bory saranno assegnati come premi in occasione di una tombola organizzata l'8 luglio 2017. I proventi saranno donati all'associazione SOS Méditerranée.