Michel Houellebecq: la "sottomissione" della Germania

Articolo pubblicato il 23 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 23 gennaio 2015

Cosa affascina tanto i tedeschi dell'autore-scandalo MIchael Houellebecq, il cui romanzo politico Sottomissione ha venduto 100mila copie sul mercato tedesco a soli tre giorni dalla pubblicazione?

Ci sono cose che i tedeschi semplicemente non capiscono dei francesi, e viceversa. Per esempio, i tedeschi si chiedono come facciano i francesi a consumare quotidianamente pasti di diverse portate pur non essendo grassi (o almeno, pur essendo meno grassi degli altri: un mistero, questo, per il cui svelamento si spendono un sacco di soldi). I francesi, invece, sono irritati dal successo che l'autore-scandalo Michel Houellebecq sta riscuotendo presso i vicini. I francesi ormai si sono abituati a lui, ma per favore! Cosa ci trovano i tedeschi in questo scrittore dall'aspetto alquanto malsano? 

Una disperazione senza fine accompagnata dalla noia

In realtà la Germania ama Houellebecq non solo dalla pubblicazione dell'immediato bestseller Sottomissione (pubblicato il 16 gennaio) alla cui popolarità avranno in una certa misura contribuito i fatti di cronaca. Nel suo romanzo l'autore riserva al suo protagonista, lo studente François, e alla Francia un futuro grigio dopo che, alle elezioni presidenziali del 2022, a vincere contro il Front National di Marine Le Pen è un partito islamico moderato.

No, già nel 2005 Particelle elementari era stato girato in Germania (Berlino) da un regista tedesco con attori tedeschi. L'intera trama è diventata improvvisamente tedesca. Forse un primo indizio del perché Houellebecq da noi è così amato: evidentemenente, per lui e per le sue opere letterarie non esiste un equivalente tedesco.

"Particelle elementari" di Oskar Roehler  (2006)

Nessuno scrittore di mezza età scrive di uomini di mezza età che hanno un rapporto strano con le donne in generale e in particolare con la propria sessualità, come fa Houellebecq. Il tema principale dei suoi libri è una disperazione senza fine, accompagnata dalla noia. I suoi protagonisti sono spesso disadattati sociali di ogni tipo, che però non sopportano nemmeno se stessi. 

I tedeschi amano soprattutto questo: il fatto che venga dalla Francia e che quindi appaia in qualche modo molto intellettuale e audace. Houellebecq è l'immagine dell'intellettuale pubblico, e in Germania non ce ne sono così tanti (e di quelli che, oltre ad avere un peso letterario, si immischiano in dibattiti politici spesso si pensa che farebbero meglio a lasciar perdere).

Très français

Houellebecq ha soprattutto il merito di non essere tedesco. Incarna quello che i tedeschi considerano tipicamente francese: sigaretta in bocca, un'espressione di noia esistenziale in faccia, vestito in modo sciatto e con un'aura misteriosa. Sul suo intervento di lunedì a Colonia, Die Zeit scrive che Houellebecq sembrava«un inscenamento del suo stesso romanzo, ovvero: trasandato, il volto stropicciato, il parka sciupato, pantaloni troppo corti e una camicia di jeans sformata. La personificazione dell'Ennui». Ah questi, francesi. Così anticonformisti e annoiati!

Secondo il Feuilleton tedesco, l'atteggiamento del letterato francese durante la sua visita sembrava un po' dire «non mi importa niente di niente».  Alla fine ci si aspettava delle risposte da quest' uomo vestito male, da quello che ha scritto il romanzo del momento e che è osannato dai critici letterari: Allora, Monsieur Houellebecq, cosa dice ora dell'Islam in Francia?

Stupidamente, l'autore stesso non ha la minima voglia di rispondere a domande del genere. Il Süddeutsche Zeitung nota che «quando si tratta di politica, Houellebecq diventa curiosamente negligente. Vale a dire che qui non si assume la responsabilità, neanche quando ci ha scritto un romanzo, di maneggiare questo detonantore politico». Piuttosto deludente per il francese che il mondo considera successore di Sartre e di Foucault (bisogna ammettere, però, che almeno con Sartre ha in comune il pessimo gusto in fatto di vestiti).

I libri? Abbastanza buoni

Quindi cos'è che piace tanto ai tedeschi di Michel Houellebecq? Probabilmente questo Je ne sais quoi, di cui i francesi sono provvisti dalla nascita. E beh, il fatto che Houellebecq scriva libri abbastanza buoni, che a volte infastidiscono, ma che nello stesso tempo fanno riflettere, sicuramente non è secondario.

Conclusione: prendiamo un francese vestito in modo trasandato, con la luna storta e una sigaretta in bocca, aggiungiamoci il talento letterario e un fiuto per i temi scandalosi, e poi un pizzico di arroganza, come anche un atteggiamento apertamente disturbato nei confronti delle donne e della sessualità, ed ecco pronto lo scrittore preferito dei tedeschi.