Michael Gove: il ministro britannico che sfida i professori

Articolo pubblicato il 28 novembre 2013
Articolo pubblicato il 28 novembre 2013

A dispetto delle critiche, il ministro dell’Istruzione britannico, Michael Gove, ha portato avanti con determinazione un piano di riforma complessivo del sistema scolastico che presenta molte sorprese e colpi di scena. Cosa ci riserveranno i prossimi mesi del suo mandato?

È una figura così controversa da appartenere, paradossalmente, alla schiera dei ministri più amati della coalizione liberal-conservatrice. Il ministro dell'Istruzione, Michael Gove, sostiene che il sistema scolastico inglese stia perdendo colpi, ma che, allo stesso tempo, sia pronto a riconquistare la sua credibilità agli occhi del mondo. Se abbia visto giusto o no, poco importa: Gove non perde occasione di stupirci con il suo talento da grande riformatore. 

UN MINISTRO CHE DA FILO DA TORCERE

La lista infinita delle sue riforme tocca le aree più importanti del sistema educativo: dalla direzione scolastica, alla gestione degli esami, al percorso formativo. Le misure che ha attuato quest'anno nella scuola elementare, spiccano il volo a dispetto di quanto atteso dai risultati di una ricerca della University of Cambridge. Le riforme sono state concepite mantenendo un occhio vigile sulla concorrenza, dato che le classifiche internazionali preoccupano sempre di più il sistema britannico che continua a perdere posizioni in questa graduatoria. 

La concorrenza internazionale ha dato a Gove lo stimolo per dare una veste rinnovata all'amministrazione scolastica. Ispirandosi in larga misura al modello svedese, il Ministro inglese ha riformato la gestione degli istituti privati, finora non soggetti al controllo del governo locale. Questi istituti dipendono dal ministero dell'Istruzione e non hanno alcun obbligo di seguire percorsi formativi prestabiliti, né di rispettare i requisiti di qualità dell'insegnamento o gli standard nutrizionali validi per le scuole pubbliche. Il Ministro conservatore è stato il maggior sostenitore degli istituti privati da quando hanno visto la luce durante la precedente amministrazione laburista. I risultati dell'indagine condotta dall'OFSTED (Office For Standards in Education) hanno cercato di incentivare la nascita di istituti privati mostrando l'effettivo calo di popolarità di alcune scuole pubbliche. Appare evidente che Gove saprà sfruttare l'occasione per portare acqua al suo mulino. 

LE FALLE DEL SISTEMA SVEDESE

In realtà, il sistema educativo svedese tanto idolatrato da Mr. Gove, non ha ancora dato i suoi frutti. Nel 1992, in Svezia è stato adottato un sistema scolastico che permetteva ai genitori di ottenere dei voucher per garantire l'accesso dei loro figli all'interno di scuole gestite da società a scopo di lucro. Gove, al contrario, ha dato uno stop immediato all'emissione di voucher per evitare la monetizzazione dell'istruzione nel Regno Unito. Scelta saggia alla luce degli ultimi scandali, secondo i quali, alcuni enti privati hanno "spennato" al governo britannico cifre da capogiro.

La problematica è stata evidenziata dai risultati ottenuti dai test PISA (un programma internazionale che coinvolge studenti di tutto il mondo e che mira a valutare le loro capacità logiche e di apprendimento, ndr.) che mostrano una perdita di competenze degli studenti svedesi. L'ennesimo pugno allo stomaco dopo la chiusura di JB Education, il più grande gestore svedese di istituti privati che ha lasciato a casa centinaia di studenti in Svezia. Desta preoccupazione il fatto che sono due fornitori svedesi (Kunskapsskolan e Internationella Engelska Skolan), a gestire oggi i principali istituiti privati nel Regno Unito. A ogni modo, la notizia sembra non essere ancora arrivata agli orecchi del vasto pubblico. Senza ombra di dubbio, benché alcuni si mostrino contrari e sgomenti alle riforme del ministro dell'Istruzione, per la maggior parte della popolazione, Michael Gove rimane un uomo politico estremamente popolare. Nei sondaggi del maggio 2012 che hanno preceduto le elezioni amministrative, Gove è risultato il secondo ministro più acclamato con l'82% dei consensi.

GOVE E IL SUO APPEAL

Il Segretario di Stato ha tutte le carte in regola per prendere in mano le redini della situazione e andare fino in fondo: non è un caso che rivesta da due anni e mezzo un incarico che è noto per il suo continuo turnover. La domanda sorge spontanea: perché proprio lui? È un uomo che fa tesoro dei consigli degli esperti, ma che non gode della stima degli insegnanti. Ha tagliato i finanziamenti per la costruzione di sei nuove scuole, senza coinvolgere minimamente i diretti interessati. Ha implementato misure a un ritmo frenetico e ha ribaltato il sistema di valutazione dell'esame di maturità, generando malcontento e scompiglio tra i liceali, il cui avvenire è stato messo in subbuglio.

Gove deve il suo appeal a due fattori. In primo luogo, in un governo che non ha mai nascosto la sua volontà di tagliare i servizi agli indigenti, il ministro dell'Istruzione è visto come un uomo che porta benefici a chi è rimasto intrappolato nel sistema del sistema educativo statale. Ed è disposto a sfidare anche le associazioni degli insegnanti pur di assistere a un miglioramento.

Il secondo fattore, più insidioso, è la sensazione diffusa che il sistema scolastico britannico sia in decadenza. Gove è estremamente abile a sfruttare questo timore per accrescere la sua popolarità. Da quando Tony Blair tenne il suo discorso "Education, education, education", abbiamo appreso che l'educazione statale nel Regno Unito sta lottando con tutte le sue forze per cambiare. Le riforme ci sono, anche in abbondanza, e Michael Gove si sta rimboccando le maniche. Non è più il momento di implementare cautamente le riforme come è stato fatto durante la precedente legislatura laburista. Per il momento sembra che il Segretario di Stato non possa sbagliare, nonostante il modello svedese non si sia rivelato una scelta vincente.