Merkel bulgara, ma non basta

Articolo pubblicato il 23 settembre 2013
Articolo pubblicato il 23 settembre 2013

Con quale partito formerà una coalizione la Merkel? Chi sono i vincitori e gli sconfitti delle elezioni tedesche? Gli interrogativi del giorno dopo affollano i media, mentre il 15% dei votanti non è rappresentato in Parlamento.

Il gioco delle coalizioni

La Merkel ha stravinto le elezioni, su questo non ci sono dubbi. Tuttavia non è riuscita a ottenere la maggioranza assoluta per 5 seggi e, per questa ragione, avrà bisogno di un partner di coalizione: i socialisti dell'Spd o i Verdi? Ieri, entrambi i leader di questi partiti hanno ribadito che è una responsabilità della Merkel trovare un partner di coalizione. Tradotto: la Merkel dovrà presentarsi alla loro porta con un'offerta generosa e dovrà inevitabilmente concedere qualcosa.

Tuttavia è necessario avere ancora un po' di pazienza per conoscere quale sarà la prossima coalizione che governerà la Germania. Le trattative tra i partiti inizieranno a breve e potrebbero durare anche un paio di settimane.

Per quanto riguarda il gioco delle coalizioni è comunque necessario ricordare che, almeno numericamente, sarebbe possibile  un'altra alleanza e cioè una coalizione tra l’Spd, la Linke e i Verdi. Uniti, questi tre partiti hanno infatti la maggioranza assoluta dei seggi.  Superando alcuni contrasti di contenuto e personali, potrebbero togliere lo scettro alla Merkel, ma dubito che possa accadere. Di certo non si può paragonare all'incredibile occasione sciupata dal Pd e dal M5S per cambiare l'Italia ed eliminare, politicamente si intende, Silvio Berlusconi.

Il ritorno di Golia e la sconfitta dei piccoli

La vincitrice di queste elezioni è la Merkel, la quale è riuscita a riportare la Cdu ai valori di 20 anni fa: era infatti dal 1994 che non otteneva percentuali superiori al 40%. Tuttavia c'è da registrare anche un aumento di voti per  i socialisti dell'Spd, seppur molto inferiore a quello dei cristiano democratici.

I risultati di questi due partiti rappresentano una chiara inversione di tendenza rispetto alle ultime elezioni. Se dopo il voto del 2005 e del 2009 per la Cdu e l'Spd si era giustamente parlato di "erosione dei consensi" - qualcuno aveva frettolosamente addirittura parlato di una loro fine politica - oggi possiamo dire che queste due forze politiche stanno tornando a essere protagoniste.

I dati più interessanti di queste elezioni riguardano però i piccoli partiti.

Indubbiamente la vera sorpresa di questa elezione è stata la pesante sconfitta dei liberali dell’Fdp: con il 4,8% dei voti questo partito non è riuscito a superare la clausola di sbarramento e per la prima volta nella storia della Repubblica Federale il Parlamento sarà privo di una forza prettamente liberale. Un risultato storico insomma.

Allo stesso tempo ha sorpreso anche il risultato del partito anti euro, l'AfD, il quale ha ottenuto il 4,7% dei voti e ha quindi di poco sfiorato l’ingresso nel Parlamento. Questo risultato è sorprendente perché, nella storia tedesca, nessun partito ha mai ottenuto un risultato così alto al primo tentativo.

Gli altri due sconfitti di queste elezioni sono i Verdi e la Linke.

I Verdi, con il loro 8,3% dei voti, sono ritornati ai valori pre-Fukushima e rispetto alle elezioni del 2009 hanno perso oltre il 2%. Le profezie sulla trasformazione dei Verdi in un Volkspartei, ovvero in un grande partito popolare, si sono dimostrate errate.

Tra gli sconfitti va necessariamente annoverata anche la Linke, nonostante la gioia del suo candidato Gregor Gisy per essere diventati la terza forza politica all'interno del Parlamento. Questo partito ha infatti perso una notevole quantità di voti, tanto nell'est quanto nell'ovest. Ormai, l'unica roccaforte di questo partito è Berlino est, nella quale è stata ottenuta l’elezione diretta di 4 candidati. Appare chiaro come anche questo partito dovrà inevitabilmente aprire un dibattito interno sulla sconfitta e sul suo futuro.

Infine due parole sui Piraten e l'Npd. I Piraten, quasi scomparsi dal dibattito politico e dai media durante la campagna elettorale, sono riusciti però a migliorare (di poco, sia chiaro) il loro risultato mentre i neonazisti dell'Npd hanno perso, seppur di poco, ulteriori voti.

Un ultimo dato sulle elezioni è rappresentato dal fatto che oltre il 15% dei voti tedeschi rimarrà senza rappresentanza parlamentare e questo importante dato dovrebbe, a mio avviso, spingere la Germania a interrogarsi sul suo sistema elettorale.

Video Credits: NTD Televiosion/youtube ; greenguitarmon/youtube