Mercato di Testaccio, tra design e street food 

Articolo pubblicato il 28 settembre 2014
Articolo pubblicato il 28 settembre 2014

Alla scoperta del nuovo mercato di Testaccio, uno dei quartieri più trendy della Capitale. La nuova location ha convinto i romani, che ne osannano il design e il cibo.

Non sono mancate le polemiche quando, nel 2012, lo storico mercato di testaccio si è trasferito nella moderna e funzionale struttura progettata dall’architetto Marco Rietti, a due isolati di distanza dalla piazzetta che lo ospitava. Eppure pochi mesi dopo aveva già conquistato avventori e buongustai, abitanti del quartiere e cittadini che ci vanno appositamente per fare una esperienza di shopping enogastronomico originale.  Con i suoi 5.000 metri quadri di esposizione e i 103 punti di vendita, il mercato di Testaccio unisce modernità e tradizione: infatti sotto la struttura di architettura contemporanea si cela un’area archeologica ipogea.

Non solo cibo, ma anche abbigliamento vintage, oggetti di design e accessori per la casa animano i banchi del mercato. E non mancano le occasioni per fare uno spuntino eccellente. Ad esempio abbinando la tradizione del quinto quarto – che a Testaccio è di casa – allo street food

Infatti uno dei banchi più rinomati e apprezzati – nonché una novità del nuovo mercato - é “Mordi e vai” (www.mordievai.it, box 15). La bontà dei suoi panini é confermata dal fatto che all’ora di pranzo c’è la fila e occorre prendere il numeretto. Il banco è gestito da Sergio Esposito, romano di San Giovanni, ex-grossista di carni e frattaglie nel vecchio mattatoio comunale di Roma. “Offro a Roma un servizio che la città non aveva, a differenza di Firenze o Palermo: il panino serio e fatto con ingredienti genuini della tradizione romana” dice Sergio della sua attività. Oggi è anche attore di teatro dialettale e si esibisce con la “Compagnia quelli che il palco”. Il punto di forza dei suoi panini sono gli ingredienti veraci: le ciabatte di forno artigianale sono farcite con trippa alla romana, picchiapò, vitello cacio e pepe, allesso di scottona, carciofo alla romana e scaglie di pecorino, etc. 

Il must per dolci è “Dess’art” (http://www.dessart.it/DessArt/Dessart.html, box 66), gestito da Costanza Fortuna, giovane pasticcera siciliana trapiantata a Roma. Il banco ha un vasto assortimento di pasticceria di tradizione siciliana (cannoli da riempire sul momento, pasta di mandorle, geli, cassate, brioche etc.), ma anche crostate, plumcake, biscotti da tè e alcune proposte salate. Premiato dalla Guida Street Food del Gambero Roso, per il secondo anno “Dess’art” si è confermato il migliore street food del Lazio.  

I box 2 e 3 ospitano “Prodotti calabri e…” di Umberto Ferraro. Come si intuisce dal nome, il banco vende prodotti gastronomici tipici calabresi: dal peperoncino alla ‘nduja, dalla soppressata ai formaggi e salumi, melanzane e peperoncini condite e conservate in tutti i modi possibili, marmellate, oli, liquori alla liquirizia, Amaro del Capo.

Per chiudere in bellezza, merita menzione un banco dedicato alla preparazione e al servizio del cibo: “Lo spaccio di Testaccio” (box 39 www.lospaccioditestaccio.com), gestito da Emanuela Comignani, dove – come si legge sul suo sito internet – “si possono trovare oggetti per la cucina e la vita di tutti i giorni dal design semplice e senza tempo”. 

Quando e come andarci

Il mercato di Testaccio è aperto dal lunedì al sabato dalle  ore 7 alle ore 15.  

Ci sono 3 ingressi: via Galvani, via Franklin, via Manuzio.

E’ ben servito dai mezzi pubblici: metro B fino a Piramide e poi a piedi per circa 800 metri oppure uno dei seguenti autobus: 23, 30, 75, 83, 280, 673, 719. E per chi non sa rinunciare all’auto, c’è un comodo parcheggio interno.