Meno Islam: il messaggio anti immigrazione ed euroscettico di Geert Wilders

Articolo pubblicato il 01 giugno 2009
Articolo pubblicato il 01 giugno 2009
Ha proposto di bandire il Corano, ed è autore di Fitna, un film anti-islamico. Il leader olandese del Partij van de Vrijheid (Partito per la libertà) ha fatto del suo partito una vera forza politica, che non si sottrae mai alle provocazioni. Il Pvv si è presentato alle elezioni europee e ha ottenuto 4 seggi al Parlamento europeo, contro i cinque dei Cristiano democratici. Ma chi è Geert Wilders?
Qual è la sua idea di Europa?

Meno Islam: questo il messaggio chiave di Wilders negli ultimi dieci anni. Secondo alcuni, questo politico 46enne è solo un estremista, una versione olandese del francese Jean Marie Le Pen o dell’austriaco Jörg Haider. Secondo altri “dice quello che pensiamo tutti” e sta combattendo in prima linea il cosiddetto scontro di civiltà. A ogni modo, Wilders non è un novellino della politica olandese. È diventato parlamentare nel 1998 nella fila del Partito del Popolo per la Libertà e la Democrazia, che ha lasciato nel 2004 in dissenso con la posizione del gruppo sull’ingresso della Turchia in Europa. Lo stesso anno, il regista Theo van Gogh è stato assassinato ad Amsterdam da un estremista islamico. L’omicidio, da più parti considerato un attentato alla libertà di espressione, ha scioccato l’Olanda. L’opinione pubblica ha iniziato a mettere in discussione la politica multiculturale dei partiti tradizionali. La popolarità di Wilder era in crescita. Ha fondato il Partito olandese per la libertà (Partij van de Vrijheid, Pvv) conquistando il 6% dei voti alle elezioni del 2006.

Meno Islam

Da dopo le elezioni, Wilders ha attirato l’attenzione con azioni provocatorie e frasi a effetto sia in Parlamento che sui media. Ha dato del «pazzo completo» al Ministro per l’integrazione e ha dichiarato che il Corano «istiga all’odio e all’assassinio». Nel Marzo del 2008 ha prodotto un film anti-islamico intitolato Fitna, parola araba che significa “prova di fede nel momento del giudizio”. È stato il primo tentativo di Wilders di portare il suo messaggio fuori dall’Olanda. Ha visitato i Parlamenti di molte nazioni, tra cui l’Italia, la Danimarca e gli Stati Uniti, per proiettare il film. Non è riuscito a farlo in Gran Bretagna perché un provvedimento molto discusso gli ha vietato l’ingresso nel Paese lo scorso febbraio.

Meno Europa

Lo stesso mese, Wilders ha annunciato che il suo partito si sarebbe presentato alle elezioni europee. Ha incaricato Barry Madlener, un parlamentare del PvDv, di andare per le strade con sette slogan che ruotavano tutti intorno a un messaggio chiave: meno Europa. Qualche esempio: “difendiamo gli interessi olandesi”, “no a ulteriori allargamenti” e “rivogliamo i nostri soldi”. Il Partito per la libertà è contrario all’ingresso della Turchia in Europa perché «la cultura islamica è incompatibile con la nostra». Romania e Bulgaria sono “corrotte” e dovrebbero essere espulse dall’Ue. Simili posizioni fanno sì che il PvDv non abbia praticamente alcuna possibilità di entrare in un qualsiasi gruppo del Parlamento europeo né di influenzare le decisioni dell’assemblea. Ma il fatto che Wilders si proclami a favore della chiarezza e contro il compromesso potrebbe far presa su tanti elettori convinti che l’Europa sia troppo grande, manchi di trasparenza e comporti un grande spreco di denaro. Le elezioni sono un ottimo banco di prova per testare la popolarità di cui gode Wilders in questo momento. Secondo gli ultimi sondaggi, circa il 30% degli olandesi lo voterebbe se le elezioni politiche si tenessero oggi. Difficilmente avremo presto meno Europa. Ma viste queste cifre, sarà altrettanto difficile liberarsi tanto presto di Wilders.