Meet My Hood: Saint-Gilles, Bruxelles

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2017
Articolo pubblicato il 20 febbraio 2017

Saint-Gilles: quello che una volta era il villaggio degli orticoltori festeggia oggi i suoi 8 secoli! Nel corso degli anni la comune non ha mai smesso di trasformarsi, di adattarsi, di rinnovarsi e ad oggi raccoglie più di 50.000 abitanti e più di 140 nazionalità diverse che costituiscono l'identità stessa di Saint-Gilles.

Passeggiare per Saint-Gilles vuol dire fare un piccolo giro del mondo, sia in senso reale che figurato: Rue de Moscou, Rue du Danemark, Rue de Bosnie, Rue Africaine, Place Bethléem...tutte queste vie sono una testimonianza della multiculturalità del quartiere. Lontano dai clichés che comunemente si dicono sul vivere in contatto con altre realtà, il quartiere offre la concreta possibilità di incontrarsi al mercato, in piazza e nei caffé. A Saint-Gilles si parla perfino il Saint-Gillois. Tutti i dialetti, gli accenti e le parole che si sono portati dietro nel corso del tempo i suoi abitanti dalle origini più disparate hanno creato con il tempo una lingua ricca e variopinta. Una prova ne è il progetto "Parlez-vous Saint-Gillois ?", che ritrae fedelmente l'atmosfera del quartiere.

Un'anima operaia, artistica e cosmopolita

Ok, è vero che le la collinetta di Saint-Gilles attira una popolazione un po' più agiata, borghesotta, famiglie ed expat francesi (Saint-Gilles è infatti uno dei tre comuni di Bruxelles più apprezzati dagli immigrati francesi), nel quartiere c'è come un alone di romanticismo. Il comune non sfugge però agli effetti della gentrificazione che segna ormai la maggior parte dei comuni della capitale e i prezzi degli affitti sono esplosi nel corso degli ultimi 5 anni portando ad una crisi immobiliare e ad un impoverimento di coloro che già erano in condizioni precarie. La parte bassa di Saint-Gilles fa parte di quello che viene ormai chiamato "il croissant povero di Bruxelles" e che corrisponde al settore più densamente popolato della regione di Bruxelles , il più giovane certo, ma anche il più povero, con un tasso di disoccupazione da record.

Tuttavia Saint-Gilles si vuole riorganizzare e cerca a modo suo di mandar via gli investitori privati che vorrebbero trasformarlo in una agiata città-dormitorio che rispondente soprattutto ai canoni estetici post-moderni piuttosto che alle esigenze sociali. Vengono alla luce sempre più iniziative cittadine concrete e creative finalizzate a ridipingere la società su scala locale. Un esempio? Gli orti collettivi, gli scambi di competenze e conoscenze tra vicini e perfino la creazione di una moneta complementare. Da qualche anno, in collaborazione con le autorità locali, gli abitanti del comune lavorano anche alla gestione e la protezione della loro comunità ed inoltre vorrebbero trasformare quello che è spazio pubblico in un vero e proprio spazio sociale, che lasci spazio all'espressione e al dialogo, favorendo l'interconnettività tra i piani alti e bassi del quartiere.

La parola ai vicini

Quanto costa ?

Questo lato un po' ribelle, Saint-Gilles, ce l'ha da parecchio. Durante il XIX e XX secolo il comune fu una vera e propria fucina che sfornava leader operai sovversivi. La Maison du Peuple è a questo proposito emblematica. Ora è un bar situato sul Parvis (cortile, ndt) , ma una volta era un luogo di dibattito politico, che ha accolto anche una serie di invitati socialisti celebri, tra i quali spicca ad esempio Lenin.

Ma Saint-Gilles è soprattutto il villaggio degli artisti e perciò dà a tutti la possibilità di prender parte a questo filone creativo che anima il quartiere quotidianamente. Il territorio comunale unisce luoghi di artisti emergenti, d'esposizione e ospita la scuola d'arte Saint-Luc, dalla quale sono usciti alcuni dei più grandi nomi dei fumettisti contemporanei. Qui si trova anche la casa Horta, baluardo di una delle figure principali dell'architettura di stile "art nouveau" in Europa.

Recentemente il comune di Saint -Gilles, in collaborazone con il comune vicino (Forest), ha messo in piedi un percorso artistico, una biennale d'arti pluridisciplinari, che ha come obbiettivo la valorizzazione del dinamismo artistico e culturale a sud di Bruxelles. L'edizione del 2016 raccoglie più di 200 atelier di artisti, esposizioni, performance e istallazioni urbane. Senza gingilli e senza tabù qui si trova  una semplicità che profuma di casa e che alletta sia gli abitanti che i frequentatori.

La gente

Tips: i posti che non si vedono nel video

  • Le Cauri Bar: un bar -ristorante con specialità togolesi, Chaussée D’Alsemberg 163, tra Saint-Gilles e Forest

  • Le Parvis de Saint-Gilles: è il cuore del comune ed ospita numerosi caffé, bistro e un mercato di strada, tutte le mattine tranne il lunedì

  • Dust dealers: negozio di vinili, specializzato in musica Jazz e Soul, Rue Vanderschrick 22.

  • La Tricoterie- fabrique de liens:   luogo di incontri polivalenti in cui attivisti artistici e cittadini siedono l'uno di fianco all'altro in una nuova dinamica economica, Rue Théodore Verhaegen 158.

  • Le Piano Fabriek: centro comunitario, laboratorio artistico e centro di formazione situato  in Rue du Fort 35.

  • Centre Culturel Jacques Franck:  centro culturale del comune di Saint-Gilles, si trova in Chaussée de Waterloo 94.

  • Jynga: pasticceria e sala da thé portoghese , riservata essenzialmente alle donne e alle famiglie, in Rue Vanderschrick 5.

  • Komplotcollettivo di curatori in Chaussée de Forest 90.