Meet My Hood: Reiherstieg, Amburgo

Articolo pubblicato il 22 aprile 2016
Articolo pubblicato il 22 aprile 2016

Si può trovare un quartiere alla moda dove vi sia un mix di studenti, lavoratori e migranti? Il quartiere Reiherstieg ad Amburgo-Wilhelmsburg in realtà sembra che riesca a gestire questo equilibrio. Come si vive in un quartiere così difficile da classificare, in cui nessuno può prevedere il futuro? Scopriamolo insieme.

«Ah, Wilhelmsburg! Un quartiere che, dopo molti anni, rifiuta di essere il nuovo quartiere alla moda». Questo è stato il primo commento di un collega di Amburgo, quando gli ho detto che mi sarei trasferita lì. Nonostante la mia prima reazione sia stata una risata, ora devo ammettere di avere avuto un'impressione simile, a primo impatto. Almeno è una delle tante che ho avuto.

Wilhelmsburg, con il quartiere di Reiherstieg ad ovest, era una zona dove viveva principalmente chi  lavorava al porto. Gli affitti bassi poi hanno attirato altri categorie tradizionalmente non molto abbienti, come studenti e migranti. Il quartiere conserva ancora la sua reputazione di "ghetto", causa la presenza di zone un po' degradate e delle problematiche sociali ancora presenti. Molti di quelli che risiedono dell'altro lato della città non hanno mai messo piede sulla più grande isola all'interno della Germania. Resta celebre l'ormai chiusa Soul Kitchen, un capannone vuoto utilizzato una volta per eventi culturali alternativi, resa famosa dall'omonimo film di Fatih Akin del 2009.

Mentre le persone sembrano essere sempre più indifferenti ai pregiudizi, la tendenza alla migrazione verso Reiherstieg continua, guidata anche dalla politica urbana della città. Oltre ai prezzi abbordabili, l'isola offre il vantaggio di essere molto vicina e ben collegata al centro, grazie ad una efficiente rete di mezzi di trasporto pubblici. In soli dieci minuti si raggiunge la stazione centrale di Hauptbahnhof, e a Willhelmsburg il traffico è assicurato dal perennemente affollato bus numero 13, chiamato affettuosamente dagli abitanti "il selvaggio 13", sul quale è sempre possibile sentire almeno una dozzina di lingue diverse ogni volta.

Alcuni cittadini che vivono dall'altra parte dell'Elba spesso si recano qui per cercare un'atmosfera "da villaggio", molto più rilassante di quella di una grande città. Altri si godono l'atmosfera Multi-Kulti (multiculturale, n.d.r.) con il negozio bulgaro Aunt Emma all'angolo, vicino al ristorante turco, che affianca il ristorante di specialità portoghesi. Questi locali si sono mescolati nel tempo ai negozi biologici, e il timore della gentrificazione da qualche anno semina inquietudine tra gli abitanti e i commercianti del quartiere. 

Altri ancora apprezzano invece il lato imprevedibile di Wilhelmsburg: mentre alcuni studenti trasformano un pulmino in una sauna mobile, la Zunderbüchse, alcune ex fabbriche vengono riproposte ogni fine settimana come luoghi adibiti alle più svariate attività per i giovani: anche un vecchio bunker antiaereo diventa un bar esclusivo. In questo mix incredibile, che sembra essere in continuo cambiamento, c'è solo da immergersi ed esplorare quanto più possibile. Ma sbrigatevi, perché domani Wilhelmsburg non potrebbe essere più lo stesso.

La parola agli abitanti

Quanto costa?

La gente

_

Bonus: i luoghi da non perdere

Kaffeeliebe (caffé), Am Veringhof 23a.

Café Pause (caffé e bar), Industriestraße 125-131.

Room with a vju (caffé in un ex bunker antiaereo), Neuhöfer Straße 7.

TurTur (bar e pizzeria da maggio a ottobre, club e bar da ottobre a maggio), Am Veringhof 13.

Bäckerei Kizmet (pasticceria turca), Fährstraße 22.

Zunderbüchse (sauna mobile).

_

Questo articolo fa parte del progetto di cafébabel Meet My Hood. L'obiettivo è fare scoprire i quartieri delle principali città europee. Partecipa anche tu, ovunque ti trovi!