Meet My Hood: il Quartiere Latino

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2018
Articolo pubblicato il 30 gennaio 2018

E' uno dei quartieri simbolo di Parigi ed anche il più antico. Situato tra il V° e il VI° arrondissement, vicino la cattedrale di Notre-Dame, potrebbe sembrare una vetrina turistica, ma con le sue università, i suoi licei e le sue librerie storiche è un posto perfetto per gli studenti, come Alexandra. Benvenuti nel Quartiere Latino.

Sorge lungo la riva sinistra della Senna ed è a cavallo tra due arrondissement. Il Quartiere Latino è una zona estremamente vivace e dinamica frequentata da tantissimi giovani, oltre che meta di migliaia di turisti da tutto il mondo. Qui hanno sede alcuni dei più prestigiosi istituti scolatici francesi tra cui l’Istituto di Belle Arti, il Collegio di Francia e la Normale Superiore. Il fulcro della vita studentesca però si concentra alla Sorbona, la più antica università di Francia. E' in questa culla di sapere che Alexandra ha fatto per 11 mesi la sua esperienza di Servizio Volontario europeo, nel quadro dell'Erasmus plus. 26 anni, originaria dell'Ucraina, la studentessa di relazioni internazionali ha lavorato per l'"Association Pavillonaise pour la Jeunesse et la Culture" dove si è occupata di educazione doposcuola per bambini ed adolescenti e ha scelto Parigi "non solo per la lingua, ma soprattutto per la sua atmosfera viva e creativa, proprio come per le vie del Quartiere Latino".

"Ci vediamo qui con gli altri volontari Erasmus: punto di ritrovo la statua di Saint Michel. E' pratico perché raggiungibile da tutti con la RER e poi ormai ci sentiamo a casa". Le piazze brulicano di gente a tutte le ore del giorno e della notte: studenti e professori si riuniscono nei bistrot per concedersi una pausa, si aggirano curiosi fra le bancarelle di libri che si susseguono lungo le strette stradine. Qui i raffinati aromi della cucina francese si mescolano a quelli più speziati della cucina asiatica, di quella greca e marocchina. L’appellativo latino deriva dal fatto che in epoca medievale gli eruditi abitanti della zona parlavano appunto questa lingua.

Con Alexandra ci incontriamo al Café La Terrasse, accanto ad una delle entrate del Jardin du Luxembourg, "è il mio posto preferito da quando sono qui- racconta la ragazza ucraina- per leggere, passeggiare e godersi le giornate di sole. Ci vengo anche da sola e sto bene tra i fiori curatissimi a sedermi di fronte al laghetto". Siamo a due passi dal nucleo originario del Quartiere Latino, ovvero l’Abbazia di Sainte-Geneviève, intitolata alla patrona e protettrice della città. "Il vero centro pulsante del quartiere per me è però Place de la Sorbonne- racconta Alexandra con gli occhi sognanti- con le sue fontane ed i caratteristici caffè, è una tranquilla area pedonale che si apre su Boulevard Saint Michel: mi meraviglia sempre che negli anni delle contestazioni studentesche questo è stato uno dei punti più turbolenti del maggio sessantottino francese".

La parola dei vicini

Ci si sente davvero ispirati da tanta cultura. E' per questo che Isabelle ha scelto di aprire la sua libreria L'Emoi des Mots a rue Descartes: "è il desiderio di una vita che si realizza- racconta la libraia- Propongo incontri con gli scrittori, presentazioni e laboratori e si mescolano studenti, famiglie e turisti. Tutti attratti dalla storia del quartiere. Insomma, ti viene voglia di leggere e studiare se passi di qui!".

Sui muri si leggono targhe che testimoniano il passaggio nel quartiere di scrittori come Zola, Hugo, Balzac o Fitzgerald. Molte sono le case che nel 1800 e nel 1900 sono state atelier e rifugi per pittori di fama internazionale. Insomma, il Quartiere Latino è una grande culla di creatività. Ma anche oggi è rimasto così?

"A parte qualche negozio troppo costoso e acchiappa turisti- sorride Alexandra sotto i baffi- farsi un giro nel quartiere è un po' come piombare nel film di Woody Allen Midnight in Paris, ti sembra di poter incontrare qualche genio del passato da un momento all'altro! Forse la zona è rimasta ancorata un po' a questa nostalgia. Il quartiere è per persone un po' vintage come me". La volontaria Erasmus per passare un pomeriggio senza tempo ama andare nella libreria che vende esclusivamente testi in inglese, la Shakespeare and Co, e sedersi per sentir il piano suonato da passanti sconosciuti.

Ma la vita studentesca non è fatta solo di libri. A far diventare chiassoso e colorato il quartiere ci pensano due cose: "lo struscio tra le creperie su rue Moffetard e i picnic estivi lungo la Senna- spiega Alexandra- in quelle occasioni metto un segnalibro alla lettura del momento e mi lascio andare a un'atmosfera più giocosa. Il quartiere è anche questo per me e i miei amici". Il Jardin du Luxembourg chiude al tramonto e sotto una spettacolare luce aranciata Alexandra commenta: "quando il Servizio Volontario europeo è finito, ho deciso di restare a Parigi. Il Quartiere Latino ha fatto la sua parte in questa decisione...".

Come scriveva Hemingway "se sei abbastanza fortunato da aver vissuto a Parigi da giovane uomo, allora per il resto della tua vita, ovunque andrai sarà con te. Parigi è una festa", e quali migliori feste se non quelle universitarie del Quartiere Latino?

Quanto costa?

La gente

Gli spot del quartiere

-Shakespeare and Co (37 Rue de la Bûcherie): una libreria dall'atmosfera magica, con testi solo in inglese

-Salone da Thé della Grande Moschea  (39 rue Geoffrey Saint-Hilaire): imperdibile spot dove prendere un thé caldo a 2 euro e dei dolcetti al miele, solo dopo aver visitato la Grande Moschea

-Café Laterrasse (145 Boulevard Saint-Michel): café casual, dove fare un aperitivo dopo una passeggiata nei Giardini di Lussemburgo

-Académie de la Bière (88Bis Boulevard de Port-Royal): un pub per le migliori moules frites di Parigi. Prezzi accessibili e un'ottima selezione di birre. -College des Irlandais (65 de la rue du Cardinal Lemoine): il cortile al suo interno è un gioiellino per leggere d'estate -L'emoi des mots (25 rue Descartes): piccola libreria dove trovare titoli curiosi e alternativi e sentirsi a casa sui divanetti di Isabelle

-DOSE (73 Rue Mouffetard): un café in un patio coperto. Per lavorare con il proprio pc mentre si assaggia una tisana. -Cortile Brayer (22 rue Monsieur le Prince): qui ha vissuto il pittore Yves Brayer e il cortile è unoscrigno di statue e piante decennali

-Au P'tit Grec (68 Rue Mouffetard): gallette come non ne avete mai mangiate. Andate digiuni, altrimenti non riuscirete a finirle. ---

Questo articolo fa parte del progetto di cafébabel, Meet My Hood, che ha come obiettivo di far scoprire i quartieri delle principali città europee. Se vuoi mostrare il tuo quartiere sotto una buona luce, scrivici!