Maybe I’m amazed

Articolo pubblicato il 31 luglio 2013
Articolo pubblicato il 31 luglio 2013

Maybe I’m amazed, ma ieri, se esiste la Sindrome di Stendhal, oltreoceano ne hanno sofferto migliaia di persone in uno dei concerti del tour Out There di Paul McCartney. Trionfante, assoluto, enegrico, generoso, in piena forma, vitale, magnifico…aggettivi che sembrano riduttivi.

Il ragazzo mancino di Liverpool ha offerto un ventaglio di colori musicali, strumenti, luci e, come no, il suo stile caratteristico da rocker gentleman. Per quelli che definiscono questo Signore con la S maiuscola un “fuori di testa”, niente è più lontano dalla realtà: irradia vitalità dalla testa ai piedi.

Fuochi artificiali a ritmo di musica, cambio di strumenti, due bis, tributi alla “wonderful Linda”, al suo amico Jhon al quale avrebbe voluto dire tante altre cose, o al suo compagno George Harrison. Nella capitale statunitense c’è stato persino tempo per le battute nel commentare che il livello di inglese dei cittadini della ex Unione Sovietica è diventato molto buono grazie alle sue canzoni. 

E, all’improvviso, Blackbird. Una parentesi sulla scena, le luci si abbassano e cala un silenzio da brividi. Li c’era il Paul di sempre, richiamando all’impegno sociale e alla speranza in un mondo che nei 60’s era in attesa di riordino e che continua a richiedere riforme. Tra il pubblico coppie di nonni che ballano quelle che, probabilmente, furono le loro prime canzoni d’amore, figli che ringraziando di aver trovato il loro amore grazie a Lady Madonna, e nipoti commossi di fronte alla leggenda, ad un mito in carne ed ossa.

Dopo le parole è la volta delle onomatopee per cercare di descrivere l’atmosfera che solo i Beatles, McCartney e la sua band, sono capaci di creare… “wow, ho-ho, yii-haa…” ma non sono ancora sufficienti.

Ecco il repertorio el concerto dato che l’unica cosa che mi resta da dire è: Thank you Sir Paul McCartney.

.

  • Eight days a week

  • Junior’s farm

  • All my loving

  • Listen to what the man said

  • Let me roll it

  • Paperback writer

  • My Valentine

  • Nineteen hundred and eighty five

  • The long and winding road

  • Maybe I’m amazed

  • I’ve just seen a face

  • We can work it out

  • Another day

  • And I love her

  • Blackbird

  • Here today

  • Your mother should know

  • Lady Madonna

  • All together now

  • Lovely Rita

  • Mrs. Vandebilt

  • Eleanor Rigby

  • For the benefit of Mr. Kite

  • Something

  • Obladi Oblada

  • Band on the run

  • Back in the USSR

  • Let it be

  • Live and let die

  • Hey Jude

  • (after 1st bis) Day tripper

  • Hi, hi, hi

  • Get back

  • (after 2nd bis) Yesterday

  • Helter Skelter

  • The Abbey Road Medley (Golden slumbers / Carry that weight / The end)

Nota: uno speciale ringraziamento va a mio zio Acisclo che mi ha fatto scoprire questa grande band e tutta una generazione di cambiamenti sociali e musicali degli anni ’60 e ’70. Articolo dedicato al mio amico Curro che, con il suo spirito, mi ha accompagnato durante tutto lo show.

Clara Fajardo