Matteo Renzi punterà tutto sul rischioso referendum 

Articolo pubblicato il 21 febbraio 2017
Articolo pubblicato il 21 febbraio 2017

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Questa domenica l'Italia sarà chiamata a votare su una complicata riforma costituzionale che potrebbe anticipare la formazione di un Senato più ridotto. Secondo alcuni corrispondenti europei, comunque, la riforma potrebbe avere serie conseguenze sul Primo Ministro Matteo Renzi e sui rapporti tra Italia ed Europa in generale. Quanto sarà azzardata la mossa di Renzi?

 Il Financial Times attua come portavoce di Renzi- Il Giornale, Italy

Secondo il Financial Times la vittoria del No al referendum lascerebbe otto banche italiane di fronte al collasso. La rivista conservatrice Il Giornale accusa il quotidiano britannico di propaganda elettorale:

“Qualche giorno fa il Financial Times, il quotidiano economico prestigioso in tutta Europa, ha affermato come dato di fatto che se la campagna del No dovesse vincere, l'Italia finirà per lasciare l'Unione Europea. Martedì le azioni erano in rialzo affermando che otto banche italiane potrebbero fallire se il Sì non dovesse vincere. Il Financial Times sta agendo più da sostegno alla campagna elettorale che come piattaforma per dibattiti seri. Dato che non c'è un'assoluta evidenza scientifica sul fatto che le banche italiane sono di fronte al collasso, e dato che non crediamo agli indovini, siamo più inclini nel credere che un complice della gang del Sì si nasconda dietro questo articolo. Una gang di individui irresponsabili che non si fermerà davanti a nulla per raggiungere i suoi scopi." (30/11/2016)

 Un grande interesse su una riforma minoritaria - Corriere Del Ticino, Svizzera 

Coloro che continuano a diffondere allarmismi sulle conseguenze del referendum di domenica dovrebbero smetterla di esagerare, commenta il Corriere del Ticino:

“Troppi significati sono stati attribuiti al referendum… Ma per cosa esattamente gli italiani sono chiamati a votare? Una riforma costituzionale concentrata in alcuni paragrafi ma che sostanzialmente dipende da tre punti chiave: a) una riforma del Senato; b) una ridistribuzione dei poteri tra lo Stato e le regioni; c) una revisione delle leggi per i referendum. E questo è quanto. Il perchè il futuro dell'Italia dipenda da questa mini-riforma mal concepita e sempre più mal formulata resta un mistero... Il 4 dicembre non può essere comparato alla Brexit o all'elezione presidenziale negli Stati Uniti, sia sui quotidiani che in termini di impatto effettivo. Se si verificasse lo stesso tipo di ripercussioni politiche. avremo bisogno di iniziare a pensare seriamente a quanto solido sia il sistema politico dell'intero Paese.” (30/11/2016)

 Gli italiani devono andare al voto - La Repubblica, Italy

Secondo gli ultimi sondaggi una grande maggioranza voterà contro la riforma costituzionale, ma il numero di quelli che non hanno ancora deciso resta esteso. Questa incertezza però non deve condurre le persone ad astenersi al voto. Michele Ainis, un'esperta di legge costituzionale, incoraggia al voto su La Repubblica:

“ A seconda del tipo di consultazione, l'impatto di astensione può variare ampiamente. Nelle elezioni locali o parlamentari l'astensione equivale a un fondamentale e radicale rifiuto di tutti i programmi politici dei partiti. Quando si arriva a un referendum abrogativo, ciò può significare una mancanza d'interesse nel soggetto della consultazione e il non raggiungimento del quorum. Nel caso del referendum costituzionale, quelli che non votano stanno esprimendo la loro indifferenza verso la Costituzione, le leggi sostanziali che governano la nostra coesistenza. Questo non è esattamente una dimostrazione di impegno pubblico ed è un problema, perchè una Costituzione senza persone è come una chiesa senza fedeli. Inoltre le decisioni prese dalla minoranza tendono ad essere generalmente quelle sbagliate.” (29/11/2016)

 La roulette russa di Renzi - Kauppalehti, Finlandia

Il referendum italiano potrebbe avere conseguenze estremamente rischiose per l'Europa, come teme il quotidiano finlandese Kauppalehti:

“Renzi sta giocando alla roulette russa col referendum così come il primo ministro britannico David Cameron giocò con la Brexit. Il problema con i referendum è che il voto è spesso incentrato su qualcosa di completamente differente dalla problematica in questione. Anche in Italia i votanti sfrutteranno l'occasione di esprimere il loro dissenso col governo piuttosto che con la Costituzione. Sebbene il referendum italiano non presenti una minaccia diretta alla stabilità economica o politica dell'Unione Europea, esso potrebbe portare a conseguenze fatali. Il settore bancario italiano in rovina e il debito nazionale hanno tenuto i partner europei in uno stato di incertezza dall'inizio della crisi finanziaria. Se i populisti prendessero il posto (nelle recenti elezioni), ciò aumenterebbe esclusivamente l'incertezza sull'abilità dell'Italia di far passare le riforme e sui suoi legami con l'Eurozona.” (29/11/2016)

 La sconfitta di Renzi risulterebbe catastrofica per l'EurozonaFinancial Times, Regno Unito 

Se gli Italiani rigettassero la riforma costituzionale il 4 novembre, il Paese potrebbe lasciare l'Eurozona e in definitiva si arriverebbe al collasso finale, avverte il Financial Times:

“L'Italia ha tre partiti di opposizione, ognuno dei quali favorisce l'uscita dall'euro: il più grande e importante è il Movimento Cinque Stelle. Nei paesi democratici, è piuttosto frequente che i partiti all'opposizione prima o poi salgano al potere, come è accaduto anche in Italia. La questione sul referendum potrebbe accelerare il processo verso l'uscita dall'euro. Renzi ha affermato che in caso di sconfitta si sarebbe dimesso, con un conseguente caos politico. Gli investitori decreterebbero la fine della partita, ma il 5 dicembre l'Europa potrebbe essere svegliata da una minaccia immediata di disintegrazione.” (21/11/16)

 Un'altra tessera da domino sul punto di cadere - Expresso, Portogallo

Expresso percepisce inoltre una crisi incombente:

“Renzi ha annunciato che si dimetterà se la riforma costituzionale venisse rigettata. La sua minaccia non ha aiutato i sondaggi ma è musica per le orecchie dei populisti, a cominciare dal 'pagliaccio' (e capo del Movimento Cinque Stelle) Beppe Grillo, che sogna di vedere Roma bruciata dal decreto. La prossima crisi della democrazia occidentale seguirà tra meno di due settimane; stranamente, l'Austria voterà lo stesso giorno (per scegliere tra un Verde o un populista di destra come suo presidente). Il 4 dicembre è chiaramente una prova generale per l'elezione dell'anno che seguirà in tutta Europa: i mercati possono rendere Trump più moderato, il mondo può agire come se niente fosse successo, gli italiani potrebbero vivere senza un governo e gli austriaci possono salutare un populista di destra dall'ufficio. Ma la somma di tutti questi fattori consoliderà lo Stato in cui ci troviamo: gli incivili hanno già sfondato i cancelli e stanno facendo festa.” (19/11/2016)

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