Masturbazione militante

Articolo pubblicato il 01 luglio 2008
Articolo pubblicato il 01 luglio 2008

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Il clitoride, organo completamente votato al piacere, è un simbolo delle rivendicazioni, non solo sessuali, della donna. La masturbazione femminile, in una cultura fallocentrica, vista da un uomo.

«La masturbazione clitoridea è un gesto puro, poiché innato. Il feto si masturba nel ventre della madre», afferma Rosemond Pujol, una “ragazza” di 87 anni, soprannominata “Mademoiselle clito” in seguito all’uscita del suo libro Un petit bout de bonheur (Un pezzetto di felicità, non tradotto in italiano, ndr).

Se la masturbazione oggi può essere un vessillo della nuova concezione di femminilità, storicamente è stato interdetto e demonizzato.

Ma l’unione di religione, scienza e ignoranza ha trasformato le carezze dei «frutti maturi della nubile età» (come scrive Baudelaire) in «infame costume nato nel seno dell’indolenza e dell’ozio» (secondo l’articolo contenuto nell’Encyclopedie française del 1765).

L'uomo in pericolo

La “guerra di cinque contro uno”, “suonare il mandolino”, “il piacere degli dei”, “clitorizzarsi”…

Questa ricchezza semantica e metaforica mostra l’ambiguità nella quale la masturbazione femminile ha vissuto nel corso di secoli, combattuta tra i rimproveri dei moralizzatori, le ammonizioni dei predicatori e una pratica disinibita.

La masturbazione, anche maschile, è condannata sin dal mito biblico di Onan (che praticava il coito interrotto per non fecondare la cognata, ndr), vista come una “dispersione” del seme che attenta alla vita e alla riproduzione. Essa mette in pericolo la famiglia, il corpo sociale e l’avvenire dell’umanità.

Ma se la masturbazione ha vissuto a lungo nella clandestinità, la sua versione maschile sembra essere diventata, nella nostra società, naturale e persino banale.

Basta osservare come essa sia presente in tutti gli aspetti della cultura occidentale, dal buffo episodio pasticcero di American Pie ai racconti masturbatori di Bukowski, di Philip Roth, o di D’Annunzio.

Maratona di piacere

La situazione è ben diversa per le donne che, a causa di una dominazione storica, hanno piuttosto coltivato, rispetto a questa pratica, un certo pudore. È anche per questo che la rivendicazione della donna e del suo posto nella società passa anche attraverso la rivendicazione della masturbazione.

Il libro di Rosemond Pujol non è che un esempio tra gli altri della comparsa di una nuova visione sessuale del corpo femminile, che vuole affermare la fine del silenzio attraverso una sovraesposizione attiva e reale.

Nel 1995 è nato, negli Stati Uniti, il Mese della Masturbazione, in seguito al licenziamento, da parte dell’amministrazione Clinton, del dott. Joycelyn Elders, che aveva sostenuto che la masturbazione è una pratica che andrebbe insegnata. Nel 2000 l’iniziativa è sfociata nella “masturbate-a-thon”, una vera maratona di piacere. Aperta sia agli uomini che alle donne, si è celebrata a maggio a Copenaghen, dopo Londra e San Francisco. Che la masturbazione sia sempre più un atto di rivendicazione lo dimostrano anche siti come beautifulagony.com che mettono in rete video di persone che si masturbano.

Il clitoride, organo edonista

Il clitoride porta alle estreme conseguenze la separazione tra piacere e riproduzione. L’idea è comprensibilmente profondamente rivoluzionaria considerando quanto l’immagine della donna sia stata legata alla sua capacità riproduttiva. A causa della sua “inutilità funzionale” il clitoride è diventato il simbolo perfetto della postmodernità. A dispetto del regno dell’utile, del rendimento e dell’efficienza, la donna ostenta un organo essenzialmente edonista.

È in virtù di questo che Rosemond Pujol afferma «il clitoride è un organo poetico, poiché non ha alcuna utilità riproduttiva». Fu anche l’incapacità di riconoscere una diversità e una complessità sconosciute all’uomo, a spingere Freud nel suo saggio La vita sessuale, ad affermazioni insensate come «la masturbazione del clitoride è una pratica maschile e l’eliminazione della sessualità clitoridea è una condizione dello sviluppo della femminilità». Egli si fa, in questo modo, portatore di una visione fallocentrica che caratterizza la cultura nella quale siamo cresciuti.

Gli studi di Masters e Johnson hanno dimostrato che la sessualità femminile non è inferiore a quella maschile. Inoltre oggi sappiamo quanto incredibili e varie possano essere le tecniche di masturbazione femminile. Una ricchezza e una sottigliezza ancora sconosciute agli uomini, ma che tali iniziative consentono di rivendicare. Donne di tutto il mondo, godete!