Martin Schulz e la scalata al paradiso (tedesco)

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2017
Articolo pubblicato il 07 febbraio 2017

La scalata alla cancelleria dell'attuale presidente dell'SPD tedesca è solo agli inizi, ma sembra già promettere bene. I sondaggi sono dalla sua, il consenso popolare spinge come il vento in poppa e nulla sembra poter andare per il verso sbagliato. Ma sarà Martin Schulz in grado di tenere fede alle aspettative e soprattutto essere il primo nell'ultimo anno a rispettare le previsioni dei sondaggi?

A una settimana dalla nomina di Martin Schulz, ex presidente del Parlamento europeo, a Spitzenkandidat (candidato di punta, ndt) della socialdemocrazia tedesca, i socialdemocratici tedeschi guadagnano nei sondaggi sulle indicazioni di voto 6-7 punti percentuali attestandosi tra il 27 e il 29% delle preferenze. Inoltre, secondo un sondaggio della DeutschlandTrend se in Germania ci fosse l’elezione diretta del cancelliere, gli elettori tedeschi preferirebbero Schulz (50 %) alla Merkel (34%). Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che l’SPD dopo la nomina di Schulz, nell’arco di un paio di giorni, ha registrato un aumento di oltre quasi 2000 iscritti, non stupisce affatto l’euforia che sta travolgendo i socialdemocratici tedeschi. Schulz nel suo primo discorso da candidato del partito alla Willy Brandt Haus di Berlino è stato molto chiaro sulle sue ambizioni e quelle del suo partito: «L'SPD partecipa alle elezioni del 2017 per diventare la prima forza politica del paese. E io corro per diventare Cancelliere federale».  

Ma quali sono le sue reali possibilità di raggiungere questo obiettivo? È naturalmente troppo prematuro dare una risposta a questo interrogativo, ma per il momento, nonostante l’impressionante crescita dell’ultima settimana, Schulz non ha ancora i numeri per governare. Politicamente parlando, Schulz ha tre possibilità per diventare Cancelliere: fare una coalizione rosso - rosso - verde (R2G) con i Verdi (Die Grünen) e la sinistra radicale (Die Linke) o una coalizione "semaforo" (Ampelkoalition) con i Verdi e i liberali (FDP) o infine una grande coalizione, come partner di maggioranza, con la CDU/CSU targata Merkel. Tuttavia allo stato attuale delle cose, nessuna di queste combinazioni è numericamente possibile stando ai sondaggi. Un’ennesima grande squadra a guida Merkel rimane al momento il più probabile degli esiti. La strada insomma è ancora molto in salita per Schulz.

L'esito delle elezioni federali dipenderà molto dai temi che contraddistingueranno la campagna elettorale. Schulz vuole impostare i prossimi mesi sul tema della giustizia sociale e della lotta contro l'AfD – definita come una vergogna per la Germania. Tuttavia al momento non è dato sapere se gli altri partiti lo seguiranno su questi temi o al contrario porranno l’accento su altre questione più spinose per l’ SPD come per esempio quello della sicurezza o della crisi dei rifugiati.  Ad ogni modo un primo banco di prova per misurare la forza politica di Schulz saranno le elezioni regionali in Saarland, in Renania Settentrionale-Vestfalia e nello Schleswig-Holstein nella prossima primavera. Uno strepitoso successo dell’ SPD in queste tre regioni potrebbe infatti fare da volano alle elezioni federali del 24 settembre 2017 e cambiare le carte in tavola. Si può parlare davvero di "fenomeno Schulz"?

PS: A testimonianza dell’euforia politica e mediatica per Schulz non si può fare a meno di segnalare a tutti i nerd della politica la pagina satirica "Gottkanzler Schulz" (il Dio Cancelliere Schulz).