Martin Mazza: “Il matrimonio gay è un diritto per ogni essere umano”

Articolo pubblicato il 18 febbraio 2013
Articolo pubblicato il 18 febbraio 2013
In un momento in cui numerosi paesi in Europa, tra cui Francia e Regno Unito, approvano il matrimonio per gli omosessuali, l'imprenditore e attore porno Martin Mazza conferma che la legalizzazione di tali unioni ha provocato un'apertura mentale inusuale in Spagna e ci racconta che "vivere la sessualità, anche se non sembra, è una delle cose più importanti della vita...".
Seconda testimonianza della nostra serie di ritratti LGBT.

Martin Mazza (nome d'arte, ndr) ha 34 anni e risiede attualmente a Madrid dove lavora come editor della rivista gay Oh My God!. Inoltre ha una propria produzione erotica, e grazie al suo lavoro come attore nel mondo del cinema a luci rosse, ha vissuto a Los Angeles, San Francisco, Sidney, New York e Londra, città in cui ha potuto paragonare le differenze sociali nei confronti dell'omosessualità: "in Spagna tutto è cambiato, anche se siamo uno dei paesi con più diritti, il mondo gay è il più standardizzato d’Europa". Figlio unico di una famiglia appartenente all’Opus Dei, ha studiato in scuole e università cattoliche, ma non si è mai sentito rifiutato a causa dei suoi gusti sessuali, al contrario: "Mi hanno insegnato una disciplina e una educazione che oggi ho imparato ad apprezzare".

La sua adolescenza , tuttavia, non è stata delle più semplici. Ha sempre saputo di essere omosessuale. All’età di 15 anni ha cominciato ad approcciare qualche ragazzo ma ha aspettato i 17 anni per riconoscere la sua sessualità apertamente: "Volevo essere io stesso a creare la mia vita, non solo per avere un fidanzato, ma anche per allontanarmi da ciò che la mia famiglia voleva che fossi", aggiunge. Nonostante la sua famiglia non si sia lasciata scandalizzare dalla sua omosessualità, Martin era alla ricerca di qualcosa di diverso. Da qui la decisione di andare a vivere a Londra. Ricorda come dare un bacio per strada a un ragazzo gli sembrasse "qualcosa di incredibile" e di quanto lo rendesse felice farlo. "Mi sentivo pieno di energia", aggiunge.

Sebbene sia cresciuto in un ambiente intriso del rigore e dell'integralismo tipici dell’Opus Dei, Martin non è mai stato vittima di pregiudizi. "Credo che la questione dell'omofobia sia radicata nell’educazione e nella cultura delle persone", afferma. Anni fa, ha lavorato per una società amministrata dall'Opus Dei dove non ha avuto problemi a rendere pubblica il suo orientamento sessuale. "Il fatto di essere gay può essere significativo, perché il sesso, e tutto ciò che comporta, è la cosa più importante nella vita", tuttavia "non ha nulla a che vedere con le tue doti da sviluppatore, imprenditore o lavoratore". Non ha mai avvertito nessun rifiuto da parte dei suoi amici, anzi il contrario. Secondo lui, la Spagna si è trasformata in un paese aperto e permissivo, in seguito alla transizione democratica, che ha segnato l’apertura al mondo gay.

Martin, che non si considera un fanatico di nessun credo, pensa che tutte le religioni abbiano qualche tratto in comune e che "tutti hanno bisogno di credere in qualcosa e di chiamarlo per nome: fa parte dell’autostima personale e sociale, un modo per riconfrontarsi e avere una morale". Nella vita privata, pratica l’Ayurveda, in modo tale da curare la propria salute mentale e fisica mediante la semplice logica naturale del vivere. Questa filosofia di vita "non influenza la mia condizione sessuale", e aggiunge che "non solo tra le persone ci sono individui omosessuali , ma anche tra le giraffe, i pinguini o i cani".

Non capisco come si possa applaudire ad una uccisione di tori o che si debbano pagare le tasse come gli altri e non ci si possa sposare nonostante si è innamorati o si voglia creare una famiglia

Attualmente non ha un compagno. Le esperienze, i trascorsi, gli incontri della vita lo hanno reso un tipo dall'innamoramento non facile. Nonostante ciò, confessa che "incontrare un compagno è più difficile nel mondo omosessuale". Tuttavia, per lui, "avere un compagno non è un guadagno né uno scopo nella vita, è più una scelta". In un futuro vuole sposarsi e continuare ad avere gli stessi diritti delle altre persone: "Magari non mi sposerò, ma sapere di avere la stessa possibilità di scelta degli altri mi rassicura". Ai suoi occhi, la Spagna è uno dei paesi con maggiore tolleranza e rispetto, "è tipico dei paesi che hanno vissuto a lungo un regime di repressione". "Le rivoluzioni sono i grandi propulsori dei cambiamenti sia sociali che culturali e il passo che c’è dopo ogni rivoluzione è più grande del precedente", dichiara. Per Martin, il fatto che la Spagna abbia approvato la legge del matrimonio omosessuale ha provocato un riconoscimento che ha cambiato la percezione dei gay nella sua famiglia ed amici. "Non lo chiedono solo i gay, ma è un diritto per ogni essere umano", dice l’attore.

"Non capisco come si possa applaudire ad una uccisione di tori o che si debbano pagare le tasse come gli altri e non ci si possa sposare nonostante si è innamorati o si voglia creare una famiglia", dice Martin, che considera un passo indietro la decisione del Partito Popolare di presentare un ricorso di incostituzionalità contro tale legge. "Le mie imposte, le chiamo imposte, la mia ipoteca, la chiamo anche ipoteca e il mio matrimonio, lo voglio chiamare matrimonio".

                                                                             Leggi il primo ritratto della nostra serie LGBT qui.

Foto: copertina, © Adrien le Coärer; testo, © Martín Mazza. Video: knorpel26/YouTube.