Marsiglia e l'arte di strada in Europa

Articolo pubblicato il 23 novembre 2017
Articolo pubblicato il 23 novembre 2017

Una volta all'anno, in occasione del festival Travellings, l'arte europea investe il quartiere degli Aygalades di Marsiglia. Un'immersione in questa corrispondenza unica tra gli artisti di strada e gli abitanti dei quartieri popolari. 

E' appena scesa la notte quando attraversiamo il tunnel dell'autostrada A7 in un quartiere marsigliese. Una sera di settembre avanziamo nel buio più totale verso il piccolo parco in cui si terrà lo spettacolo organizzato in occasione di un festival dedicato alle arti di strada. Davanti a noi Maxime, uno degli organizzatori dell'evento, si fa strada con una torcia in mano. Chiacchiera molto. Non succede spesso che turisti o curiosi vari si addentrino in uno dei « quartieri prioritari » di Marsiglia: gli Aygalages. Se lo fanno, a volte, è solo per andare al festival europeo, Travellings.  

Una volta l'anno il festival avvolge la Città delle arti e della strada agli Aygalades, questo quartiere situato al 15esimo distretto di Marsiglia, tra i cosiddetti « quartieri Nord », espressione usata per designare i luoghi suppostamente nebbiosi del secondo comune francese. Gli Aygalades sono innanzitutto dei brutti blocchi residenziali color giallo-ocra, gli alloggi a basso costo (HLM), l'autostrada A7 che divide il quartiere in due, come un muro di Berlino in miniatura. Ma gli Aygalades sono anche i bambini curiosi, le storie delle famiglie immigrate, giovani come Nas' e Ryan che fumano sognando una carriera nel mondo del rap, un filo di biancheria stesa e gente curiosa che si affaccia alle finestre quando vede piombare una piccola folla di giovani e meno giovani del centro-città, bag arty-hipster in spalla.  

Nel 2017 la quarta edizione di Travellings, appuntamento europeo di Luoghi pubblici, ha di nuovo richiamato agli Aygalades diversi artisti dai quattro angoli del continente, mescolando agli abitanti di Marsiglia gli artisti del Vecchio Continente, sovvenzionati dalla piattaforma In Sitiu. Un italiano (Marco Barotti) capta le onde degli Smartphones con degli uccelli androidi, una bulgara (Veronika Tzekova) organizza una partita di calcio a 4 squadre allo stadio dell'Oasi in questo quartiere di cui non riesce «bene a pronunciare il nome », mentre uno « story-teller » greco (Alexandros Mistriotis) legge poesie franco-greche davanti a un tramonto, con gli HLM all'orizzonte.  Le decorazioni sono discrete, un ambiente dai contrasti spesso magici si crea quando i ballerini della compagnia austriaca Liquid Loft mettono in scena registrazioni delle lingue europee (Foreign Tongues) sulla grande spianata della città delle arti. E' un incontro intimo. Tra artisti e partecipanti ci si conosce. La sera, al chiosco all'ingresso della città, un grande bus accoglie il pubblico. Tracanniamo una birra e gustiamo una cena casareccia prima di presentarci al prossimo spettacolo. 

Al parco stasera c'è un po' di casino. Un grande nido di paglia è stato montato nel bel mezzo di un'area giochi. E' là che i ballerini della compagnia parigina ADHOK presentano il loro spettacolo Immortels (Le Nid et l'Envol), (Immortali Il Nido e il Decollo, ndt) che parla dell'essere giovani nel 2017. Tra gli spettatori? Bambini di ogni età che offrono patatine alla gente venuta da lontano mentre aspettano. Qua e là si sente un petardo che scoppia. « E' difficile, bisogna adattarsi al luogo, alcuni ragazzi erano abbastanza nervosi. Ci siamo esibiti in un posto ermetico, con una scenografia molto semplice, non sapevamo bene da dove venisse. Bisogna imparare a tener duro per esibirsi in questa maniera», fa una ballerina. «Allo stesso tempo è gratificante esibirsi qui. Il teatro di strada è sociale e culturale», risponde un altro membro della compagnia. 

Ce 

La sera, appena sgomberato il parco giochi, alcuni marsigliesi del centro si siedono di fianco al parco per bere un bicchiere di vino bianco nel chioschetto improvvisato. La ghirlanda intorno al bar diffonde una luce gradevole in mezzo al vuoto. E' un piccolo pubblico di iniziati, venuti da Parigi fino a Pristina, che parlano di spettacolo e di Europa. Nonostante il leggero senso di turismo sociale, il festival Travellings è forse l'unico ponte tra l'Europa e la città degli Aygalades. Ancora cinque minuti, e arriva l'ora di prendere la navetta notturna per tornare in centro. Scossi dalla guida marsigliese e dall'unicità degli spettacoli a cui abbiamo assistito. 

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