Mario Monti e François Hollande, il valzer continua

Articolo pubblicato il 05 settembre 2012
Articolo pubblicato il 05 settembre 2012
Rassegna stampa. Il valzer delle visite dei capi di stato e di governo europei continua. Martedì 4 settembre il presidente francese François Hollande si è recato a Roma per discutere della crisi del debito con il primo ministro italiano Mario Monti.
I commentatori hanno criticato l’attitudine di Parigi a seguire il "cattivo esempio" meridionale, e hanno insinuato il sospetto che il presidente francese non disponga più del sostegno della sinistra del suo partito nella gestione della crisi.

La Repubblica – Italia: Hollande, attento alle spalle

Il politologo Marc Lazar vede nell’incontro tra Hollande e Monti l’opportunità di rinforzare l’asse Parigi-Roma. Sulle pagine del quotidiano di centrosinistra La Repubblica, valuta come determinante il peso dei due Stati nella crisi dell’Euro: “da qualche mese notiamo una incredibile convergenza dei due presidenti per far cambiare opinione alla Germania; ma, allo stesso tempo, rimangono delle profonde divergenze tra i due. Da un lato Mario Monti, favorevole al federalismo europeo, malgrado un euroscetticismo in crescita nel paese (che arriva talvolta a una vera ostilità nei confronti dell’Europa); dall’altro lato Hollande, che deve rintuzzare gli attacchi del Fronte della Sinistra francese, dei Verdi e di una parte del suo stesso Partito Socialista, contrari all’adozione del trattato fiscale europeo. La conseguenza è che l’Italia di Mario Monti, sebbene sia economicamente indebolita e politicamente instabile, riesce a far sentire ancora una volta la sua voce in Europa, mentre la Francia di François Hollande, che può contare su istituzioni più solide e difficoltà economiche meno gravi, dovrà risolvere i suoi problemi interni per mantenere nell’Ue il ruolo che le è stato assegnato”. (Articolo pubblicato il 4/09/2012).

Le Figaro – Francia: «Non è il cammino che è difficile, ma il difficile che è..»

L'identità della Francia oscilla continuamente fra il Nord e il Sud dell’Europa, e il presidente Hollande sta per cadere nel campo sbagliato, mette in guardia il quotidiano conservatore Le Figaro: «per settimane e mesi interi, François Hollande ha promesso a francesi che avrebbero conservato i loro privilegi, che non avrebbero dovuto adattarsi a una mondializzazione ineluttabile e che avrebbero continuato a produrre francese, anche con le 35 ore di lavoro e dei carichi record. Ha usato lo stesso discorso che i paesi dell’Europa del Sud hanno messo in pratica dieci anni fa, fino a ritrovarsi sull’orlo del fallimento. Mentre la Francia aveva giustamente bisogno di rivalutare il valore del lavoro, riequilibrare i suoi conti e migliorare la sua competitività, come Gerhard Schröder e Angela Merkel avevano fatto con la Germania. Piuttosto che seguire il consiglio di Kierkegaard, "non è il cammino che è difficile, ma il difficile che è cammino”, Hollande ha preferito prendere l’autostrada della faciloneria, per scontrarsi in fretta con il muro della realtà”. (Articolo pubblicato il 4/09/2012).

Frankfurter Allgemeine Zeitung – Germania: agguato in parlamento

Durante il voto sul trattato fiscale europeo, in programma per i primi giorni di ottobre al Parlamento francese, il presidente Hollande dovrà fare i conti con la defezione di una parte dei deputati della sua ala sinistra, scrive il quotidiano conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung, che prevede la futura spaccatura della sinistra francese: “le misure d’austerità sono percepite [da alcuni membri della sinistra] come un diktat dei tedeschi, una manipolazione della politica francese. Una regola di voto è stata dunque stabilita per i deputati socialisti all’Assemblea nazionale. I Verdi e i comunisti [Front de Gauche], che appartengono alla “maggioranza presidenziale” allargata, sono reticenti. Tutto questo non è che un assaggio di quello che succederebbe se il governo non riuscirà a contenere l’aumento della disoccupazione né a bloccare i piani di tagli al personale già annunciati da numerose imprese. Hollande deve ormai lottare contro le stesse speranze che ha suscitato durante la campagna elettorale”.

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