Maria Sharapova: ricca quasi quanto un uomo!

Articolo pubblicato il 11 agosto 2010
Articolo pubblicato il 11 agosto 2010
Secondo Sports Illustrated, Maria Sharapova è la sportiva più pagata al mondo. Con i suoi 20 milioni di dollari all'anno, la troviamo al ventesimo posto nella classifica degli sportivi più ricchi d'Europa. Tanto per avere un'idea, Roger Federer, che occupa la pole position in classifica, ha raggiunto i 62 milioni di dollari nel 2010.
E' forse il momento giusto per parlare di parità uomo-donna nello sport?

Lungi da me l'idea di negare il talento della giocatrice russa, ma basta ricordare la carriera della sua compatriota, Anna Kournikova, per chiedersi che ruolo avrebbe occupato se non fosse stata così attraente. Un indubbio vantaggio, quest'ultimo, che le ha permesso di firmare non pochi contratti pubblicitari (nel caso dei 19 che la precedono in classifica, l'aspetto fisico non è certo che abbia giocato lo stesso ruolo!). Dopo tutto, quando si tratta di soldi, non c'è fair-play.

Nel mondo sportivo femminile, sono le tenniste e le golfiste a guadagnare di più. Anche se si è dovuto aspettare fino al 2007 perché l'intera somma in palio per il vincitore di Wimbledon e del Roland Garros, fosse divisa equamente tra i due sessi. L'iniziativa, tra l'altro,  è tutt'altro che maschile. È grazie alla creazione della "Women sports Fondation", infatti, fondata nel 1974 da Billie Jean King, che le giocatrici professioniste di golf e di tennis, possono finalmente beneficiare di migliori guadagni. Tuttavia, l'annuale rapporto pubblicato dall'organizzazione sulle disparità di guadagno tra i generi, rivela, effettivamente, che anche le sportive più pagate, subiscono ancora, nel 2010, delle disparità di trattamento economico, essendo quello dello sport un settore quasi totalmente maschile.

In breve, dal momento in cui si evoca lo scarto di remunerazione tra uomini e donne nell'ambito sportivo, la spiegazione dipende sempre dalle leggi del mercato: le competizioni sportive maschili sono più spettacolari, quindi più seguite, quindi maggiormente sovvenzionate. L'equazione è semplice. Ma è altrettanto semplice spiegare che non è certo perché le donne si impegnano meno, che guadagnano meno, non certo perché forniscono delle prestazioni meno buone. Le poliziotte dovrebbero essere pagate meno perché corrono più lentamente dietro ai criminali, anche se si espongono agli stessi rischi dei loro colleghi uomini. Tutto, anche l'impegno delle donne nello sport, è della stessa intensità di quello degli maschi.

Foto: D. Piris/flickr